Nuova settimana di scioperi nell'istruzione madrilena con una manifestazione giovedì davanti alla Conselleria

Il personale docente madrileno affronta la sua seconda settimana di sciopero indefinito con nuove mobilitazioni e senza progressi nella negoziazione con il Governo di Ayuso. I sindacati mantengono le loro rivendicazioni su salari, giornata lavorativa e risorse per l'insegnamento pubblico.

EuropaPress 7845529 grupo personas concentracion motivo huelga indefinida educacion 14 octubre

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Lo sciopero indefinito dell'istruzione pubblica madrilena continua questo lunedì, 19 ottobre, dopo tre giornate di scioperi e manifestazioni senza che i sindacati convocatori e il Governo di Isabel Díaz Ayuso abbiano raggiunto un accordo. Gli insegnanti hanno organizzato nuove proteste per i prossimi cinque giorni, tra cui una manifestazione giovedì per il centro della capitale, mentre insistono sulle loro rivendicazioni riguardo salari, giornata lavorativa e dotazione di personale nei centri pubblici.

La seconda settimana di sciopero è iniziata con un blocco del traffico sulla A-3, all'altezza di Moratalaz, dove un gruppo di professori ha posizionato banchi e sedie sulla carreggiata. I sindacati hanno anche convocato una concentrazione per questo mezzogiorno davanti alla Conselleria di Istruzione, alla quale chiedono di negoziare i miglioramenti lavorativi e organizzativi che considerano necessari per il funzionamento dell'insegnamento pubblico.

Gli scioperi, iniziati mercoledì 14 ottobre, sono stati convocati da CCOO, CGT, CNT, Solidaridad Obrera, STEM e UGT, insieme alle piattaforme Educazione Speciale Digna, Meno Lezioni e Vogliamo FP. Le organizzazioni chiedono impegni concreti dall'Esecutivo autonomico e, sebbene abbiano annunciato mobilitazioni fino a venerdì, non hanno fissato una data per porre fine allo sciopero.

Cinque giorni di proteste e una manifestazione giovedì

I sindacati hanno organizzato diverse attività per questa settimana, con concentrazioni davanti alle istituzioni autonome e assemblee nei centri educativi. Dopo la protesta di questo lunedì davanti alla Conselleria, martedì 20 ottobre si svolgerà il cosiddetto "Martedì verde", durante il quale gli insegnanti si riuniranno per discutere le loro rivendicazioni e l'evoluzione degli scioperi.

Mercoledì 21 le mobilitazioni si svolgeranno in diversi punti della regione, con assemblee territoriali e azioni decentralizzate. L'obiettivo dei convocatori è facilitare la partecipazione dei lavoratori dei diversi centri e comuni, oltre a coordinare le proteste dei prossimi giorni.

Giovedì 22 ottobre, gli insegnanti si concentreranno tra le 10.00 e le 14.00 davanti all'Assemblea di Madrid, prima di tornare a manifestare nel pomeriggio per il centro della capitale. La marcia inizierà alle 18.00 ad Atocha e si concluderà davanti alla Conselleria di Istruzione.

I sindacati hanno convocato per venerdì 23, alle 12.00, un'assemblea unitaria nella piazza di Oriente, dove gli insegnanti discuteranno la continuità dello sciopero e delle prossime mobilitazioni.

Una prima settimana di sciopero con cifre di adesione disparate

Le proteste sono iniziate mercoledì 14 ottobre e durante i suoi primi tre giorni hanno riunito insegnanti di diverse fasi educative, dall'Infanzia e Primaria fino alla Secondaria, al Liceo e alla Formazione Professionale. Le manifestazioni hanno attraversato diverse strade del centro di Madrid e sono state accompagnate da concentrazioni davanti alla Conselleria e altre azioni organizzate dai lavoratori.

I sindacati hanno quantificato l'adesione allo sciopero al 70% durante il primo giorno, tenutosi mercoledì 14 ottobre, rispetto al 44% comunicato dalla Conselleria di Educazione. Questa differenza tra le cifre si è ripetuta giovedì, quando le organizzazioni sindacali hanno situato la partecipazione al 60%, mentre il Governo regionale l'ha ridotta al 26,7%.

Durante i primi giorni, le educatrici dell'infanzia hanno bloccato il traffico nel passeggio della Castellana e gli insegnanti hanno organizzato una catena umana davanti alla Conselleria di Educazione. Venerdì, migliaia di professori si sono manifestati da Atocha fino alla Puerta del Sol, in una marcia dopo la quale i sindacati hanno annunciato che lo sciopero sarebbe continuato la settimana successiva.

La Conselleria ha messo in discussione le motivazioni della convocazione e considera che esista un componente politico ed elettorale nelle mobilitazioni. Le organizzazioni sindacali rifiutano questa interpretazione e difendono che le loro richieste rispondono a problemi lavorativi ed educativi che da tempo pongono all'Esecutivo regionale.

La riduzione delle ore di lezione e il miglioramento degli organici, tra le principali richieste

Gli insegnanti chiedono una riduzione delle ore di lezione che consenta di dedicare più tempo alla preparazione delle lezioni, al coordinamento con altri professionisti e all'attenzione individualizzata degli studenti. I sindacati ritengono che l'attuale distribuzione della giornata, insieme al volume di compiti amministrativi, ostacoli lo sviluppo di queste funzioni e aumenti il carico di lavoro.

Chiedono anche miglioramenti salariali, una diminuzione dei rapporti di alunni per aula e l'assunzione di più professionisti, specialmente in quegli istituti che necessitano di rafforzare l'attenzione agli studenti con bisogni specifici di supporto educativo.

I sindacati chiedono anche miglioramenti nelle strutture dei centri educativi, più risorse materiali e una riduzione del carico burocratico per il personale docente. A queste richieste si aggiungono quelle delle piattaforme di Educazione Speciale e Formazione Professionale, che chiedono misure specifiche per le rispettive fasi educative.

I sindacati collegano queste richieste sia alle condizioni lavorative del personale docente che alla qualità dell'istruzione che ricevono gli studenti, e considerano che qualsiasi accordo con l'Amministrazione deve prevedere miglioramenti in entrambi i settori.