Warsh avvisa che la Fed agirà se l'inflazione non avanza verso il 2% e raffredda le aspettative di riduzioni dei tassi

Il nuovo presidente della Riserva Federale evita di annunciare movimenti concreti, ma difende che la banca centrale farà "il necessario" per garantire la stabilità dei prezzi.

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Il presidente della Federal Reserve degli Stati Uniti, Kevin Warsh, ha inviato questo venerdì un messaggio di fermezza sulla lotta contro l'inflazione durante il suo primo discorso al simposio di Jackson Hole, un appuntamento chiave per le banche centrali e i mercati finanziari.

Warsh ha difeso che la priorità dell'istituzione rimane quella di riportare l'inflazione all'obiettivo del 2% e ha avvertito che, se gli indicatori non mostrano un'evoluzione sufficiente verso quel traguardo, la Fed dovrà agire.

Anche se il responsabile della banca centrale statunitense non ha annunciato un aumento dei tassi di interesse, le sue parole sono state interpretate dagli investitori come un cambio verso una posizione più restrittiva della politica monetaria.

"È responsabilità della Federal Reserve garantire la stabilità dei prezzi. Non ci sono scuse", ha affermato Warsh durante il suo intervento.

I mercati aumentano la probabilità di un aumento dei tassi

Il messaggio del nuovo presidente della Fed ha avuto un impatto immediato sulle aspettative dei mercati. I contratti futures sui tassi di interesse del CME Group hanno elevato la probabilità implicita di un aumento del prezzo del denaro dal 35% che riflettevano giovedì al 57% dopo il suo discorso.

Gli investitori si aspettavano che Warsh offrisse qualche segnale sui prossimi movimenti della Federal Reserve, specialmente dopo mesi di dibattito sul calendario di possibili tagli o aggiustamenti dei tassi.

Il presidente della Fed ha evitato di pronunciarsi direttamente su una decisione concreta, ma ha chiarito che la banca centrale non darà per chiuso il processo di disinflazione fino a osservare un miglioramento sostenuto.

"Dobbiamo avere la certezza che l'inflazione sottostante si dirige verso il nostro obiettivo, in modo chiaro e a una velocità sufficiente. Altrimenti, abbiamo lavoro da fare", ha sottolineato.

Una Fed di fronte a uno scenario economico complesso

Warsh assume la direzione della Federal Reserve in un momento segnato da varie incertezze economiche. L'inflazione continua a essere sopra l'obiettivo del 2%, la crescita mantiene dubbi e i mercati del debito mostrano segnali di tensione, in un contesto internazionale condizionato anche dalla guerra in Iran.

Il nuovo presidente della Fed ha riconosciuto che alcuni dati recenti sull'inflazione sono stati migliori del previsto, anche se considera che non sono ancora sufficienti per confermare un miglioramento strutturale.

"Quegli indicatori non mi dicono che l'inflazione sottostante è migliorata sostanzialmente", ha spiegato.

Warsh ha anche difeso la credibilità dell'istituzione e ha assicurato che i mercati si fidano della capacità della Fed di ripristinare la stabilità dei prezzi.

"Posso assicurarvi che hanno ragione", ha affermato.

Un messaggio con la pressione di Trump come sfondo

L'intervento di Warsh era particolarmente monitorato per la relazione con la Casa Bianca. Il presidente Donald Trump ha criticato ripetutamente la politica monetaria della Fed e ha richiesto un abbassamento dei tassi più rapido, una posizione che si scontrava con la strategia seguita dal precedente presidente della banca centrale, Jay Powell.

La questione chiave del discorso era se Warsh avrebbe dato priorità a queste pressioni politiche o se avrebbe mantenuto l'indipendenza dell'istituzione di fronte all'aumento dei prezzi.

Il suo messaggio a Jackson Hole punta alla seconda opzione: la Fed manterrà il suo impegno per la stabilità dei prezzi anche se le sue decisioni potrebbero generare tensioni con l'Amministrazione statunitense.

Con questo intervento, Warsh apre una nuova fase alla guida della banca centrale statunitense e lascia i mercati in attesa dei prossimi dati sull'inflazione e sull'occupazione prima della prossima riunione di politica monetaria.

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