Esce dalla sua abitazione il presunto autista di Sánchez, scortato dalla UCO dopo ore di perquisizioni

Cristian Corvillo abbandona la sua casa a Córdoba scortato dalla UCO nella nuova stanza segreta del caso Koldo, che lambisce l’ambiente di Ábalos.

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Il imprenditore e militante socialista Cristian Corvillo, a cui il PP attribuisce di essere stato l’autista del presidente del Governo, Pedro Sánchez, durante le primarie del PSOE del 2017, ha lasciato la propria abitazione nella città di Córdoba poco dopo le 15.00, accompagnato da due agenti dell’Unità Centrale Operativa (UCO) della Guardia Civil. Questi agenti, insieme ad altri quattro, stavano registrando l’indirizzo sin dalle prime ore di questa mattina, giovedì.

In particolare, i membri della UCO sono usciti dall’immobile insieme a Cristian Corvillo, che non portava manette, alle 15.19. Subito dopo, sono saliti su un veicolo ufficiale e se ne sono andati dal luogo, seguiti da un’altra auto guidata da un terzo agente della medesima unità. Allo stesso tempo, altri tre guardie civili sono rimasti nella zona a ispezionare l’auto dell’ex autista, dopo aver concluso la registrazione di diverse ore presso l’abitazione.

La Audiencia Nacional ha ordinato all’Unità Centrale Operativa della Guardia Civil di procedere con sei arresti per prendere dichiarazioni nell’ambito della nuova separata segreta del «caso Koldo» che è diretta dal magistrato Ismael Moreno.

Secondo quanto hanno indicato a Europa Press fonti a conoscenza della procedura, tra gli arrestati figura Andrea de la Torre, compagna dell’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos, il cui domicilio a Valencia è stato nuovamente registrato questo giovedì da agenti della UCO.

Su Cristian Corvillo grava anche un ordine di arresto. Corvillo ha dichiarato lo scorso 3 settembre dinanzi al giudice Santiago Pedraz, istruttore del «caso idrocarburi», dove ha ammesso di essersi incontrato con l’ex ministro Ábalos per questioni collegate al PSOE. Inoltre, ha riconosciuto che lui e suo fratello Rubén hanno mantenuto una relazione imprenditoriale con il presunto intermediario Víctor de Aldama, sebbene abbia precisato che tali operazioni non si sono mai concretizzate.

Nuova separata segreta del caso Koldo

Gli agenti dispongono inoltre del mandato di richiedere documentazione presso Adif, tra altre indagini concordate dopo la decisione del giudice della Audiencia Nacional che istruisce il «caso Koldo», Ismael Moreno, di aprire mercoledì una nuova separata a partire da un rapporto inviato dalla UCO.

Le operazioni sono state svolte a Córdoba, Siviglia, Valencia e Madrid. Nell’ambito del «caso Koldo», il giudice mantiene aperte diverse linee di indagine, essendo quella iniziale le presunte irregolarità nell’acquisizione di mascherine durante la pandemia.

La parte relativa alle mascherine è stata in parte giudicata dalla Corte Suprema, che ha messo alla sbarra l’ex ministro José Luis Ábalos, il suo ex consulente Koldo García e l’imprenditore Víctor de Aldama, a causa della condizione di deputato fori che rivestiva l’ex responsabile dei Trasporti quando è stato processato.

L’alta corte ha inflitto ai tre pene detentive —Ábalos a 24 anni, Koldo a 19 e Aldama a quattro—, anche se ha permesso all’imprenditore e intermediario di evitare il suo ingresso in carcere grazie alla sua collaborazione con la Giustizia e a condizione che non torni a delinquere.

In questo procedimento, il giudice Moreno indaga anche su possibili manovre in appalti di opere pubbliche e su presunti pagamenti in contanti del PSOE tra il 2017 e il 2024 per rimborsare spese anticipate, un elemento che si mantiene allo stesso modo sotto segreto di indagine.