La Federazione Spagnola di Giocatori d'Azzardo Riabilitati (FEJAR) ha chiesto alle Amministrazioni pubbliche che venga introdotta la "identificazione obbligatoria" previa alla partecipazione a qualsiasi tipo di gioco d'azzardo, sia su piattaforme 'on line' sia in locali fisici. La richiesta include le lotterie, i giochi istantanei conosciuti come 'rascas', così come casinò, bingo, sale da gioco, case da scommesse e macchine con premio ubicate in bar, caffetterie e altri esercizi di ristorazione.
"Le politiche pubbliche in materia di gioco devono porre la salute e il benessere delle persone al centro delle loro decisioni, al di sopra di qualsiasi considerazione esclusivamente economica o di raccolta", spiega il direttore tecnico, Juan Lamas, in occasione della celebrazione, questo giovedì 29 ottobre, della Giornata Nazionale Senza Giochi d'Azzardo.
L'obiettivo principale di questa esigenza è verificare la maggiore età dei partecipanti e rendere effettivi i divieti di accesso al gioco, in particolare nel caso delle persone autoescluse. Per questo, FEJAR chiede riforme legali e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche adeguate che permettano questi controlli, garantendo al tempo stesso la protezione dei dati personali.
"La protezione dei minori e delle persone autoescluse non può dipendere dal luogo né dalla modalità di gioco", difende la Federazione, che sottolinea che la prevenzione risulta tanto essenziale quanto l'accompagnamento di coloro che già soffrono di un problema con il gioco e richiedono un supporto specializzato.
Inoltre, l'ente chiede "controlli e ispezioni efficaci" nel gioco autorizzato e una "azione ferma" contro il gioco illegale, sia 'on line' sia in presenza. Per questo, auspica un migliore coordinamento tra le diverse amministrazioni e autorità competenti, e ritiene imprescindibile aumentare la trasparenza sulle ispezioni effettuate, sulle infrazioni rilevate e sulle sanzioni imposte.
La Federazione ricorda che le politiche pubbliche in questo ambito non devono limitarsi unicamente alla prevenzione e al controllo del rispetto della normativa. "Devono garantire anche l'accesso al trattamento specializzato, alla riabilitazione e al sostegno alle famiglie, indipendentemente dal luogo di residenza o dalla situazione economica, e riconoscere il lavoro delle associazioni che assistono le persone colpite", aggiunge.