Il giudice mantiene il procedimento contro Daniel Rivera per gli aiuti a SOS Cuétara nella vicenda degli ERE

Il giudice di Siviglia mantiene il procedimento contro Daniel Rivera e altri tre indagati per gli aiuti milionari a SOS Cuétara nella sezione degli ERE.

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Il magistrato del Tribunale del rione numero 6 della Sezione di Istruzione del Tribunale di primo grado di Siviglia ha deciso di proseguire con il procedimento contro quattro persone indagate, tra cui l’ex direttore generale del Lavoro e della Sicurezza Sociale del governo della Junta de Andalucía Daniel Alberto Rivera, in un atto separato del caso degli ERE relativo alla concessione e al pagamento presumibilmente irregolari di aiuti superiori a 4,2 milioni di euro a SOS Cuétara S.A.

Come ha comunicato l’Ufficio di Comunicazione del Tribunal Superior de Justicia de Andalucía (TSJA), con un’ordinanza datata 3 novembre, il giudice adotta questa decisione “per il caso in cui i fatti denunciati potessero essere costitutivi” di presunti reati di prevaricazione amministrativa, malversazione di fondi pubblici e falsità documentale.

Il giudice istruttore dispone così di trasformare le indagini preliminari in procedimento abbreviato contro l’ex alto dirigente della Junta, due responsabili della mediatrice Vitalia e una “intrusa”, suocera di quello che era direttore generale del Lavoro della Junta Francisco Javier Guerrero, già deceduto.

Allo stesso tempo, decreta l’archiviazione provvisoria nei confronti di altri due indagati –un rappresentante della società e un dirigente del sindacato CCOO– ritenendo che “non vi sono motivi sufficienti per attribuire loro la partecipazione” nei reati analizzati e che nel procedimento non risultano “indizi solidi che permettano di attribuire loro una partecipazione –rilevante penalmente– nei fatti per i quali si procede”.

Il giudice specifica che gli aiuti avevano come finalità “fondamentalmente, finanziare tale processo di ristrutturazione aziendale e aumentare la particolare copertura economica degli ex lavoratori di SOS Cuétara colpiti” dall’ERE mediante l’assunzione di un’assicurazione di rendite.

In tale polizza, secondo l’ordinanza, sarebbe stata inclusa una presunta “lavoratrice” che non figurava tra i soggetti colpiti dall’ERE e “nemmeno aveva un rapporto di lavoro con l’azienda al momento della sua inclusione come beneficiaria”, un’inclusione “determinata dalla sua relazione di parentela” con Francisco Javier Guerrero.

Quest’ultimo, secondo l’istruttore, “approfittando dell’assoluta mancanza di controllo e di fiscalizzazione dell’aiuto precedente, diretto a finanziare le polizze di prepensionamento con denaro pubblico, ha introdotto nel costo dello studio delle rendite di questi lavoratori sua suocera”.

Detta operazione "si sarebbe effettuata in connivenza dell’indagata stessa e dei responsabili della società di consulenza Vitalia" indagati, i quali "hanno partecipato alla procedura e alla gestione delle polizze assicurative di rendite, strumentalizzate per convogliare la discrezionale disposizione di fondi pubblici oggetto del procedimento e che avrebbe dovuto avere come assicurati gli ex lavoratori dell’azienda colpiti dall’ERE".

"Non fu altro che la mancanza assoluta di controllo e di vigilanza ciò che ha reso possibile che si potessero sottoscrivere" per la suocera dell’ex direttore generale del Lavoro "due polizze assicurative di rendite la cui prima, per intero, avrebbe dovuto essere finanziata dalla Giunta dell’Andalusia", afferma il magistrato.

In questo modo, e sempre secondo l’istruttore, "si sarebbe ottenuto" il rilascio di presunte sovvenzioni pubbliche "in modo arbitrario e ingiusto, finanziate con fondi della Giunta dell’Andalusia".