Il magistrato dell'Audiencia Nacional che istruisce il 'caso Leire Díez', Santiago Pedraz, ha deciso di non attribuire per il momento responsabilità penale al PSOE e rinvia qualsiasi decisione in tal senso fino a completare ulteriori indagini, tra cui la dichiarazione dell'ex dirigente socialista Santos Cerdán, dopo che il PP ha richiesto formalmente l'imputazione del partito.
In un'ordinanza a cui ha avuto accesso Europa Press, il giudice sostiene che, sebbene i fatti che si stanno investigando "potrebbero presentare in astratto un'apparenza delittiva da parte del PSOE, non si incorpora ancora un elemento o principio di prova che avvalori ragionevolmente la sua realtà".
Con questa risoluzione, Pedraz si allinea con il criterio della Procura Anticorruzione, che in un recente rapporto ha considerato prematuro imputare la formazione socialista. Il Ministero Pubblico ammetteva l'esistenza di indizi su possibili condotte delittive della presunta trama destinata a ostacolare procedimenti giudiziari che riguardano il PSOE e il Governo, presumibilmente guidata da Cerdán e coordinata dall'ex militante socialista Leire Díez.
"Il certo è che con quanto agito non si accredita ciò che viene denominato un 'principio di prova' per attribuire la condizione di indagato", sottolinea l'istruttore, che dettaglia che il principio di prova "è un dato, elemento o fonte oggettiva che fornisce un supporto minimo alla realtà del fatto affermato", cioè che "non dimostra il fatto, ma gli dà una base oggettiva".
Il giudice sottolinea che "bisognerebbe valutare l'eventuale e indiziaria attribuzione di responsabilità criminale al PSOE per i reati presumibilmente commessi" da Cerdán e dalla gerente del partito, Ana María Fuentes, già indagata in questa causa.
Questioni da chiarire e analisi della documentazione
Prima di poter imputare il partito, Pedraz considera imprescindibile chiarire "quali poteri reali avesse Santos Cerdán all'interno della struttura del partito"; "chi ha autorizzato ed eseguito i pagamenti investigati nella causa" a Leire Díez e ad altri presunti membri della rete, presumibilmente in cambio dei loro servizi; "quali controlli interni esistevano"; "se ci sono stati fallimenti rilevanti nei meccanismi di supervisione" e "se il partito ha ottenuto qualche beneficio dalle condotte investigate". Tutti questi aspetti, sottolinea, rimangono ancora da precisare.
Per chiarire queste incognite, il magistrato prevede di effettuare diverse prove: prendere dichiarazione a Cerdán, rivedere la documentazione sequestrata nella sede del partito e nell'abitazione dell'ex segretario di Organizzazione, così come in quelle di altri indagati, tra cui gli avvocati Jacobo Teijelo e Ismael Oliver, l'imprenditore Javier Pérez Dolset e l'ex vicepresidente della Junta de Andalucía Gaspar Zarrías.
Pedraz vuole anche determinare se i pagamenti a Leire Díez e ad altri presunti membri della trama "sono stati ordinati e soddisfatti" da Cerdán "da conti di titolarità dell'ente per la commissione dell'incarico illecito, permettendo di stabilire una connessione oggettiva tra l'operato di quello e la struttura patrimoniale" della presunta organizzazione criminale.
Il giudice intende inoltre concretizzare "chi ha materialmente ordinato quei pagamenti; chi era autorizzato a disporre dei conti; come è stato contabilizzato; quale concetto è stato registrato nel trasferimento o nella contabilità; se esistevano fatture, contratti o altri documenti destinati a fornire una copertura apparente al pagamento; chi ha autorizzato o validato internamente la spesa; se è intervenuto il dipartimento finanziario o contabile" e "se gli organi di amministrazione erano a conoscenza dei pagamenti".
L'accusa popolare unificata, guidata dal PP, ha richiesto l'imputazione del PSOE ritenendo che le indagini già effettuate "confermano" che il partito "ha sostenuto" le spese della presunta rete "per indicazione" di Santos Cerdán, e gli attribuisce possibili reati di corruzione, traffico di influenze, riciclaggio di denaro e finanziamento illecito.
Rilevanza delle dichiarazioni e portata della responsabilità
Nella sua risoluzione, Pedraz assume gli argomenti della Procura Anticorruzione, che considera necessario "completare la pratica delle indagini che permettano di concretizzare gli indizi della responsabilità penale propria che gravano sul comportamento di Cerdán".
Le pubbliche ministero sottolineano la trascendenza delle dichiarazioni di Cerdán, Díez, Zarrías e di Juan Manuel Serrano, ex presidente di Correos ed ex capo di gabinetto di Pedro Sánchez nel PSOE, secondo un rapporto al quale ha avuto accesso anche Europa Press.
Inoltre, la Procura ha sottolineato che, a partire dalle dichiarazioni di Fuentes e della presidente del PSOE, Cristina Narbona, così come delle segretarie del partito, Covadonga San Pedro e Celia Rodríguez, "sembra evidenziarsi che non esisteva alcun meccanismo di controllo sulla gestione che Cerdán faceva dei conti del partito".
Il Ministero Pubblico, che apprezza "molteplici indizi" sull'operato di Cerdán, insiste sull'importanza di differenziare "la eventuale responsabilità penale personale di quei dirigenti dalla possibile responsabilità penale autonoma dell'organizzazione".
"La responsabilità della persona giuridica non può essere affermata mediante la semplice accreditazione del reato commesso dalla persona fisica integrata nell'organizzazione, sarà necessario analizzare se la sua commissione è stata possibile o è stata facilitata dall'inesistenza o dall'inefficacia di meccanismi concreti di vigilanza e controllo", puntualizza la Procura.
D'altra parte, il Ministero Pubblico sostiene che con "le indagini svolte fino ad oggi non c'è dubbio che Cerdán fosse autorizzato a prendere decisioni a nome dell'organizzazione e deteneva poteri di organizzazione e controllo al suo interno".
Tuttavia, precisa che Cerdán "deve essere ascoltato" per "concretizzare i suoi poteri, le funzioni effettivamente svolte, la capacità di disposizione sui conti bancari, l'autonomia nell'assunzione e la dipendenza rispetto all'organo di amministrazione, la CEF (Commissione Esecutiva Federale) e la sua determinazione e responsabilità nell'assunzione dei servizi di Díez".