La SEMG avverte dell'impatto della crisi migratoria a Ceuta sulla sanità pubblica

La SEMG offre supporto a Ceuta e avverte del sovraccarico sanitario e sociale derivato dalla crisi migratoria, richiedendo più coordinamento e risorse.

3 minuti

fotonoticia 20260821112642 1920

fotonoticia 20260821112642 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

3 minuti

I più letti

La Società Spagnola di Medici Generali e di Famiglia (SEMG) ha manifestato la sua "speciale preoccupazione" per il rischio che la situazione che vive Ceuta dopo la crisi migratoria finisca per generare un sovraccarico eccessivo nei dispositivi sanitari e sociali, e che problemi essenzialmente sociali e umanitari finiscano per ricadere sul sistema sanitario in assenza di alternative sufficienti.

Di fronte a questo scenario, la SEMG ritiene imprescindibile rafforzare il coordinamento tra Sanità e Servizi Sociali, dotare di più risorse e articolare circuiti specifici che permettano di dare risposta rapida alle necessità rilevate, evitando che tutto il peso ricada unicamente nei centri di salute, nei servizi di emergenza e nei professionisti che vi lavorano.

"La risposta a una situazione di queste caratteristiche deve necessariamente combinare umanità, coordinamento istituzionale, protezione delle persone vulnerabili e protezione anche di coloro che le assistono", ha sottolineato la presidente della SEMG, Pilar Rodríguez.

In questo contesto, la società scientifica ha offerto il suo supporto alle istituzioni e ai team sanitari e sociali della città. La SEMG ha inviato lettere al Collegio Ufficiale dei Medici di Ceuta, all'attenzione del suo presidente, José Enrique Roviralta; all'Istituto Nazionale di Gestione Sanitaria (INGESA) a Ceuta, indirizzata al suo direttore territoriale, Jesús Ignacio Lopera, e al Ministero della Sanità e dei Servizi Sociali della Città Autonoma di Ceuta, per la sua consigliera, Nabila Benzina.

Parallelamente, la Presidenza della SEMG si è rivolta in modo diretto ai suoi soci ceutini per trasmettere loro vicinanza e sostegno, e mettersi a disposizione dei colleghi che stanno affrontando sul campo questa realtà.

Con tutto ciò, la società medica intende mettere al servizio di queste istituzioni il proprio bagaglio professionale e la propria capacità di cooperazione, con l'obiettivo di contribuire, nel proprio ambito di azione, a una risposta adeguata di fronte a una situazione in cui coincidono necessità assistenziali, sociali e umanitarie, e che, a suo avviso, richiede il coordinamento delle diverse amministrazioni e servizi coinvolti.

Questa collaborazione si propone sempre nel proprio ambito di una società scientifica, attraverso la consulenza scientifica e tecnica, la formazione dei professionisti, l'elaborazione o revisione di protocolli e procedure assistenziali, la rilevazione di bisogni professionali e altre azioni scientifico-professionali in cui "l'esperienza della SEMG possa risultare utile", aggiunge.

Dalla SEMG si sottolinea la rilevanza di garantire un'assistenza "dignitosa e adeguata" alle persone in situazione di vulnerabilità, mentre si preserva la capacità di risposta dei servizi pubblici di Ceuta e si protegge i professionisti che stanno affrontando questa congiuntura in prima linea.

INGESA studia formule di cooperazione con la SEMG

Secondo la SEMG, la Direzione Territoriale di INGESA a Ceuta ha ringraziato per l'offerta e si è mostrata disposta ad esplorare possibili vie di collaborazione in funzione di come evolveranno i bisogni assistenziali.

La SEMG ha ribadito che mantiene la sua disponibilità a collaborare, nel ruolo che le compete come società scientifica, sia attraverso la consulenza scientifica e tecnica sia favorendo la diffusione tra i suoi soci e professionisti di una eventuale convocazione formale di INGESA per quei medici che, in modo volontario, potrebbero essere interessati a prestare supporto temporaneo a Ceuta. Entrambe le parti hanno concordato di tenere una riunione per concretizzare queste possibili linee di cooperazione.

Allo stesso tempo, la SEMG ha colto questo contatto istituzionale per trasmettere il suo riconoscimento e sostegno ai professionisti sanitari e sociali di Ceuta, che svolgono il loro lavoro in un contesto particolarmente complesso, con un elevato carico assistenziale e un forte impatto emotivo.

"Dietro a qualsiasi risposta istituzionale ci sono i professionisti che alla fine assistono, accompagnano e rispondono ai bisogni concreti delle persone. Per questo, insieme all'assistenza a coloro che si trovano in situazione di vulnerabilità, abbiamo anche la responsabilità di prendersi cura e proteggere coloro che si prendono cura", ha indicato Rodríguez.

Per questo motivo, la SEMG ha chiesto che il suo riconoscimento e supporto siano estesi a tutti i professionisti che stanno lavorando in questi giorni in città e ha ribadito la sua volontà di partecipare a quelle iniziative in cui la sua esperienza possa essere di aiuto.

"La nostra offerta nasce, prima di tutto, dalla volontà di accompagnare i nostri colleghi sanitari di Ceuta e far sapere loro che non sono soli. Come società scientifica vogliamo contribuire da ciò che possiamo offrire: conoscenza, formazione, supporto professionale, capacità di interlocuzione e, quando necessario, diffusione tra i nostri associati delle iniziative formalmente articolate dall'Amministrazione", ha concluso la presidente della SEMG.

Ciao, sono Fren. Come posso aiutarti?