Il portavoce del PSOE alla Camera, Patxi López, ha ripreso ancora una volta, questo giovedì, a ricorrere all’ironia nel riferirsi alla “casualità” per cui si proceda a un nuovo registro nell’abitazione dell’ex ministro José Luis Ábalos nel pieno della precampagna elettorale, sottolineando che non gli sembra logico che si svolga questa diligenda “un anno e mezzo dopo” che l’Unidad Central Operativa (UCO) avesse già registrato quello stesso domicilio.
“Che coincidenza che ogni volta che il PSOE alza la testa o fa un gesto come le dimissioni di Óscar Puente, che ragionevolmente ha una proiezione, compaia qualcuno che vuole affossare di nuovo il PSOE”, ha sottolineato il portavoce socialista in dichiarazioni a “La 1”, raccolte da Europa Press, nelle quali ha inquadrato queste parole come una “opinione personale”. “Io non credo nelle streghe, ma se ci sono, ci sono”, ha riassunto.
López si è espresso così dopo che l’Audiencia Nacional ha ordinato alla UCO della Guardia Civil di procedere a sei arresti per raccogliere dichiarazioni nella nuova separata pieza secreta del “caso Koldo” che istruisce il giudice Ismael Moreno. Nell’ambito di questa azione è stata anche richiesta documentazione ad Adif e si è proceduto al registro della casa di Ábalos a Valencia, dove tra le persone arrestate figura Andrea de la Torre, compagna dell’ex ministro.
Il dirigente socialista ha ribadito che deve essere la Giustizia a “indagare fino in fondo” e a determinare “chi è responsabile di questa corruzione”, che “sembra che ce ne sia stata in alcuni casi”. Tuttavia, ha messo in dubbio la necessità di tornare a entrare nell’abitazione dell’ex numero tre del PSOE.
“Che senso ha tornare a registrare la casa di Ábalos un anno e mezzo dopo che sono stati già fatti tutti i registri? Non riesco a comprenderlo, non riesco ad arrivarci, ma è ciò che stanno facendo”, ha aggiunto il portavoce parlamentare, chiarendo che, nonostante le sue riserve sul momento scelto, il partito sostiene che vengano chiarite tutte le possibili responsabilità.