Madrid riunisce i leader iberoamericani nel pieno della precampagna del 29N per cercare di rivitalizzare il Vertice Iberoamericano

La XXX Cumbre Iberoamericana riunisce a Madrid rappresentanti di 22 paesi nei giorni 4 e 5 novembre, con solo dieci capi di Stato e di Governo e una partecipazione migliore che nelle ultime edizioni, in piena pressione politica su Sánchez

Foto de familia de la XXIX Cumbre Iberoamericana, en el Seminario San Luis, a 15 de noviembre de 2024, en Cuenca (Ecuador) Casa de S.M. el Rey

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La XXX Cumbre Iberoamericana dei Capi di Stato e di Governo riunirà i giorni 4 e 5 di novembre a Madrid rappresentanti dei 22 paesi membri, con Felipe VI come anfitrione e Pedro Sánchez a meno di quattro settimane dalle elezioni generali del 29N. La Spagna confidava che l'appuntamento servisse a recuperare la partecipazione dei presidenti iberoamericani, sempre più scarsa nelle ultime edizioni. Tuttavia, l'appuntamento è infine rimasto lontano da quanto desiderato dalla Spagna. 

I dirigenti dibatteranno su intelligenza artificiale, cooperazione di fronte a disastri naturali e politiche sociali, tra gli altri temi, in una cumbre che coinciderà con le conseguenze politiche dell'incidente ferroviario di Urda (Toledo) e che conterà sulla presenza di Javier Milei, in conflitto da mesi con Sánchez. Il Teatro Real, il Palacio Real e la Galleria delle Collezioni Reali ospiteranno i principali atti istituzionali.

Che cos'è la Cumbre Iberoamericana e perché si celebra a Madrid

Le cumbres iberoamericanas hanno iniziato a celebrarsi nel 1991, quando i dirigenti di 19 paesi americani, Spagna e Portogallo si riunirono a Guadalajara (Messico) per aprire un canale permanente di dialogo politico e cooperazione. Andorra si è incorporata successivamente, fino a completare i 22 membri attuali della Comunità Iberoamericana, i cui governi si riuniscono ogni due anni.

Gli accordi richiedono il consenso di tutti i partecipanti e non sono giuridicamente vincolanti, per cui ogni Esecutivo conserva la capacità di decidere come applicare gli impegni assunti. Tra un'edizione e la successiva, la Secretaría General Iberoamericana (SEGIB) coordina i programmi di cooperazione e supervisiona lo sviluppo delle iniziative approvate.

Madrid fu scelta come sede della trentesima cumbre durante l'incontro di Cuenca (Ecuador) del 2024, nel quale la Spagna ricevette anche l'incarico di esercitare la Secretaría Pro Tempore. Sarà la quarta occasione in cui il nostro paese organizza questi incontri, dopo Madrid nel 1992, Salamanca nel 2005 e Cádiz nel 2012.

L'appuntamento si celebra sotto il motto “Iberoamérica. Insieme costruiamo la nostra Comunità. Insieme la proiettiamo verso il futuro e verso il mondo”.

Intelligenza artificiale, disastri naturali e diritti sociali: gli accordi sul tavolo

La trasformazione tecnologica occuperà una parte rilevante delle conversazioni, soprattutto attraverso i lavori dell'Alianza Digital Iberoamericana, con cui i governi cercano di ampliare la cooperazione in intelligenza artificiale, diritti digitali e protezione dei minori su internet. Queste questioni sono protagoniste anche del Foro Digital Iberoamericano, organizzato il 3 novembre come anteprima del vertice.

Accanto alle sfide tecnologiche, le delegazioni esamineranno meccanismi per migliorare la risposta condivisa di fronte a fenomeni naturali estremi. La Red Iberoamericana de Reducción del Riesgo de Desastres intende facilitare lo scambio di informazioni ed esperienze tra amministrazioni, oltre a favorire il coordinamento dei servizi responsabili della prevenzione e dell'assistenza alle emergenze.

La componente sociale dell'agenda include la Carta Iberoamericana de Cuidados y Apoyos, concepita per orientare politiche pubbliche rivolte alle persone che necessitano di assistenza e a coloro che si occupano di fornirla. I governi studieranno anche misure per facilitare il riconoscimento dei titoli universitari, una delle principali difficoltà per la mobilità accademica e professionale tra paesi iberoamericani.

I lavori si completano con iniziative di cooperazione ambientale e la preparazione dei programmi corrispondenti al periodo 2027-2030. L'approvazione dei documenti dipenderà dal consenso tra le delegazioni, per cui la portata definitiva degli impegni non si conoscerà fino alla conclusione delle sessioni.

