Iustitia Europa reclama al Constitucional che annulli la richiesta del Difensore del Popolo sulla legge dei nipoti

Iustitia Europa chiede alla Corte Costituzionale di mantenere gli atti della Suprema Corte sulla legge dei nipoti e di respingere le cautelarissime richieste dal Difensore del Popolo.

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Il partito politico Iustitia Europa ha registrato presso la Corte Costituzionale un atto urgente in cui si oppone alla misura cautelarissima richiesta dal Difensore del Popolo, Ángel Gabilondo, in relazione alla 'legge dei nipoti', con l'obiettivo che rimangano in vigore le risoluzioni della Corte Suprema sulle iscrizioni nel Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA).

Il Difensore del Popolo ha presentato un ricorso di amparo presso la Corte Costituzionale contro la decisione della Corte Suprema di sospendere il diritto di voto delle persone che hanno ottenuto la nazionalità in virtù della 'legge dei nipoti' inclusa nella Legge di Memoria Democratica.

Gabilondo ha così accolto le richieste avanzate da "privati ed enti", e ha chiesto alla Corte Costituzionale l'adozione di misure cautelarissime, oltre a un pronunciamento sull'interpretazione che la Corte Suprema fa riguardo a "sospensione del diritto fondamentale di voto" degli interessati, come ha dettagliato l'istituzione in un comunicato diffuso questo venerdì.

Di fronte a ciò, Iustitia Europa ha avvertito che annullare le risoluzioni della Suprema altererebbe il quadro delle elezioni generali del prossimo 29 novembre prima che il tribunale di garanzia si pronunci sul merito del ricorso di amparo. Allo stesso modo, ha sottolineato che concordare una misura di tale portata senza ascoltare le parti coinvolte provocherebbe effetti consumati e irreversibili nello sviluppo del voto estero, senza reale possibilità di contraddizione preventiva.

La formazione ha ricordato che l'origine del conflitto giudiziario si colloca nella sua denuncia del 28 giugno presso la Giunta Elettorale Centrale, a seguito dell'impatto della disposizione aggiuntiva ottava della Legge 20/2022 e dell'istruzione del 25 ottobre 2022.

Come ha spiegato, il 21 luglio si è recato alla Corte Suprema tramite un ricorso ordinario, dopo il quale la Terza Sezione ha concordato misure cautelari il 10 settembre e le ha confermate il 12 ottobre, respingendo i ricorsi di ripristino presentati dall'Amministrazione Generale dello Stato e dall'Istituto Nazionale di Statistica.

Il presidente di Iustitia Europa e responsabile della sua direzione legale, Luis María Pardo, ha sostenuto che in questo procedimento si è seguita in modo rigoroso "la via legale ordinaria", con la previa intervento dell'organismo elettorale e l'avallo dell'alto tribunale quando il processo elettorale era già in corso. Per questo motivo, il rappresentante legale ha sottolineato che "revertire" questa situazione senza dare udienza alle parti implica "alterare di fatto una situazione giuridica costruita all'interno della legalità ordinaria", come ha indicato in un comunicato diffuso questo sabato.

Pardo ha avvisato altresì che una eventuale sospensione degli atti del Supremo segnerebbe un precedente di particolare gravità istituzionale nella relazione tra la giurisdizione ordinaria e la giurisdizione costituzionale. A suo avviso, ricorrere a una misura cautelarissima per sostituire in modo provvisorio il criterio di legalità della Sala Terza viola il principio di sicurezza giuridica e incide sulla stabilità della convocazione elettorale.

"Sánchez sta portando questa questione su un terreno istituzionale pericolosissimo. Dopo che lo Stato ha fatto ricorso e ha perso davanti al Supremo, si pretende ora che una decisione costituzionale cautelare e senza ascoltarci produca l'effetto pratico che non si è ottenuto nella giurisdizione ordinaria", ha affermato Pardo nel documento.

In questa linea, il documento sostiene che l'azione promossa dal Difensore del Popolo mira a neutralizzare le risoluzioni del Supremo e "coincide materialmente" con la posizione difesa dall'Esecutivo.

Per tutto ciò, la formazione ha chiesto formalmente al Tribunale Costituzionale di respingere la sospensione richiesta e mantenere l'efficacia degli atti di settembre e ottobre, che fissano un sistema individualizzato di certificazione consolare. In forma sussidiaria, Iustitia Europa richiede che qualsiasi decisione provvisoria venga adottata previa udienza urgente e preceptiva delle parti costituite e del Ministero Pubblico.