La disponibilità di farmaci fa parte del dibattito sull'autonomia strategica della Spagna e dell'Unione Europea. Insieme alla ricerca di nuovi trattamenti e all'accesso all'innovazione, ha acquisito rilevanza una questione che riceve sempre più attenzione: la capacità di mantenere la produzione dei farmaci di cui ha bisogno il sistema sanitario.
In Spagna, l'Agenzia Spagnola dei Farmaci e dei Prodotti Sanitari identifica farmaci strategici in base alla loro importanza sanitaria e alla vulnerabilità della loro fornitura. Questa prospettiva consente di focalizzarsi su trattamenti la cui assenza può avere un impatto significativo sulla cura dei pazienti e sulle condizioni necessarie per garantire la loro disponibilità.
Dietro a questa disponibilità esiste una catena industriale integrata da aziende con funzioni diverse e complementari. Alcune elaborano il farmaco finito; altre producono le sostanze che lo compongono o sviluppano i processi necessari per ottenerle. Anche se la loro attività risulta meno visibile, queste fasi aiutano a comprendere cosa significa avere un'industria farmaceutica solida.
Il ruolo dei principi attivi
I principi attivi, conosciuti anche come API per le loro sigle in inglese —active pharmaceutical ingredients—, sono le sostanze responsabili dell'attività farmacologica di un farmaco. La loro incorporazione in una formulazione consente di ottenere le diverse presentazioni utilizzate nella pratica clinica, come compresse, capsule o soluzioni iniettabili.
La fabbricazione di questi principi attivi richiede conoscenze tecniche, processi industriali e controlli di qualità specifici. A sua volta, per ottenerli possono essere necessari intermedi chimici: sostanze che si trasformano nel corso delle diverse fasi di produzione fino a dare luogo al principio attivo.
Perciò, la sicurezza della fornitura è correlata all'insieme di questo processo. La capacità di fabbricare un farmaco dipende anche dalla disponibilità dei componenti necessari e dalla continuità delle aziende che intervengono nella sua elaborazione. I principi attivi e gli intermedi fanno parte di una stessa catena di valore, in cui ogni fase contribuisce al risultato finale.
Un'industria di capacità complementari
Questa catena non deve concentrarsi su un'unica compagnia. La specializzazione permette a diverse aziende di apportare esperienza in determinati prodotti, tecnologie o processi, che successivamente si integrano nella fabbricazione del medicinale.
In questo ambito sviluppa la sua attività Deretil, che fabbrica catene laterali e intermedi chimici utilizzati nella produzione di antibiotici betalattamici. Il suo lavoro si colloca nelle fasi precedenti all'ottenimento del medicinale finito e collega la chimica specializzata con l'industria farmaceutica.
L'attività di questo tipo di aziende permette di avvicinarsi a una dimensione meno conosciuta del settore: quella delle capacità industriali che rendono possibile produrre componenti necessari per altri produttori. Il suo contributo include sia l'elaborazione di queste sostanze che la conoscenza accumulata sui processi e il loro miglioramento.
La connessione tra industria e salute
L'attenzione europea ai medicinali critici ha contribuito a dare maggiore visibilità a queste capacità. L'accordo provvisorio sul Critical Medicines Act prevede il rafforzamento della fabbricazione europea di medicinali e principi attivi, insieme alla diversificazione delle catene di approvvigionamento. Questo quadro riflette la relazione sempre più stretta tra politica sanitaria e capacità industriale.
In questo contesto, conoscere come si fabbrica un medicinale aiuta a comprendere meglio i fattori che influenzano la sua disponibilità. Prima di arrivare in una farmacia o in un ospedale, un trattamento ha percorso diverse fasi in cui intervengono sostanze, processi e aziende specializzate.
I principi attivi e gli intermedi fanno parte di quel percorso. Far conoscere la loro funzione permette di completare l'immagine di un'industria il cui lavoro inizia molto prima che il medicinale arrivi nelle mani del paziente.