Il Sindacato Médicos Unidos (SMU) ha annunciato questo lunedì 2 novembre uno sciopero medico di ambito nazionale e autonico tra i giorni 16 e 27 novembre, con l’obiettivo di esigere uno Statuto del Medico che regoli le condizioni lavorative dei medici in tutta la Spagna. L’organizzazione chiede al Governo un finanziamento straordinario che permetta di affrontare i miglioramenti salariali e professionali, mentre alle comunità autonome chiede misure urgenti per alleviare il sovraccarico assistenziale. La mobilitazione si svolgerà in piena campagna delle elezioni generali del 29 novembre, anche se il sindacato avverte che la convocazione elettorale non può servire come argomento per rinviare le negoziazioni.
In un comunicato inviato questo lunedì, SMU collega le sue rivendicazioni al deterioramento che, a suo giudizio, stanno subendo i servizi pubblici, e fa riferimento alla tragedia ferroviaria di Urda (Toledo) per chiedere una maggiore attenzione alle infrastrutture e ai servizi essenziali. L’organizzazione considera che i problemi della sanità abbiano un carattere strutturale e colpiscano l’insieme del Sistema Nacional de Salud, per cui respinge che la sua soluzione dipenda esclusivamente da ciascuna comunità autonoma. In questo senso, difende la necessità di stabilire condizioni professionali comuni che garantiscano un quadro di diritti per tutti i medici, indipendentemente dal territorio in cui esercitino.
La convocazione si articola attorno a tre rivendicazioni principali: uno Statuto del Medico proprio, finanziamento straordinario e misure immediate delle amministrazioni autonome. SMU intende coordinare le mobilitazioni di carattere statale con gli scioperi territoriali già previsti, senza sostituire questi ultimi. La Asociación MIR España ha sostenuto la convocazione e parteciperà ai comitati di sciopero, secondo quanto conferma il sindacato.
Uno Statuto del Medico per regolare stipendi, guardie e condizioni lavorative
La principale rivendicazione di SMU è l'approvazione di uno Statuto del Medico specifico che riconosca le particolarità della professione e stabilisca condizioni di lavoro comuni in tutta la Spagna. Il sindacato ritiene che l'attuale Estatuto Marco, che regola le condizioni dei lavoratori statutari dei servizi sanitari, non offra una risposta sufficiente alle necessità dei medici perché integra la loro regolamentazione in un quadro condiviso con altre categorie professionali. Per questo, chiede un proprio spazio di negoziazione con le amministrazioni e una legislazione che contempli espressamente le caratteristiche dell'esercizio medico.
Tra le questioni che dovrebbe affrontare la futura normativa figurano gli stipendi, la durata dell'orario, i riposi, le guardie, la formazione continua, la carriera professionale e la pensione. L'organizzazione sostiene che queste materie richiedono una regolamentazione specifica per evitare differenze eccessive tra comunità autonome e garantire condizioni minime comuni. Insiste anche sulla necessità di rivedere il sistema di continuità assistenziale, in particolare le giornate prolungate e i meccanismi con cui si coprono le esigenze di assistenza fuori dall'orario ordinario.
Il sindacato ricorda che da più di sei anni si chiede una regolamentazione specifica per la professione medica, un periodo durante il quale, secondo quanto denuncia, si sono tenuti numerosi incontri con partiti e governi senza raggiungere un impegno sufficiente per promuovere la norma. Con la nuova convocazione, intende aumentare la pressione sulle amministrazioni e ottenere che la negoziazione dello Statuto del Medico diventi una priorità politica.
Chiedono finanziamenti straordinari per migliorare gli stipendi e rafforzare gli organici
La seconda grande rivendicazione di SMU è che qualsiasi riforma del lavoro sia accompagnata da risorse economiche sufficienti per applicarla. L'organizzazione chiede al Governo un finanziamento straordinario e finalizzato, cioè destinato specificamente a coprire i miglioramenti concordati ed evitare che la sua attuazione dipenda unicamente dai bilanci ordinari di ogni servizio sanitario autonomo. Chiede anche una memoria economica che consenta di calcolare il costo reale delle modifiche e stabilire garanzie per il loro adempimento.
Tra le priorità che dovrebbero essere finanziate, il sindacato sottolinea il rafforzamento degli organici, la trasformazione del sistema di guardie, una remunerazione adeguata di tutte le ore lavorate e il recupero del potere d'acquisto perduto. A suo giudizio, le modifiche legislative non risolveranno i problemi del settore se non includono una previsione di bilancio che consenta di assumere professionisti, riorganizzare gli orari e migliorare le retribuzioni.
SMU avverte che qualsiasi riforma che manchi di finanziamenti sufficienti corre il rischio di rimanere "una mera dichiarazione di intenti". L'organizzazione sostiene che la scarsità di risorse e il sovraccarico di lavoro rendono difficile la copertura delle esigenze assistenziali e possono ripercuotersi sull'assistenza che ricevono i pazienti.
