Iustitia Europa porta al Supremo la DNI digitale e il censimento della Legge dei Nipoti in vista delle elezioni del 29N

La formazione ha presentato due ricorsi contro gli accordi della Giunta Elettorale Centrale del 5 novembre e chiede che l’alta corte adotti misure urgenti prima della votazione

El DNI digital  MINISTERIO DEL INTERIOR

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Iustitia Europa ha presentato due nuovi ricorsi contenzioso-amministrativi dinanzi al Tribunale Supremo contro altrettanti accordi della Giunta Elettorale Centrale (JEC) del 5 novembre. L’associazione chiede in entrambi i procedimenti l’adozione di misure cautelarissime prima delle elezioni generali del prossimo 29 novembre.

Uno dei procedimenti impugna l’accordo che consente di utilizzare il DNI digitale come mezzo di identificazione degli elettori nelle consultazioni del 29 novembre. La JEC il 5 novembre ha revocato la sospensione che riguardava questa applicazione, mentre ha mantenuto quella relativa a MiDGT.

Secondo quanto spiega Iustitia Europa, la decisione si fonda sulle garanzie trasferite dal Ministero dell’Interno in merito alla disponibilità di lettori di codici QR nei seggi elettorali. L’associazione ritiene che disporre di questi dispositivi non dimostri da solo che esista una procedura completa per risolvere le eventuali incidenze che possano verificarsi durante l’identificazione.

In particolare, il ricorso pone la questione di cosa accadrebbe se fallisse la connessione, si esaurisse la batteria del telefono, il lettore smettesse di funzionare o non si completasse la verifica. Contesta inoltre chi dovrebbe decidere come agire in ciascun caso e quali istruzioni garantirebbero una risposta uniforme in tutti i seggi.

Per questi motivi, l’organizzazione chiede al Supremo che sospenda cautelarissimamente l’autorizzazione di MiDNI come mezzo di identificazione elettorale. Il suo presidente, Luis María Pardo, sostiene che la disponibilità di lettori QR non equivale a disporre di un protocollo elettorale completo.

La richiesta sul censimento e la Legge dei Nietos

Il secondo ricorso riguarda determinate iscrizioni censuarie relative all’applicazione della Legge sulla Memoria Democratica e dell’Istruzione del 25 ottobre 2022. Iustitia Europa chiede di sospendere cautelarmente i loro effetti elettorali mentre se ne verifica individualmente la regolarità.

L’associazione concentra la propria richiesta su due situazioni: le persone che avrebbero passato dal Censimento Elettorale dei Residenti Assenti (CERA) al Censimento Elettorale dei Residenti in Spagna (CER) e determinate iscrizioni di discendenti incluse nell’Allegato III dell’istruzione.

La controversia trae origine da una procedura precedente: l’organizzazione ha presentato il 28 giugno un esposto presso la Junta Electoral Central per le conseguenze elettorali di queste iscrizioni. Successivamente, il Tribunal Supremo ha adottato misure cautelari il 10 settembre nella procedura 1013/2026, che sono state confermate con un’ordinanza del 12 ottobre a seguito dei ricorsi dell’Amministración General del Estado e dell’Istituto Nazionale di Statistica.

Iustitia Europa sostiene che le situazioni anagrafiche che ora contesta avrebbero potuto compromettere l’efficacia di quelle misure. La Suprema Corte ha ritenuto che tali questioni esulassero dall’oggetto del ricorso iniziale. La formazione ha quindi adito nuovamente la Junta Electoral Central, che, con un accordo del 5 novembre, ha rinviato la controversia alle procedure giudiziali pendenti senza risolvere il merito delle verifiche richieste.

Il nuovo ricorso chiede che vengano sospesi gli effetti elettorali delle iscrizioni interessate fino a quando non venga esaminata individualmente la loro regolarità. La formazione sostiene che la sua richiesta si limita a tali effetti elettorali e che intende preservare l’efficacia delle misure cautelari adottate in precedenza.