Il PNV esige alla SEPI che smetta di bloccare il futuro di Tubos Reunidos

Il PNV di Amurrio sollecita la SEPI e il Governo a facilitare la vendita di Tubos Reunidos senza trasferire il suo debito e a proteggere più di mille posti di lavoro diretti.

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Il PNV di Amurrio (Álava) ha chiesto alla Sociedad Estatal de Participaciones Industriales (SEPI) e al Governo spagnolo di "assumere una responsabilità attiva e decisiva" nel processo di trasmissione delle unità produttive di Tubos Reunidos, in modo che "smetta di essere un ostacolo" per la continuità dell'azienda e la difesa dell'occupazione.

In questa linea, ha sollecitato l'Esecutivo centrale a "un'azione decisiva che permetta di chiudere la vendita delle unità produttive senza trasferire al nuovo progetto industriale il debito della società".

La formazione 'jeltzale' ha sottolineato in una nota che "è prioritario garantire la continuità degli impianti, preservare la loro capacità industriale e proteggere il maggior numero possibile di posti di lavoro".

Ha inoltre rimarcato che Tubos Reunidos "fa parte della storia industriale di Amurrio e di Aiaraldea da generazioni" e ha insistito sul fatto che dalla sopravvivenza dei suoi impianti "dipendono più di mille posti di lavoro diretti, oltre a un'ampia rete di imprese ausiliarie e a una capacità produttiva difficilmente sostituibile".

Secondo il PNV, la chiusura della fabbrica "avrebbe conseguenze industriali, economiche e sociali di enorme portata per la comarca".

Il partito ha ricordato che, nel luglio 2021, la SEPI ha concesso all'azienda un prestito partecipativo di 112,8 milioni di euro tramite il Fondo de Apoyo a la Solvencia de Empresas Estratégicas, in considerazione del suo peso industriale. Attualmente, l'importo rivendicato, sommando gli interessi, si colloca intorno ai 150 milioni di euro.

Flessibilità insufficiente e richieste alla SEPI

Il PNV ha avvertito che la flessibilità nei termini e negli interessi annunciata dalla SEPI "non risulta sufficiente se non consente di raggiungere accordi con i potenziali acquirenti e chiudere offerte che garantiscano il futuro degli impianti".

Per questo, ha chiesto all'organismo pubblico di "ritirare la propria pretesa di trasferire il credito, di circa 150 milioni di euro, alle unità produttive o ai loro futuri acquirenti, e che il suo trattamento sia risolto all'interno del concurso nei confronti della società in procedura concorsuale, conformemente alla legislazione vigente".

Il PNV di Amurrio propone inoltre che la SEPI nomini interlocutori con reale capacità decisionale e avvii "in modo immediato" un tavolo tecnico insieme all'amministrazione concorsuale e ai potenziali investitori, prima che scada il termine per registrare offerte vincolanti.

La formazione propone che questo forum di dialogo si concretizzi in una proposta scritta e motivata che specifichi le diverse alternative, i loro condizionamenti legali e i tempi previsti per la loro risoluzione.

Allo stesso modo, chiede che "all'interno dei criteri legali di aggiudicazione, si diano priorità alle soluzioni che consentano di mantenere operative le unità produttive e i loro legami tecnologici e commerciali, specialmente a Amurrio, Nanclares de la Oca e Trapagaran".