Ampliamento | La crisi della Banca Ueno provoca le dimissioni del presidente paraguaiano Santiago Peña

Santiago Peña si dimette dopo l’intervento della Banco Ueno e la minaccia di un impeachment, nel pieno di una crisi di liquidità che colpisce milioni di paraguaiani.

fotonoticia 20261105182405 1920

fotonoticia 20261105182405 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

2 minuti

I più letti

Elecciones 29N · Encuestas

La media de las encuestas

Media a 4 de noviembre de 2026 · 15 institutos

  • PP31,0 %
  • PSOE26,3 %
  • Vox19,5 %
  • Frente Amplio6,5 %
  • ERC2,5 %
  • Podemos2,2 %
  • SALF2,2 %
01020304050ene 2024jul 2024ene 2025jul 2025ene 2026jul 2026

Media del último estudio de cada instituto en 30 días y su evolución semanal desde el 23J. Partidos con al menos un 2 %.

Todas las encuestas

Elecciones generales del 29 de noviembre · Demócrata

Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, ha annunciato questo giovedì le sue dimissioni dalla carica dopo l’intervento della Banca Ueno, la cui grave mancanza di liquidità ha lasciato per ore milioni di clienti, inclusi numerosi pensionati, senza poter accedere ai loro fondi.

Di fronte ai movimenti nel Congresso per sottoporlo a un giudizio politico per la gestione della crisi finanziaria, Peña ha scelto di abbandonare il potere “pensando alla stabilità del Paese, alla pace sociale e alla necessità di preservare le istituzioni democratiche”.

Nel suo messaggio alla nazione, il capo dello Stato ha chiesto scusa alla cittadinanza per le conseguenze del crollo bancario. “Voglio chiedere scusa al popolo se in qualche momento ho mancato. Non è mai stata mia intenzione tradire la fiducia”, ha indicato in un video diffuso sui social media.

Il problema si è innescato martedì mattina, quando l’intervento dei supervisori ha portato al blocco dei depositi di milioni di paraguaiani — tra cui quelli dei pensionati —, il che ha provocato manifestazioni in tutto il Paese, dove circa una persona su tre aveva risparmi nell’istituto oggetto di intervento.

La situazione politica si è ulteriormente inasprita questo giovedì, quando la Camera dei Deputati ha iniziato a discutere l’apertura formale di un processo di destituzione contro il presidente. Il momento decisivo è arrivato quando l’ex presidente e leader del Partito Colorado al governo, con maggioranza parlamentare, ha espresso il suo sostegno all’iniziativa.

Peña ha sottolineato che, prima di lasciare la carica, la sua priorità sarà “la tranquillità dei paraguaiani che hanno riposto i loro risparmi” nel sistema bancario nazionale, ricordando che “dietro a ogni deposito ci sono anni di impegno, sacrificio e progetti familiari”.

“Il mio desiderio più grande è che si garantisca la restituzione di quelle risorse, che il Fondo di Garanzia dei Depositi adempia la sua finalità e che si protegga”, ha affermato, prima di giustificare la sua partenza sottolineando che Peña se ne va perché “nessuna carica è più importante della stabilità della Repubblica”, e “nessuna persona è al di sopra del Paraguay”.

“Ringrazio per la fiducia in ogni momento vissuto e per avermi dato l’onore di servire questa grande nazione”, ha concluso nel suo commiato.

Legami con gli Stati Uniti e agenda internazionale

Sul piano estero, l’Amministrazione Trump aveva intrecciato una relazione particolarmente stretta con il Governo di Peña, allineato con posizioni favorevoli al settore imprenditoriale.

Nel marzo di quest’anno, il mandatario paraguaiano ha firmato con gli Stati Uniti l’accordo dello Statuto delle Forze, o SOFA in base alle sue iniziali in inglese, che consente e disciplina la presenza temporanea di personale civile e militare del Pentagono, nonché di compagnie statunitensi, nel territorio paraguaiano per attività legate a visite di navi, programmi di addestramento ed esercitazioni militari congiunte.

Lo scorso mese, il sottosegretario di Stato, Christopher Landau, ha avuto un incontro con Peña ad Asunción e ha sottolineato che il Paraguay occupa un ruolo chiave nella strategia regionale della diplomazia statunitense, in un momento in cui Trump cerca di rafforzare la sua influenza in America Latina.

Dopo tale incontro, Peña è volato a Washington, dove si è intervistato con il segretario al Tesoro, Scott Bessent, per discutere questioni connesse a minerali critici e progetti di cooperazione economica.