La consigliera di Giustizia e Diritti Umani del Governo Basco, María Jesús San José, ha affermato che l’Esecutivo "continuerà a rafforzare la sua relazione" con le vittime del terrorismo per "progettare e sviluppare politiche pubbliche" di riparazione e per "contribuire a una convivenza etica condivisa nella società".
Durante la seduta di controllo tenutasi questo venerdì nella Camera basca, San José ha sottolineato che le vittime del terrorismo "svolgono un ruolo importante" nell’attenzione che il Governo Basco offre a coloro che hanno subito la violenza.
In risposta a una domanda del suo gruppo parlamentare (PSE-EE) sull’impegno con le vittime del terrorismo 15 anni dopo la fine dell’attività di ETA, la consigliera ha evidenziato che le associazioni delle vittime hanno contribuito alla "delegittimazione della violenza e hanno contribuito a una convivenza etica condivisa nella nostra società".
Come ha spiegato, "abbiamo una collaborazione permanente che non si basa su una mera politica di sovvenzioni. Le associazioni apportano esperienza, conoscenza e una prospettiva molto preziosa per progettare e sviluppare politiche pubbliche rivolte alle vittime, poiché abbiamo lo stesso obiettivo di raggiungere il loro benessere e il loro riconoscimento".
San José ha insistito sul fatto che "una democrazia matura non si misura soltanto dalla sua capacità di gestire il presente, ma dal riconoscere coloro che hanno subìto l’ingiustizia e dal suo impegno affinché fatti simili non possano ripetersi". Ha rimarcato inoltre che le vittime "non solo sono oggetto di una politica pubblica, sono soggetti di diritti", di modo che "il primo dovere delle istituzioni democratiche è garantire che quei diritti siano effettivi".
Ha dettagliato che parte di questo lavoro è orientato a "un’attenzione più vicina", per la quale si destinano risorse "specificamente all’accompagnamento delle vittime", affinché "nessuna si senta sola davanti alle istituzioni, e affinché chiunque abbia bisogno di sostegno, orientamento o accompagnamento trovi un’Amministrazione accessibile, vicina e impegnata".
"Rumore" e priorità politica
La consigliera per i Diritti Umani ha difeso che "le vittime del terrorismo non hanno mai smesso di trovarsi in prima linea" nelle politiche del Governo Basco, "nonostante il rumore che alcuni vogliono trasferire all’opinione pubblica".
Ha descritto questo lavoro come "un lavoro discreto, vicino, senza grandi titoli e adattato alle esigenze di ciascuna di esse, perché ciascuna di esse ha bisogni diversi, ma sempre con loro".
Allo stesso tempo, ha ricordato che, a partire dalla cessazione definitiva della violenza di ETA, la società basca ha fatto progressi con "grandi passi a favore della convivenza" e ha consolidato "una cultura di difesa attiva di alcuni diritti umani che per molto tempo sono stati gravemente violati".
Nondimeno, ha riconosciuto di essere "consapevole" del fatto che "c’è ancora molta strada da percorrere", dato che "il dolore persiste sempre" e "tutte le vittime hanno bisogno di sentirsi ascoltate, accompagnate e riconosciute nonostante il tempo trascorso".
Per questo motivo, ha ribadito che l’Esecutivo basco "non le dimentica, le ha molto presenti e lavora ogni giorno per renderle visibili, assisterle, stare al loro fianco per contribuire a far sì che vedano coperti tutti i loro diritti alla verità, alla giustizia e alla riparazione".
San José ha concluso assicurando che "sono la nostra priorità. La loro assistenza fa parte della soluzione di una democrazia avanzata e anche dell’impegno istituzionale che questo Paese mantiene nei confronti di coloro che hanno sofferto la violenza del terrorismo e di coloro che hanno visto violati i loro diritti fondamentali".