Carichi davanti al Ministero dei Trasporti in una giornata di pressione su Óscar Puente dopo Urda

Si è verificato di un intervento della polizia e dell’uso di spray al peperoncino contro alcuni manifestanti radunati. Il ministro ha escluso di dimettersi, mentre la UGT mette in dubbio che punti il dito sul personale di Adif prima di concludere l’indagine

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La Polizia è intervenuta contro alcuni partecipanti a un presidio davanti al Ministerio de Transportes, a Madrid, secondo quanto riferisce El Confidencial. Il media segnala inoltre che alcune persone sono state spruzzate con gas al peperoncino e che gli agenti antisommossa hanno separato un gruppo dal resto dei presenti.

Il presidio avviene in una giornata segnata dall'incidente ferroviario di Urda e dalle spiegazioni del ministro dei Trasporti, Óscar Puente, che ha escluso di presentare le sue dimissioni. Le critiche alla sua gestione sono arrivate anche dalla UGT, che chiede di indagare su tutte le circostanze del sinistro senza anticipare responsabilità individuali.

Cosa si sa dell'intervento della polizia

Secondo le informazioni pubblicate da El Confidencial, gli agenti hanno istituito un cordone e hanno allontanato diverse persone dal resto del presidio nei momenti di tensione.

Le informazioni disponibili non consentono di precisare cosa abbia scatenato le cariche, quante persone abbiano partecipato alla protesta né se l'intervento si sia concluso con arresti o feriti. Non include nemmeno una versione della polizia sulle circostanze dell'azione.

Per ora, i fatti descritti devono circoscriversi a quell'intervento davanti alla sede ministeriale. Non ci sono elementi sufficienti per attribuire un comportamento violento all'insieme dei presenti né per identificare i promotori.

Puente esclude di dimettersi e pone la sua priorità nel chiarire l'incidente

Ore prima, Puente era comparso davanti ai media ad Atocha. Interrogato su una possibile dimissione dopo l'incidente di Urda e quello avvenuto a gennaio ad Adamuz, ha risposto che in quel momento non se lo poneva come opzione e che il suo obiettivo era chiarire quanto accaduto e cercare di risolvere la situazione.

Il titolare dei Trasporti ha espresso il suo sgomento per la tragedia e ha definito quanto accaduto «inspiegabile». La sua conferenza si è svolta mentre proseguivano i lavori di emergenza e la raccolta di informazioni sulla sequenza del sinistro.

Le prime spiegazioni del Ministero collocano uno dei punti centrali dell'inchiesta nell'autorizzazione a riprendere la circolazione dopo il guasto del sistema di sicurezza. Secondo fonti di Transportes citate da Europa Press, quella istruzione ha permesso di ripristinare il normale andamento quando avrebbe dovuto essere applicata una circolazione limitata. Si tratta della spiegazione offerta dal dicastero, non di una conclusione definitiva dell'inchiesta.

UGT chiede di esaminare anche le decisioni del Ministero

La sezione ferroviaria di UGT ha messo in dubbio che il ministro concentri le responsabilità sui lavoratori del controllo di Adif prima di chiarire tutte le circostanze.

Il sindacato ritiene necessario analizzare anche l'organizzazione del lavoro, la dotazione di personale, le esternalizzazioni e le decisioni di gestione. La sua posizione è che l'esame dell'operato dei professionisti debba essere accompagnato da un'indagine sulle risorse e sulle condizioni in cui svolgono le loro funzioni.

Questa critica aggiunge un fronte sindacale alle spiegazioni che deve offrire Transportes. L'esistenza di una protesta davanti al Ministero e il pubblico mettere in discussione di UGT riflettono diverse espressioni di pressione sul dipartimento.