Il Ministero dell’Interno ha avviato questo mercoledì la Rete di Coordinamento per la Sicurezza delle elezioni del 29 novembre con l’obiettivo di «anticipare i rischi e condividere gli allert» e così poter reagire a qualsiasi incidente, dagli attacchi a pagine web istituzionali alle campagne di disinformazione, garantendo che i cittadini possano esercitare il proprio diritto al voto «con piena libertà, sicurezza e fiducia».
Questa Rete di Coordinamento per la Sicurezza nei processi elettorali, sotto la responsabilità dell’Amministrazione Generale dello Stato, è stata costituita nel 2019, dopo le iniziative promosse dall’Unione Europea per rafforzare la protezione e l’integrità delle consultazioni alle urne.
Come ha indicato il Ministero dell’Interno in una nota, il lavoro congiunto tra gli organismi integrati nella Rete rende possibile una reazione agile a fronte di incidenti che incidano su pagine istituzionali, operazioni di disinformazione o minacce mirate contro i sistemi elettorali.
«La forza di questa rete risiede nel collegare capacità, condividere allert e concordare risposte prima che un incidente possa compromettere il normale svolgimento del processo elettorale, poiché nessun organismo può affrontare separatamente rischi sempre più interdipendenti», ha sottolineato il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, dopo aver presieduto la riunione.
Protocollo e assi di intervento
Il protocollo di funzionamento della Rete si struttura in quattro grandi assi interrelati: preservare la trasparenza e l’obiettività del processo elettorale; salvaguardare i dati personali da accessi non autorizzati; assicurare la protezione fisica e la cybersecurity delle infrastrutture e dei sistemi di informazione e di diffusione provvisoria dei risultati; e rilevare e contrastare narrazioni di disinformazione «che possano erodere la fiducia dei cittadini o rendere difficile l’esercizio di un voto libero e informato».
Nella sessione tenutasi questo mercoledì, che ha servito ad attivare la Rete di Sicurezza in vista del 29N, hanno partecipato i massimi responsabili di tutti i centri direttivi dipendenti dalla Segreteria di Stato per la Sicurezza e dalla Sottosegretaria del Ministero dell’Interno con competenze in questo ambito.
Inoltre, hanno partecipato rappresentanti del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale e della Segreteria di Stato per la Comunicazione della Presidenza del Governo; del Ministero della Difesa —tramite il Centro Nazionale di Intelligence, il Centro Crittologico Nazionale e il Comando Congiunto dello Spazio Cibernetico—, nonché del Ministero per la Trasformazione Digitale e la Funzione Pubblica, tramite l’Agenzia Statale per l’Amministrazione Digitale e l’Istituto Nazionale di Cibersicurezza.
Completano la Rete altri organismi e istituzioni come la Giunta Elettorale Centrale, l’Istituto Nazionale di Statistica, la Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza, l’Agenzia Spagnola per la Protezione dei Dati e la società statale Correos y Telégrafos.