La firma di mutui conferma la forza della casa: cresce del 10,8% e segna il suo miglior giugno dal 2010

Il finanziamento per l'acquisto di abitazioni ha ripreso forza a giugno con 45.907 nuove ipoteche, un 10,8% in più rispetto a un anno fa. L'importo medio ha raggiunto un massimo storico di 178.365 euro e il capitale prestato è aumentato del 17,5%, molto al di sopra della crescita del numero di operazioni.

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La firma di mutui su abitazioni è tornata a crescere con forza a giugno. Nei registri della proprietà sono state iscritte 45.907 operazioni, un 10,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025 e un 8,8% sopra maggio, secondo i dati pubblicati questo mercoledì dall'Istituto Nazionale di Statistica (INE).

Il volume rappresenta il miglior risultato registrato in un mese di giugno dal 2010 e riporta il mercato ipotecario a tassi interannuali positivi dopo il calo dello 0,1% registrato a maggio, che aveva interrotto una lunga successione di incrementi.

La crescita non si limita al numero di prestiti. Le entità hanno concesso 8.188 milioni di euro per finanziare abitazioni durante giugno, un 17,5% in più rispetto a un anno prima. Il capitale prestato aumenta, quindi, quasi sette punti in più rispetto al numero di mutui, una differenza legata all'importo crescente delle operazioni.

Il mutuo medio raggiunge un massimo storico di 178.365 euro

L'importo medio costituisce uno dei dati più significativi della statistica. Ogni nuovo mutuo su abitazione ha raggiunto in media i 178.365 euro, un 6% in più rispetto a giugno del 2025 e un 2% sopra il mese precedente.

La quantità rappresenta inoltre l'importo medio più elevato della serie storica, superando per la prima volta i 178.000 euro. La crescita accumulata dall'inizio dell'anno è ancora maggiore: l'importo medio dei mutui su abitazioni è aumentato del 9,8%.

La combinazione risulta rilevante per misurare la situazione del mercato. Non solo si stanno costituendo più prestiti rispetto a un anno fa, ma la quantità di denaro necessaria per finanziare ogni operazione continua anche a crescere.

Il primo semestre si chiude con un 7% in più di mutui

Il rialzo di giugno consolida il bilancio positivo della prima metà dell'anno. Tra gennaio e giugno, il numero di mutui costituiti su abitazioni è aumentato di un 7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

In termini assoluti, durante quei sei mesi sono stati iscritti 259.684 mutui, la maggiore quantità registrata durante un primo semestre dal 2010. Il dato mostra che il calo puntuale di maggio non si è trasformato in un cambiamento di tendenza.

Il capitale concesso per abitazioni presenta un'evoluzione ancora più intensa. Nel cumulato dell'anno aumenta un 17,5%, mentre l'importo medio lo fa un 9,8%. Vale a dire, la finanziamento mobilitato dal mercato ipotecario cresce chiaramente sopra il numero di prestiti formalizzati.

Il tasso medio rimane sotto il 3%

La maggiore attività si produce mentre il costo dei nuovi mutui rimane relativamente stabile. Il tasso d'interesse medio si è attestato a giugno al 2,96%, leggermente al di sotto del 2,98% registrato a maggio. Il termine medio di ammortamento è stato di 25 anni.

I mutui a tasso fisso continuano a essere maggioritari. Hanno rappresentato il 61,7% delle nuove operazioni su abitazioni, rispetto al 38,3% contratto a tasso variabile. A maggio la proporzione di prestiti fissi era stata del 60,9%.

Esiste anche una differenza nel prezzo iniziale: i nuovi mutui variabili sono stati costituiti con un interesse medio del 3,07%, mentre in quelli a tasso fisso è stato del 2,89%. A giugno, quindi, contrarre un prestito fisso è risultato mediamente più economico inizialmente che farlo a tasso variabile.

Canarie e Castilla-La Mancha guidano la crescita

Il progresso dei mutui non si è distribuito allo stesso modo su tutto il territorio. Le Canarie hanno registrato il maggiore incremento tendenziale, con un 31,4%, seguite da Castilla-La Mancha, con un 23,2%, e dalla Comunitat Valenciana, con un 16,1%.

Hanno anche registrato una crescita superiore alla media Andalusia, con un 15,7%; Catalogna, con un 14%; e Navarra, con un 12,5%. Madrid ha registrato un incremento più moderato, del 6,1%.

All'estremo opposto ci sono tre comunità dove sono stati costituiti meno mutui su abitazioni rispetto a un anno prima: Baleari (-10,4%), Cantabria (-9,1%) e Galizia (-7,3%). Murcia è rimasta senza variazione tendenziale.

Più mutui, ma anche prestiti sempre maggiori

I dati di giugno delineano due tendenze simultanee. Da un lato, il volume di finanziamento mantiene un'elevata attività: le 45.907 operazioni rappresentano un incremento a due cifre rispetto al 2025 e permettono di chiudere il semestre con crescita.

Dall'altro, l'importo medio sta aumentando più rapidamente di quanto non faccia il numero di mutui nel cumulato annuale. Mentre le operazioni avanzano del 7% da gennaio, il capitale prestato cresce del 17,5% e il prestito medio del 9,8%.

Questo significa che il mercato ipotecario mantiene la sua forza, ma anche che le famiglie che ricorrono a finanziamenti stanno assumendo prestiti di maggiore entità. I 178.365 euro di mutuo medio costituiscono l'espressione più chiara di questo aumento del volume di finanziamento necessario per accedere a un'abitazione.

I mutui non sono la stessa cosa delle compravendite di abitazioni

I dati devono essere interpretati con una precauzione metodologica. La Statistica delle Ipotecarie dell'INE contabilizza le ipoteche iscritte nei registri della proprietà, provenienti da atti pubblici redatti in precedenza. Pertanto, le 45.907 operazioni di giugno non equivalgono necessariamente a abitazioni acquistate durante lo stesso mese.

La statistica consente di misurare l'evoluzione del finanziamento ipotecario e osservare quale parte della domanda di abitazione sta ricorrendo al credito bancario. La crescita simultanea del numero di prestiti, dell'importo medio e del capitale concesso conferma che l'attività ipotecaria continua a livelli elevati.

Giugno lascia così una fotografia particolarmente significativa: miglior dato di ipoteche per questo mese dal 2010, massimo storico del prestito medio e un 17,5% in più di capitale concesso. Tre indicatori che mostrano che il finanziamento per acquistare abitazione mantiene la sua forza al termine della prima metà del 2026.

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