Salva Kiir dissolve il governo di transizione del Sud Sudan a tre mesi dalle elezioni

Salva Kiir dissolve il governo di transizione del Sud Sudan, destituisce Riek Machar e riaccende le tensioni a solo tre mesi dalle elezioni.

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Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, ha deciso questo martedì di porre fine all'Esecutivo di transizione nato dall'accordo di pace firmato nel 2018, una misura che ha descritto come un "passo decisivo" in vista delle elezioni che il paese africano celebrerà tra esattamente tre mesi, il prossimo 22 dicembre.

L'annuncio ha avuto luogo durante una riunione alla quale hanno partecipato i membri del suo gabinetto, così come consulenti, alti funzionari e dirigenti di diverse formazioni politiche, ai quali ha trasmesso il suo ringraziamento per il loro "impegno e supporto affinché questo paese avanzi", secondo un comunicato diffuso dalla Presidenza.

Tra le decisioni adottate figura la destituzione del primo vicepresidente e capo del Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan in Opposizione (SPLM-IO), Riek Machar, che rimane agli arresti domiciliari dal marzo del 2025 dopo essere stato accusato di cospirare contro la sicurezza dello Stato.

Nel settembre del 2024, Kiir aveva già approvato una modifica alla Costituzione del 2011 per prolungare di due anni aggiuntivi il periodo di transizione, un'iniziativa che ha suscitato critiche dalla comunità internazionale, che ha esortato Juba a progredire nella piena attuazione del patto di pace del 2018, ricordando che rimangono in sospeso impegni chiave, tra cui la convocazione di elezioni.

Da febbraio del 2025, il paese attraversa un deterioramento della sicurezza, dopo che la milizia White Army ha lanciato un'offensiva contro l'Esercito nella città di Nasir, nello stato dell'Alto Nilo, vicino al confine con l'Etiopia, riuscendo a controllare temporaneamente la località. Questa operazione ha scatenato la reazione delle autorità contro Machar, la cui organizzazione ha denunciato allora una violazione dell'accordo di pace del 2018.

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