Giornata di 35 ore e tavoli di negoziazione nelle comunità autonome
La convocazione indirizza inoltre le sue richieste alle comunità autonome, responsabili della gestione dei servizi sanitari. SMU chiede che i governi regionali adottino misure urgenti senza attendere l'approvazione del futuro Statuto del Medico, tra queste la creazione di tavoli di negoziazione specifici per i medici e l'implementazione della giornata lavorativa di 35 ore settimanali nei territori dove non sia ancora stata raggiunta.
Il sindacato chiede anche organici sufficienti per far fronte alla domanda sanitaria senza ricorrere sistematicamente al sovraccarico di lavoro dei professionisti. Ritiene che queste misure possano essere sviluppate in parallelo alla negoziazione statale e contribuirebbero a ridurre le difficoltà lavorative mentre si sta elaborando una regolamentazione comune. La convocazione mira, precisamente, a combinare le rivendicazioni generali della professione con i problemi particolari di ciascun servizio sanitario autonomico.
Lo sciopero nazionale non intende sostituire le mobilitazioni territoriali, ma coordinarle per rafforzare la capacità negoziale dei medici, come spiega SMU. Questa strategia permetterà a ciascuna comunità di mantenere le proprie richieste specifiche mentre l'insieme del settore rivendica una soluzione di portata statale.
Lo sciopero medico si terrà prima delle elezioni generali del 29N
La convocazione dal 16 al 27 novembre si svolgerà durante le due settimane precedenti le elezioni generali del 29 novembre, un contesto che SMU ritiene non debba paralizzare la ricerca di soluzioni. L’organizzazione riconosce che spetterà al prossimo Esecutivo affrontare determinate riforme, ma sostiene che i ministeri di Sanità e Lavoro restano interlocutori validi nell’ambito delle competenze che conservano durante il periodo elettorale e la situazione di Governo in carica.
Inoltre, ricorda che le comunità autonome mantengono pienamente le proprie competenze per negoziare e adottare misure in materia sanitaria, per cui considera ingiustificato rinviare tutte le azioni fino dopo le elezioni. Il sindacato sostiene, inoltre, che la campagna elettorale può servire affinché i diversi partiti esprimano impegni pubblici sull’approvazione di uno Statuto del Medico e sul finanziamento necessario per migliorare le condizioni professionali.
La decisione di proclamare uno sciopero arriva dopo che una consultazione interna realizzata da SMU ha riflesso un sostegno di maggioranza a mobilitarsi prima delle elezioni. Secondo i risultati pubblicati dall’organizzazione lo scorso 15 ottobre, il 67,3% dei 789 iscritti che hanno partecipato si è mostrato favorevole a convocare stop prima del 29N, rispetto al 28,9% che preferiva attendere la formazione del nuovo Governo. Si tratta di una consultazione tra i partecipanti del sindacato, per cui i suoi risultati non possono essere estrapolati all’insieme dei medici spagnoli.
I medici cercano impegni concreti per evitare che il conflitto si prolunghi
Il Sindacato Medici Uniti insiste sul fatto che l’obiettivo dello sciopero è aprire una negoziazione effettiva e ottenere impegni concreti, non prolungare indefinitamente il conflitto con le amministrazioni. L’organizzazione ritiene che una riforma integrale delle condizioni professionali permetterebbe di migliorare la situazione dei medici e contribuirebbe a rafforzare la capacità assistenziale del sistema sanitario.
Per questo, chiede al Governo centrale e alle comunità autonome di assumersi le rispettive responsabilità e di stabilire vie di dialogo per affrontare sia le misure urgenti sia le riforme strutturali. L'organizzazione collega il miglioramento delle condizioni di lavoro dei medici con la qualità dell'assistenza che ricevono i pazienti, ritenendo che le attuali difficoltà nel disporre di professionisti sufficienti abbiano ripercussioni sul funzionamento dei centri sanitari.
Lo sciopero è stato convocato per il periodo compreso tra lunedì 16 e venerdì 27 novembre, anche se il comunicato non dettaglia ancora gli orari concreti dei blocchi, i servizi minimi né la portata che avrà la partecipazione in ogni comunità autonoma. Il suo impatto effettivo sulle visite, sugli ospedali e sui centri di salute dipenderà dall'adesione dei professionisti e dalle misure organizzative che stabiliranno le amministrazioni competenti.
Con questa mobilitazione, SMU intende collocare lo Statuto del Medico e il finanziamento sanitario tra le questioni centrali del dibattito pubblico prima del 29N, mentre chiede risposte immediate per una professione che, secondo quanto denuncia, da anni aspetta una riforma delle sue condizioni di lavoro.