Llarena avverte che la polarizzazione in Spagna riduce la fiducia istituzionale e rompe tutto

Llarena, Zaragoza e López avvertono del deterioramento istituzionale a causa della polarizzazione e richiedono rigenerazione democratica e indipendenza giudiziaria.

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Il magistrato della Corte Suprema (TS) istruttore del 'procés', Pablo Llarena, e il pubblico ministero del TS Javier Zaragoza hanno lanciato un serio avvertimento sull'aumento della polarizzazione nella vita politica e nel dibattito pubblico in Spagna. Entrambi hanno insistito sulla debolezza delle istituzioni e sulle tensioni tra i poteri dello Stato, menzionando Zaragoza in modo esplicito i "conflitti" tra la Corte Suprema e la Corte Costituzionale riguardo alla legge di amnistia.

I due giuristi sono intervenuti nella presentazione del libro del magistrato Enrique López, intitolato 'Lo stato dello Stato', evento che hanno sfruttato per riflettere sul clima politico attuale, la sicurezza giuridica e l'equilibrio tra i diversi poteri nell'ambito nazionale.

Nella sua intervento, Llarena ha sostenuto che la polarizzazione presente "rompe tutto" e deteriora in modo grave la "credibilità delle istituzioni", la coesione sociale, le relazioni estere e la stessa legittimità dell'Esecutivo.

Il istruttore del 'procés' ha richiesto di separare l'analisi sul funzionamento dello Stato dalla "politica dei partiti" e ha difeso un'etica pubblica basata sulla moderazione, il senso del dovere, l'oggettività e il rispetto scrupoloso del pluralismo politico.

Allo stesso tempo, il magistrato della Suprema ha sostenuto che la difesa dell'unità della Spagna deve basarsi sul riconoscimento della diversità interna dello Stato. A tal fine, ha chiesto di rafforzare elementi comuni come una fiscalità giusta, un'assistenza sanitaria equiparabile su tutto il territorio e di evitare la frammentazione di spazi condivisi per motivi culturali.

Ha anche sottolineato l'importanza di affrontare con una visione a lungo termine sfide globali come la gestione e integrazione dei flussi migratori e l'avanzamento dell'innovazione tecnologica.

"Deterioramento istituzionale" e rigenerazione democratica

Da parte sua, il pubblico ministero della Corte Suprema Javier Zaragoza ha concordato nel segnalare un profondo "deterioramento istituzionale" derivante da scontri tra organi che, a suo avviso, superano i limiti delle loro competenze. In questo contesto, ha messo l'accento sulle discrepanze tra la Suprema e la Corte Costituzionale riguardo alle risoluzioni sull'amnistia.

In quella stessa linea, il pubblico ministero ha sottolineato che una autentica rigenerazione democratica richiede di garantire in modo rigoroso l'indipendenza del potere giudiziario e la libertà dei mezzi di comunicazione.

Zaragoza ha rifiutato che la rigenerazione passi per "colonizzare il potere giudiziario" o per "limitare la libertà di stampa", comportamenti che ha attribuito a "determinati settori politici", e ha chiamato a sostituire il confronto e il settarismo con il dialogo, la convivenza e la ricerca di accordi.

L'autore del saggio e magistrato Enrique López ha anche avvisato del pericolo che i cittadini finiscano per "abituarsi al deterioramento" della vita pubblica. Ha difeso la validità della Costituzione del 1978, l'autonomia della Giustizia e la necessità di fissare limiti chiari al potere quando chi governa intende "ampliare il proprio margine di azione".

López ha espresso la sua preoccupazione per la facilità con cui si normalizzano le anomalie nella sfera pubblica fino a quando "finiscono per far parte del paesaggio" e si abbassano gli standard democratici. In questo senso, ha messo in discussione la pratica di valutare le decisioni a seconda di chi le promuove invece di esaminare se siano accettabili.

In conclusione, ha chiamato a lasciare indietro il pessimismo e a porre le basi etiche e istituzionali necessarie per costruire "una Spagna più forte, più giusta e più unita", in cui la discrepanza sia possibile all'interno di un progetto comune condiviso.