Renfe introduce nuove istruzioni di sicurezza per i suoi macchinisti sulla linea ad alta velocità Madrid-Sevilla dopo l’incidente di Urda. L’operatore stabilisce che, quando la circolazione riprenda a marcia a vista dopo un blocco parziale del sistema LZB, il treno non potrà superare i 40 chilometri orari fino a oltrepassare il segnale indicato nell’autorizzazione.
La misura figura in una disposizione interna a cui ha avuto accesso El País. Le nuove prescrizioni cominceranno ad applicarsi questa domenica, 1 novembre, e regolano come devono agire i conducenti di fronte a una perdita di trasmissione di dati del sistema di sicurezza.
L’istruzione arriva dopo il sinistro di mercoledì scorso a Urda, che ha lasciato un bilancio provvisorio di 69 morti. La sua applicazione riguarda situazioni concrete di funzionamento degradato del LZB: non comporta limitare a 40 chilometri orari la circolazione abituale dei treni del corridoio.
Fermare il treno e attendere un’autorizzazione specifica
Secondo il documento descritto da El País, in caso di blocco parziale del LZB il macchinista dovrà fermare immediatamente il treno. Poi, dovrà attendere di ricevere dal responsabile della circolazione una comunicazione regolamentare specifica, denominata telefonema LZB3, prima di rimettersi in moto.
Renfe identifica quel telefonema come l’autorizzazione valida per riprendere la circolazione in questa situazione, sempre sotto la prescrizione di marcia a vista. L’istruzione mira a evitare che si riprenda il percorso a velocità normale quando si è persa la protezione del sistema.
Il documento distingue questo caso dal blocco totale e riporta procedure diverse per ciascuno scenario. Pertanto, l’obbligo di fermarsi e attendere l’LZB3 corrisponde al caso di blocco parziale descritto nell’informazione.
Il limite di 40 km/h si mantiene fino al segnale indicato
Una delle principali precisazioni riguarda il tratto che il treno può percorrere dopo aver ricevuto il permesso di avanzare. Durante la marcia a vista prescritta, il macchinista non potrà superare i 40 chilometri orari fino a oltrepassare il segnale indicato nel telefonema.
Questo limite dovrà essere mantenuto indipendentemente dall’aspetto che possa mostrare un segnale precedente. Inoltre, il conducente dovrà comunicare questa prescrizione al responsabile della circolazione dopo aver ricevuto l’autorizzazione, secondo quanto riporta El País.
La differenza è rilevante: un segnale precedente non basterà per abbandonare quella restrizione. L’istruzione fissa sia la velocità massima sia il punto fino al quale deve essere rispettata.
Verificare l’occupazione del binario prima di ripartire
La disposizione incorpora un altro controllo prima di accettare il telefonema LZB3. Il macchinista dovrà chiedere al centro di controllo la conferma che il suo treno è l’unico che si trova nel cantone di blocco corrispondente, secondo le informazioni del giornale.
Un cantone è un tratto di binario utilizzato per organizzare la circolazione e mantenere la separazione tra i treni. La verifica della sua occupazione risulta particolarmente importante quando smettono di funzionare le protezioni automatiche e la circolazione dipende da procedure alternative.
Questa esigenza riguarda una delle circostanze descritte nella ricostruzione dell’incidente di Urda: l’AVE ha ripreso il suo percorso mentre un treno di Iryo rimaneva fermo davanti.
Cosa cambia per i viaggiatori del Madrid-Siviglia
Le nuove istruzioni rafforzano le condizioni per circolare quando si verifica un’incidenza specifica nel LZB. Se viene attivata quella procedura, la fermata, le verifiche e la successiva marcia a velocità ridotta possono prolungare il tragitto mentre si gestisce l’incidenza.
Le informazioni pubblicate non annunciano una riduzione generale della velocità commerciale né un cambiamento permanente degli orari. Il cambiamento si concentra nella risposta al guasto del sistema: fermarsi quando corrisponde, ricevere l’autorizzazione prevista, verificare l’occupazione del cantone e rispettare il limite stabilito.
L’adozione di queste misure non determina neppure da sola le responsabilità dell’incidente. La sua portata è operativa: precisare le condizioni in cui i treni di Renfe possono tornare a circolare dopo aver perso la protezione del LZB.