La Corea del Sud ha ribadito che "non è stata presa alcuna decisione" all'interno del suo Governo riguardo alla richiesta degli Stati Uniti di schierare forze militari nello stretto di Hormuz. Le autorità hanno aggiunto che "risulta difficile anche solo proporre un calendario" e hanno insistito che la conversazione avvenuta martedì a Parigi tra il presidente sudcoreano, Lee Jae Myung, e il suo omologo francese, Emmanuel Macron, sulla situazione nello stretto non deve essere interpretata come una "discussione sul dispiegamento di truppe".
Il messaggio è stato trasmesso dal consigliere per la sicurezza nazionale sudcoreano, Wi Sung Lac, al termine della conferenza stampa congiunta offerta da Macron e Lee. Wi ha sottolineato che l'Eliseo e la Casa Blu continueranno a collaborare per garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia sudcoreana Yonhap.
"Il presidente Lee ha affrontato la questione partendo dalla premessa di concretizzare misure di contributo basate sugli interessi nazionali e sul consenso pubblico, riconoscendo l'importanza speciale della stabilità nello stretto", ha sottolineato Wi, evidenziando che qualsiasi decisione sarà presa con cautela.
Queste dichiarazioni arrivano dopo che lunedì il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha avvertito di "gravi conseguenze" se la Corea del Sud dovesse procedere con un dispiegamento militare in Medio Oriente, avvertendo che Teheran lo interpretirebbe come "un supporto diretto" agli Stati Uniti.
Il consigliere per la sicurezza nazionale ha indicato inoltre che è già avvenuto un contatto con le autorità iraniane a seguito delle informazioni pubblicate dalla loro stampa. "Dopo aver visto informazioni nei media iraniani, funzionari di livello operativo ci hanno chiesto", ha spiegato, riferendosi alla possibilità di inviare truppe sudcoreane. Di fronte a queste richieste, Seul ha risposto che sta "esaminando la questione e non è stata presa alcuna decisione", ha precisato.
Francia e Corea del Sud siglano otto accordi strategici
In un comunicato diffuso dalla Casa Blu dopo il vertice bilaterale, lo stesso Wi ha dettagliato che la conversazione tra Lee e Macron riguardo allo stretto si è svolta durante un pranzo privato in cui entrambi i leader "hanno trasceso le questioni bilaterali e hanno scambiato punti di vista su questioni internazionali di grande rilevanza", tra cui la situazione del corridoio marittimo e "la guerra in Ucraina".
"Grazie a ciò, i due leader hanno ampliato il loro consenso su temi chiave e hanno discusso misure di cooperazione strategica, consolidando così ulteriormente l'associazione strategica globale tra i due paesi", aggiunge il testo, che sottolinea il rafforzamento del coordinamento politico tra Parigi e Seul.
Il viaggio ufficiale del presidente sudcoreano nella capitale francese ha inoltre servito per formalizzare la firma di otto accordi e memorandum di intesa relativi a "settori come difesa, aviazione, intelligenza artificiale, semiconduttori e tecnologie quantistiche, energia nucleare, competitività industriale, proprietà intellettuale, settore spaziale e cooperazione culturale". Questi strumenti mirano a approfondire la collaborazione tecnologica e industriale tra le due potenze.
Inoltre, entrambi i governi hanno deciso di "iniziare un dialogo ad alto livello sulla energia nucleare civile, rispondendo alla proposta fatta dal presidente Macron lo scorso mese di aprile", ha aggiunto Wi, evidenziando la volontà di avanzare in progetti congiunti in questo settore.