La Procura chiede l’applicazione di due pene detentive permanenti rivedibili, insieme ad altre ulteriori condanne, per E.M.B., accusato di aver posto fine alla vita del proprio partner e dei suoi due figli minori nella località di Las Pedroñeras, nella provincia di Cuenca, nel 2024. È previsto che il processo abbia inizio il 10 novembre presso l’Audiencia Provincial de Cuenca.
L’atto del Pubblico Ministero, a cui ha avuto accesso Europa Press, precisa che l’imputato contrasse matrimonio nel 2013 con la vittima A.S., fissando la residenza familiare a Las Pedroñeras, comune in cui nacquero i due figli della coppia.
Secondo il racconto della Procura, durante gli anni di convivenza il soggetto processato, macellaio di professione, fu protagonista di episodi di violenza e gelosia nei confronti della moglie, «controllando la sua vita e i mezzi economici di cui disponeva per il mantenimento dei minori, considerando A.S. e i suoi figli come di sua proprietà, al punto di decidere di togliergli la vita».
La donna presentò una denuncia il 20 ottobre 2023, dopo la quale l’uomo venne condannato quattro giorni dopo per un reato di lesioni, con l’imposizione di un ordine di allontanamento.
Per la Procura, sarebbe stato proprio a partire da quella condanna che l’accusato avrebbe deciso di porre fine alla vita del partner e dei bambini. Così, l’11 giugno 2024 inviò un messaggio in cui le intimava: «fatti conto di questo, stai attenta, i miei figli lo pagheranno , i miei figli B. e C., tutto è nelle mani di Dio».
Nella causa risultano anche altri messaggi minacciosi: «Da ora in poi stai più attenta, ho con me coltelli, quando tuo fratello ha detto che devo uscire di casa se avessi voluto ucciderlo gli avrei piantato il coltello nel cuore davanti ai tuoi occhi. Attenta, è finita, andrò a passare la festa del capretto in prigione, se mi portano me li porterò tutti con me».
Il 28 giugno, sempre secondo l’accusa pubblica, l’uomo entrò nell’abitazione in cui si trovavano la moglie e i minori, inflisse 18 coltellate alla donna e sgozzò i due figli. Successivamente, aprì un varco nel muro del cortile della tenuta e trascinò fino lì i corpi, che furono ritrovati il giorno dopo, momento in cui avvenne il suo arresto.
Per questi fatti, la Procura gli contesta tre reati di omicidio. Per due di essi chiede due pene di ergastolo permanente rivedibile e, per il terzo, 27 anni di carcere, oltre al divieto di recarsi o risiedere a Las Pedroñeras per 37 anni. A ciò si aggiungono cinque anni di prigione per violazione di domicilio, un altro anno per violazione della condanna e il pagamento di indennizzi ai familiari, che ammontano a 450.000 euro.