Takaichi dà il via libera a un piano d’urto per contenere l’ondata di cyberattacchi in Giappone

Il Giappone attiva un piano di emergenza con l’IA, unità di risposta rapida e 10.000 milioni di yen per rafforzare la sua ciberdifesa in vista di un’ondata di attacchi.

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Il governo esecutivo giapponese ha dato il suo via libera, questo venerdì, a un pacchetto di misure di emergenza con l’obiettivo di contenere l’ondata recente di attacchi informatici e di massicce fughe di dati che sta colpendo società private e organismi pubblici del Paese.

Tra le iniziative presentate dal team della prima ministra, Sanae Takaichi, figura la spinta all’uso dell’Intelligenza Artificiale per individuare punti deboli nelle infrastrutture informatiche, così come l’avvio di diversi gruppi di specialisti di alto livello incaricati di reagire alle intrusioni.

"Alla luce della grave situazione attuale degli attacchi informatici, è stato elaborato un pacchetto di misure di emergenza che raccoglie le misure che devono essere applicate con carattere urgente", ha annunciato Takaichi in un post sui suoi social network.

Secondo la responsabile del Governo, questo piano straordinario si articola in quattro pilastri: l’applicazione "rigorosa" dell’IA, il rafforzamento delle capacità di analisi e di ricerca sulle minacce informatiche, l’implementazione "strategica" di nuove misure di cibersicurezza e il "rafforzamento" dell’accompagnamento alle vittime e della prevenzione dei danni.

La settimana scorsa, Takaichi ha incaricato formalmente il suo Gabinetto di elaborare questo pacchetto dopo una serie di grandi fughe di dati derivanti da attacchi informatici, tra cui l’assalto con estorsione subito dal fornitore di servizi Internet GMO Internet Group, che ha costretto Tokio a intervenire con un riscatto.

"Come Governo, attraverso l’esecuzione rapida ed efficace del pacchetto di misure di emergenza, ci impegniamo a migliorare la resilienza informatica e a dissipare l’inquietudine della cittadinanza", ha assicurato la mandataria giapponese.

Il Gabinetto ha inoltre dettagliato la creazione di un’unità di risposta rapida — formata da esperti dell’Amministrazione e del settore privato — che si recherà sul posto nelle aziende colpite da incidenti di cibersicurezza per coordinare la prima fase di contenimento, mentre un secondo gruppo indipendente offrirà consulenza preventiva alle organizzazioni a rischio. Parallelamente, Tokio ha approvato un’assegnazione di 10.000 milioni di yen (circa 60 milioni di euro) a valere sul fondo di riserva di bilancio per rafforzare l’infrastruttura nazionale di ciberdifesa.

In relazione all’attacco contro il fornitore GMO, un’indagine interna punta a un collettivo di “hacker” collegato al Governo della Corea del Nord come possibile responsabile dell’intrusione rilevata circa un mese fa, secondo fonti citate dall’agenzia ufficiale Kyodo News a partire dall’analisi del codice maligno e della traccia digitale individuata nelle reti.

“In questo stesso istante si stanno verificando successivi casi di accesso non autorizzato e fughe di informazioni, il che sta avendo un grande impatto sulla vita dei cittadini e sull’attività imprenditoriale. Mobiliteremo tutte le risorse del Governo per migliorare la capacità di risposta di tutto il Paese”, ha concluso.