Il Pubblico Ministero del Paraguay ha comunicato questo sabato l’imputazione dell’ex presidente Santiago Peña e dell’ex presidente della Banca Centrale del Paraguay (BCP), Carlos Carvallo, nell’ambito dello scandalo finanziario legato a Ueno Bank, e ha chiesto per entrambi la misura cautelare della carcerazione preventiva.
Peña, destituito dal Senato lo scorso venerdì, è stato accusato per i fatti punibili di presunta lesione della fiducia, in qualità di istigatore, e amministrazione a proprio vantaggio, in qualità di autore. A Carvallo sono attribuiti i reati di lesione della fiducia, produzione immediata di documenti pubblici con contenuto falso e amministrazione a proprio vantaggio come autore, secondo quanto indicato nel comunicato diffuso dalla procura.
Le indagini si concentrano su "presunte irregolarità nella collocazione di risorse pubbliche e previdenziali in Ueno Bank S.A., nonché con i meccanismi di supervisione e controllo dell’istituto bancario e la presunta fornitura di informazioni incomplete o alterate su aspetti collegati a tali funzioni".
Secondo la procura, tra il 2023 e il 2026 Ueno Bank avrebbe ricevuto ingenti depositi e collocamenti provenienti da organismi pubblici ed enti previdenziali, mentre, in parallelo, avrebbe concesso crediti a società collegate al proprio gruppo economico che presentavano presunte anomalie. Nel settembre del 2026, i fondi di origine pubblica depositati in Ueno Bank ammontavano a circa 3,6 trilioni di guaraní (quasi 505 milioni di euro e 233,4 milioni di dollari (quasi 206,6 milioni di euro)).
Nella sua condizione di capo dello Stato, Peña "avrebbe preso parte a decisioni collegate alla collocazione, al rinnovo e alla permanenza di fondi pubblici e previdenziali in Ueno Bank, un’entità con la cui compagine societaria avrebbe mantenuto relazioni economiche e societarie". In particolare, aveva una partecipazione azionaria in Ueno Holding S.A.E.C.A. e ha tenuto incontri con responsabili dell’Istituto di Previdenza Sociale (IPS) per definire investimenti in strumenti finanziari emessi dalla banca.
Carvallo, da parte sua, manteneva invece una relazione precedente con Financiera Ueno e ha formulato osservazioni tecniche sui limiti di esposizione creditizia, sulle operazioni con società collegate e sulla situazione patrimoniale dell’ente, come precisa il Pubblico Ministero.
Di conseguenza, la Procura ha chiesto al Tribunale Penale delle Garanzie la custodia cautelare dei due imputati, insieme all’inibizione generale per alienare e gravare beni, l’identificazione di conti bancari, depositi, investimenti e altri attivi finanziari, nonché diverse attività per individuare immobili, veicoli, partecipazioni societarie e altri diritti patrimoniali registrati a nome di Peña e Carvallo.
La destituzione di Peña dalla Presidenza è direttamente collegata al crollo di Ueno Bank, un’entità finanziaria collegata a ex soci commerciali del mandatario che è fallita ed è stata sottoposta a intervento da parte della Banca Centrale del Paraguay dopo aver registrato un crollo della sua solvibilità al di sotto dei livelli minimi richiesti, il che impediva di garantire la sicurezza dei depositi dei suoi milioni di clienti.