L'Associazione Unificata dei Militari Spagnoli (AUME) ha richiesto questo venerdì al Ministero della Difesa di riconoscere con una compensazione economica i militari dispiegati a Ceuta dopo l'ingresso massiccio di immigrati dal Marocco, in termini analoghi alla gratificazione approvata dalla Direzione Aggiunta Operativa della Polizia Nazionale per gli agenti inviati nella città autonoma.
Nella sua richiesta, AUME reclama per il personale militare destinato a Ceuta, sia in modo stabile che per coloro che sono stati inviati dopo la crisi migratoria della fine di luglio, una compensazione economica "equivalente" a quella dei poliziotti. L'associazione sostiene che questa equiparazione è di "giustizia" perché il ruolo delle Forze Armate nella difesa dell'integrità territoriale, nel controllo delle frontiere e nel supporto alle istituzioni dello Stato a Ceuta risulta "essenziale".
"Il loro lavoro si svolge in condizioni di elevata esigenza operativa, lontano dalle loro unità di origine in molti casi e con lo stesso spirito di servizio del resto dei corpi e delle forze di sicurezza", ha indicato l'organizzazione in un comunicato, sottolineando lo sforzo aggiuntivo che comporta questo tipo di dispiegamenti.
Allo stesso tempo, AUME esorta il dipartimento guidato da Margarita Robles a "evitare" qualsiasi trattamento differenziato "ingiustificato" tra i diversi corpi che hanno intervenuto per garantire la sicurezza e il mantenimento dell'ordine a Ceuta", insistendo sulla necessità di un criterio omogeneo nelle compensazioni.
L'associazione ha sottolineato di confidare di ricevere una risposta "rapida e positiva" dalla ministra in relazione a questa richiesta durante la sua comparsa di questo martedì davanti alla Commissione Difesa del Congresso, dove sperano che la questione venga affrontata in modo specifico.