Il Sindacato Professionale Indipendente dei Controllori del Traffico Aereo (SPICA) ha mostrato "il suo più fermo rifiuto" alla divulgazione delle conversazioni mantenute tra i macchinisti dell'AVE di Renfe e del treno di Iryo con il posto di comando di Adif ad Atocha, registrate negli istanti precedenti al sinistro ferroviario di Urda (Toledo).
Mediante una nota pubblica, l'organizzazione sindacale ha chiesto all'Autorità Amministrativa Indipendente per l'Investigazione Tecnica di Incidenti e Inconvenienti ferroviari, marittimi e dell'aviazione civile (AITAT), così come alle autorità competenti, di agire per frenare la circolazione di questi registri, con l'obiettivo di salvaguardare l'indagine tecnica e la dignità delle vittime e dei loro congiunti.
SPICA ha avvertito che questa fuga di notizie, che ha qualificato come "parziale e decontestualizzata", danneggia sia le indagini ufficiali sia la posizione dei professionisti coinvolti e delle persone colpite dall'incidente.
Allo stesso modo, il sindacato ha sottolineato che la diffusione di questi estratti in diversi mezzi si è prodotta "senza garanzie di affidabilità", poiché si ignora se il materiale sia integro, l'ordine cronologico reale dei messaggi scambiati e il quadro operativo concreto in cui si è sviluppata ciascuna conversazione.
Per questo, l'organizzazione ha chiesto che si localizzi chi ha ordinato o permesso la pubblicazione di questo materiale confidenziale affinché si possano definire le responsabilità che corrispondano.
In questa linea, SPICA considera "inaccettabile" impiegare comunicazioni di carattere professionale per costruire un racconto di colpevolezza, ricordando che l''Allegato 13' dell'Organizzazione dell'Aviazione Civile Internazionale (OACI) e il Regolamento europeo 996/2010 proteggono questo tipo di registri per impedirne l'utilizzo al di fuori dell'ambito dell'analisi tecnica e preservare i principi della "cultura giusta".
Il sindacato ha anche espresso una "profonda preoccupazione" per il silenzio dell'AITAT, che non ha censurato la fuga di notizie né ha ricordato il dovere di riservatezza che vige sulle prove di questo fascicolo.
Rivendicazioni di SPICA dopo la fuga di notizie
Tra le sue richieste, il sindacato chiede che l'autorità competente fermi la diffusione delle registrazioni in conformità con la normativa vigente e i protocolli di assistenza alle vittime; che si chiariscano e si assumano le responsabilità di coloro che abbiano diffuso il materiale; e che la AITAT condanni pubblicamente quanto accaduto, difendendo il carattere riservato delle sue indagini.
Parimenti, SPICA esorta le istituzioni a rispettare l'indipendenza tecnica, evitando di anticipare conclusioni o indicare colpevoli, e chiede ai mezzi di comunicazione di astenersi dal alimentare congetture fino a disporre di informazioni verificate sulle cause del sinistro.