Santiago Peña afferma che si difenderà davanti al Senato e il Governo respinge che abbia lasciato il Paraguay

Santiago Peña si presenterà davanti al Senato per difendersi nel processo di impeachment per Ueno Bank, mentre il Governo nega di aver lasciato il Paraguay.

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Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, ha confermato che si presenterà al Senato per esercitare in modo diretto il suo diritto alla difesa nel processo di impeachment avviato contro di lui per lo scandalo finanziario di Ueno Bank. La prima udienza del procedimento si è conclusa all’ultima ora del pomeriggio di giovedì e il capo di Stato è stato convocato per la ripresa dell’iter venerdì alle 10:00 (ora locale). Parallelamente, la Portavoce dell’Esecutivo è intervenuta per smentire le versioni che indicavano una presunta fuga del mandatario.

"In considerazione della prosecuzione del processo di impeachment, mi presenterò e eserciterò il mio diritto alla difesa. Lo farò con argomenti e prove, nel rispetto della Costituzione e delle istituzioni della Repubblica", ha dichiarato Peña sui social, insistendo sul fatto che assume il processo non per "orgoglio personale", bensì per la responsabilità di "rendere conto e dare spiegazioni davanti al popolo paraguayano". Ha inoltre ribadito il suo impegno a collaborare pienamente con la Giustizia per chiarire le responsabilità nel collasso bancario e ha sottolineato che il pagamento ai risparmiatori danneggiati non può restare senza risposta.

Allo stesso tempo, il portavoce della Presidenza, Guillermo Grance, si è presentato ai media per smentire le voci su una uscita dal Paese diretta verso l’Argentina dopo il blocco della sua rinuncia in Parlamento. "Il presidente si trova nel Paese, si trova nella capitale e adempirà al suo dovere costituzionale di difendersi nei tempi e nei modi previsti", ha affermato Grance, chiedendo serenità ai cittadini e assicurando che il Governo continua a operare con totale normalità.

Il Senato avanza nel processo di impeachment a Peña

D’altra parte, il tribunale giudicante della Camera dei Senatori ha dichiarato conclusa la seduta inaugurale del giudizio costituzionale, attivato dopo che la votazione sulla rinuncia di Peña è rimasta bloccata in una seduta bicamerale a causa del ritiro dell’emiciclo dei deputati del partito di governo Partido Colorado.

All’uscita dall’aula plenaria, il presidente del Congresso, Basilio Núñez, ha dettagliato che il tribunale dispone già formalmente del libello accusatorio trasmesso dai pubblici ministeri e che sarà concesso al presidente il termine di legge previsto per presentare le sue argomentazioni, sia in presenza sia tramite il suo team giuridico.

Núñez ha ribadito che la Camera Alta rispetterà il giusto processo e il calendario di cinque sessioni straordinarie fissato dal suo regolamento interno, avvertendo che si devono evitare decisioni affrettate che potrebbero essere contestate dinanzi alla Corte Interamericana dei Diritti Umani. Dopo l’intervento della difesa previsto per venerdì, il plenum del Senato proseguirà con l’analisi delle prove e le conclusioni finali prima di procedere alla votazione nominale.

Nel caso in cui Peña risultasse destituito —per il quale è richiesto il sostegno di 30 dei 45 senatori—, perderebbe l’immunità e la sua condizione di senatore a vita, e la Presidenza dello Stato passerebbe immediatamente al vicepresidente della Repubblica, Pedro Alliana, che assumerebbe l’incarico dopo aver prestato giuramento davanti al Parlamento, secondo l’ordine di successione stabilito dalla Costituzione.

Nel frattempo, negli immediati dintorni dell’edificio legislativo, centinaia di manifestanti e risparmiatori colpiti dalla crisi di liquidità di Ueno Bank hanno mantenuto una veglia pacifica, in attesa della risoluzione del giudizio politico in Senato.