Regolarmente bene per competere: ciò che insegna la Corte Suprema sulle memorie di impatto

La revoca del Real Decreto 809/2025 per mezzo di una memoria di impatto insufficiente influisce su tutta la politica ambientale e industriale: senza un’analisi economica rigorosa, una norma resta esposta alla nullità per quanto legittimi siano i suoi fini

OPINIÓN PLANTILLA (21)

OPINIÓN PLANTILLA (21)

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

3 minuti

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 3 de noviembre de 2026 · 17 institutos

  • PP30,4 %
  • PSOE27,4 %
  • Vox19,2 %
  • Frente Amplio6,5 %
  • ERC2,4 %
  • Podemos2,4 %
010203040ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

Il Tribunale Supremo, nella sua Sentenza 1160/2026, del 15 ottobre, ha annullato integralmente il Real Decreto 809/2025, sulla protezione dei suini. La sentenza non mette in discussione i suoi fini di benessere animale, ma la valutazione del suo impatto economico. La relazione affermava che la norma "non ha un impatto economico diretto significativo" senza stimare quante aziende agricole sarebbero state interessate né quali investimenti o costi avrebbe comportato per esse. Per il tribunale, quando la relazione impedisce di conoscere le ragioni di tale conclusione, il difetto "cessa di essere meramente formale per diventare un vizio sostanziale del procedimento di elaborazione normativa".

Il Supremo aveva già annullato per lo stesso motivo il decreto reale sulle tariffe dei procuratori, nel 2024, e le tabelle di densità del Real Decreto 159/2023, nel 2025. La Legge 50/1997, sul Governo, esige che i progetti normativi analizzino il loro impatto economico. La novità è l’intensità con cui i tribunali controllano tale analisi, che ormai considerano parte della validità della norma.

Una questione strategica per la politica ambientale e industriale

La Spagna attraversa una fase decisiva. La transizione ecologica, la reindustrializzazione e l’autonomia strategica poggiano su nuove norme che chiedono alle imprese investimenti a lungo termine, mentre l’Unione Europea ha collocato la semplificazione e la competitività al centro della sua agenda. La qualità con cui si elaborano le norme è già un fattore di competitività del Paese.

Una norma annullata rinvia l’obiettivo che perseguiva, mette in una posizione peggiore chi ha investito per rispettare le scadenze rispetto a chi ha aspettato e indebolisce la fiducia degli investitori, condizione di base per attirare i progetti industriali di cui la transizione ha bisogno.

Cinque proposte per regolamentare con solidità

Da Vinces proponiamo cinque proposte per rafforzare il metodo con cui si elaborano le norme:

  1. Trasformare la memoria d’impatto in uno strumento di decisione. Deve essere elaborata mentre si progetta la norma, e non per giustificarla una volta redatta. Deve quantificare a quanti operatori incide, quali investimenti esige, chi li sostiene e quale effetto ha sulla competitività, sull’occupazione e sulle PMI.
  2. Elaborare le norme con i settori. Gran parte della conoscenza necessaria per regolare bene si trova nelle imprese: costi reali, tecnologie disponibili e tempi di investimento. Un dialogo strutturato e stabile fin dalla fase di diagnosi, riflesso nella memoria, migliora la norma senza necessariamente sottrarle ambizione e rafforza la sua legittimità.
  3. Rivedere in modo indipendente le norme di maggiore portata. Idealmente, un organo indipendente dovrebbe verificare la sua analisi economica prima della sua approvazione, come fanno il Regulatory Scrutiny Board della Commissione europea, il Normenkontrollrat in Germania o l’ATR nei Paesi Bassi.
  4. Governare congiuntamente la politica ambientale e quella industriale. Nel nostro lavoro con le imprese industriali verifichiamo che una stessa attività può essere soggetta a diverse norme i cui fini, a volte, si scontrano. Ambiente e Industria dovrebbero condividere la guida e la pianificazione normativa. La memoria dovrebbe misurare il carico cumulato che le imprese sopportano, oltre a quello che aggiunge ogni nuova obbligazione.
  5. Dare prevedibilità agli investimenti, con calendari realistici, periodi transitori proporzionati e una valutazione successiva di ogni norma che consenta di correggere in tempo.

L’Amministrazione dispone di funzionari altamente qualificati, che conoscono a fondo i settori che regolano e sono pienamente in grado di svolgere questo lavoro. Si tratta di fornire loro il tempo, i mezzi e i dati necessari. Se si procede in questo modo, questa sentenza può contribuire a far sì che le prossime norme ambientali e industriali siano approvate con la solidità di cui hanno bisogno coloro che devono investire per rispettarle.