Leader iberoamericani chiedono un’azione coordinata contro la criminalità organizzata

I 22 paesi iberoamericani chiedono a Madrid un’azione coordinata e rispettosa del Diritto Internazionale contro la criminalità organizzata transnazionale.

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I capi di Stato e di Governo dei 22 paesi che fanno parte della Comunità Iberoamericana hanno espresso la loro preoccupazione per l’espansione e la diversificazione della criminalità organizzata transnazionale e hanno concordato sul fatto che per affrontarla è imprescindibile una “azione coordinata”.

Questa posizione è riportata in uno dei comunicati speciali approvati durante il Vertice Iberoamericano tenutosi mercoledì e giovedì a Madrid.

Nel testo, i mandatari manifestano la loro “preoccupazione per l’espansione, la diversificazione e la crescente capacità di adattamento della criminalità organizzata transnazionale che incidono sulla sicurezza delle persone, sui loro diritti umani, sullo Stato di diritto, sulla stabilità istituzionale, sulla democrazia e sulla crescita economica”.

Analogamente, rilevano che “la criminalità organizzata transnazionale può operare attraverso reti transfrontaliere che abbracciano reati come il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il riciclaggio di denaro, la corruzione, la tratta di persone, il traffico illecito di migranti, l’estorsione, la fabbricazione e il traffico illecito di armi da fuoco, delle loro parti, componenti e munizioni, il contrabbando, i reati che colpiscono l’ambiente, l’estrazione mineraria illegale e la ciberdelinquenza, tra gli altri”.

Muovendo da questa diagnosi, i leader iberoamericani sottolineano che “la sua prevenzione e il suo contrasto richiedono un’azione coordinata da parte degli Stati” e precisano che tale risposta congiunta deve svilupparsi “nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità Organizzata Transnazionale e dei suoi protocolli, nonché degli altri pertinenti strumenti internazionali”.

Inoltre, puntualizzano che questa azione comune contro il crimine transnazionale deve essere attuata “con pieno rispetto della sovranità, del Diritto Internazionale applicabile, dei Diritti Umani, del giusto processo e degli ordinamenti giuridici nazionali”.

In questa linea, rimarcano “l’importanza di rafforzare, in conformità con il Diritto Internazionale e interno di ciascuno Stato, la cooperazione di polizia, giudiziaria, doganale, in materia di migrazione, finanziaria, tributaria e di frontiera, nonché lo scambio tempestivo e sicuro di informazioni tra le autorità competenti” e auspicano parimenti di promuovere “una maggiore coordinazione tra INTERPOL, AMERIPOL, EUROPOL e altre istanze e meccanismi di cooperazione”.

Parallelamente, ritengono prioritario “privare i gruppi criminali organizzati delle loro capacità finanziarie e logistiche mediante il rafforzamento della cooperazione tra le autorità finanziarie e tributarie, le autorità di Intelligence, l’indagine sul riciclaggio di denaro, la rilevazione, il congelamento, il sequestro, la confisca e la recupero e il ritorno di beni, la tracciabilità delle merci, la sicurezza portuale e il controllo delle catene di fornitura, nonché la prevenzione della deviazione di armi e munizioni verso destinatari non autorizzati”.