Un anno dopo, l'accessibilità non può più aspettare

Jesús Hernández, direttore di AccessibleEu: "L'accessibilità fa già parte delle regole del mercato europeo. La vera sfida è fare in modo che faccia parte anche dell'esperienza quotidiana di tutte le persone"

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Ti immagini di svegliarti un giorno e non poter accedere a servizi essenziali per la tua vita quotidiana? Prelevare denaro, effettuare un bonifico, comprare un biglietto di trasporto, utilizzare un'app mobile o acquistare un prodotto su internet sono gesti abituali che, per molte persone con disabilità, possono ancora trasformarsi in una corsa ad ostacoli. Proprio per cambiare questa realtà, un anno fa ha cominciato ad applicarsi in tutta l'Unione Europea la Legge Europea sull'Accessibilità. Da allora, prodotti e servizi come piattaforme di commercio elettronico, telefoni intelligenti, libri elettronici, servizi audiovisivi o sistemi di informazione e vendita di biglietti di trasporto devono rispettare requisiti comuni di accessibilità.

Questo primo anniversario segna un cambiamento di fase. Il periodo di preparazione è terminato. L'accessibilità non può più essere affrontata come un progetto puntuale, un miglioramento futuro o una questione riservata ai dipartimenti tecnici. Deve far parte del funzionamento ordinario di aziende, amministrazioni e fornitori di servizi.

Rispondere alla legge richiede di cominciare da una domanda concreta: possono tutte le persone utilizzare i prodotti e i servizi che offriamo con autonomia, sicurezza e dignità? La risposta non dipende unicamente dal fatto che un sito web superi una revisione tecnica. Un web accessibile deve permettere di completare un acquisto, contrattare un prodotto o richiedere informazioni senza barriere. Un'app bancaria deve funzionare con lettori di schermo e ammettere diverse forme di interazione. Un terminale di self-service deve poter essere utilizzato da persone con diverse capacità fisiche, sensoriali o cognitive.

"L'accessibilità non si raggiunge neanche una volta per tutte. Una piattaforma può essere accessibile oggi e smettere di esserlo dopo un aggiornamento"

L'accessibilità non si raggiunge neanche una volta per tutte. Una piattaforma può essere accessibile oggi e smettere di esserlo dopo un aggiornamento. Un nuovo modulo, una funzionalità aggiunta o un cambiamento nel processo di pagamento possono introdurre ostacoli che prima non esistevano. Per questo motivo, deve essere integrata in tutto il ciclo di vita dei prodotti e dei servizi, dalla progettazione e contrattazione fino allo sviluppo, ai test, alla manutenzione e agli aggiornamenti.

Questo obbliga a passare dalle azioni isolate a una vera cultura organizzativa. Le aziende hanno bisogno di responsabilità chiare, risorse, formazione e procedure interne per rilevare e correggere i problemi. I team di tecnologia e prodotto devono contemplarla fin dall'inizio, evitando adattamenti tardivi più costosi. E il personale di assistenza deve essere preparato a rispondere adeguatamente alle esigenze delle persone con disabilità.

Le amministrazioni pubbliche hanno una responsabilità equivalente. Non solo devono garantire l'accessibilità dei loro servizi, ma devono anche utilizzare l'appalto pubblico come uno strumento per promuovere il cambiamento. Ogni gara che incorpora requisiti verificabili fin dall'inizio eleva gli standard del mercato e impedisce che le risorse pubbliche finanzino nuove barriere.

"Rispondere alla legge richiede di iniziare con una domanda concreta: possono tutte le persone utilizzare i prodotti e i servizi che offriamo con autonomia, sicurezza e dignità?"

Sebbene la legge sia già in applicazione, ci sono ancora termini di transizione che segneranno i prossimi passi. Il prossimo grande traguardo arriverà nel 2027, con l'obbligo di garantire la ricezione accessibile delle comunicazioni destinate al numero europeo di emergenze 112. Che chiunque possa contattare i servizi di emergenza tramite canali adeguati è una condizione essenziale per la sicurezza, l'autonomia e l'uguaglianza.

Dopo arriverà il 2030, quando terminerà il periodo transitorio previsto per determinati prodotti e servizi che erano già utilizzati legalmente prima dell'applicazione della norma. Questo orizzonte deve servire per pianificare fin da ora il rinnovamento di attrezzature, contratti e processi.

I periodi transitori consentono un'adattamento ordinato, ma non possono diventare un scusa per aspettare fino all'ultimo momento. Ritardare le decisioni aumenta i costi, complica la trasformazione di sistemi complessi e prolunga barriere che già sappiamo come evitare. Anticiparsi facilita il rispetto e evita di dover rifare prodotti completi in breve tempo.

"Il prossimo grande traguardo arriverà nel 2027, con l'obbligo di garantire la ricezione accessibile delle comunicazioni destinate al numero europeo di emergenze 112"

Da AccessibleEU lavoriamo con indicatori di accessibilità dei 27 Stati membri per identificare progressi, rilevare differenze e orientare le risorse verso i settori che necessitano di maggiore impulso. Questa misurazione è essenziale per ottenere un'applicazione omogenea in Europa e offrire alle aziende criteri comparabili per tutto il mercato interno. Ma i dati devono essere completati con l'esperienza reale delle persone con disabilità, la cui partecipazione risulta imprescindibile nella progettazione, nei test e nella valutazione di qualsiasi soluzione.

Un anno dopo, il messaggio deve essere inequivocabile. Aziende e amministrazioni devono agire ora, rivedere i loro prodotti e servizi, formare i loro team, misurare i loro progressi e anticiparsi ai traguardi del 2027 e del 2030.

L'accessibilità fa già parte delle regole del mercato europeo. La vera sfida è riuscire a far sì che faccia parte anche dell'esperienza quotidiana di tutte le persone.

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