Sánchez partecipa al vertice a meno di un mese dalle elezioni generali

Pedro Sánchez riceverà i leader iberoamericani a meno di quattro settimane dalle elezioni generali del 29 novembre e mentre l'opposizione chiede responsabilità politiche al Governo per l'incidente ferroviario del 28 ottobre a Urda (Toledo), che ha aperto una nuova controversia sulla sicurezza della rete ferroviaria spagnola.

Le critiche si rivolgono soprattutto contro il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, le cui dimissioni sono chieste da diversi partiti senza attendere la conclusione delle indagini sul sinistro. L'operato dei responsabili dell'infrastruttura e le decisioni adottate prima della collisione concentrano gran parte dei rimproveri all'Esecutivo.

Tra i partecipanti ci sarà Javier Milei, che mantiene un confronto pubblico con Sánchez e ha espresso ripetutamente il suo sostegno a Santiago Abascal e Isabel Díaz Ayuso. Durante la sua visita in Spagna dello scorso 20 ottobre, il presidente argentino è tornato ad attaccare il capo del Governo con squalifiche personali.

Entrambi coincideranno negli atti istituzionali, anche se i rispettivi governi non hanno annunciato alcun incontro bilaterale. La loro presenza a Madrid avviene dopo vari episodi di tensione diplomatica tra Spagna e Argentina, originati dalle dichiarazioni del mandatario argentino contro Sánchez e il suo entourage politico.

Il vertice non conterà neppure su Luiz Inácio Lula da Silva né Claudia Sheinbaum, presidenti di Brasile e Messico, rispettivamente, i due Paesi più popolati della comunità iberoamericana e due dei governi con cui Sánchez ha mantenuto una maggiore sintonia politica. Il Brasile invierà il ministro degli Affari Esteri, Mauro Vieira, mentre il Messico sarà rappresentato dal segretario degli Affari Esteri, Roberto Velasco.

Quali presidenti e rappresentanti iberoamericani partecipano a Madrid

La partecipazione dei dirigenti sarà uno dei principali indicatori per valutare il risultato politico dell'incontro. Nonostante gli sforzi diplomatici della Spagna durante la sua presidenza temporanea, solo dieci dei 22 Paesi saranno rappresentati al massimo livello, secondo i dati annunciati dal Governo.

La cifra supera considerevolmente quella del vertice celebrato a Cuenca nel 2024, al quale parteciparono soltanto quattro capi di Stato e di Governo. Tuttavia, resta ancora lontana dai 17 mandatari che presero parte a Santo Domingo nel 2023 e da altre tappe in cui i vertici riunivano abitualmente una parte molto maggiore dei leader iberoamericani.

Madrid recupera, pertanto, parte della capacità di richiamo perduta nelle ultime edizioni, anche se le assenze di presidenti rilevanti dimostrano che il forum ha ancora difficoltà ad attirare i principali mandatari. Gli accordi che raggiungeranno le delegazioni saranno anch'essi determinanti per valutare i risultati del vertice, al di là del numero di dirigenti presenti.

Tra i capi di Stato e di Governo che si recheranno a Madrid figurano Javier Milei (Argentina), Rodrigo Paz (Bolivia), José Antonio Kast (Chile), Laura Fernández (Costa Rica), Bernardo Arévalo (Guatemala), Nasry Asfura (Honduras) e Luis Abinader (Repubblica Dominicana). Il Portogallo sarà rappresentato dal suo primo ministro, Luís Montenegro, e Andorra dal suo capo del Governo, Xavier Espot.

L'elenco completo delle delegazioni, ordinato per rango istituzionale, è il seguente:

Paese Dirigente Carica / categoria
España Felipe VI y Pedro Sánchez Rey y presidente del Gobierno
Argentina Javier Milei Presidente
Bolivia Rodrigo Paz Presidente
Chile José Antonio Kast Presidente
Costa Rica Laura Fernández Presidentessa
Guatemala Bernardo Arévalo Presidente
Honduras Nasry Asfura Presidente
República Dominicana Luis Abinader Presidente
Portugal Luís Montenegro Primo ministro
Andorra Xavier Espot Capo del Governo
Colombia José Manuel Restrepo Abondano Vicepresidente
El Salvador Félix Ulloa Vicepresidente
Brasil Mauro Vieira Ministro de Exteriores
Cuba Bruno Rodríguez Parrilla Ministro de Exteriores
Ecuador Roberto Kury* Ministro de Exteriores
México Roberto Velasco Segretario degli Affari Esteri
Nicaragua Pendiente de confirmación nominal* Cocanciller
Panamá Javier Martínez-Acha Vásquez Ministro de Exteriores
Paraguay Rubén Ramírez Lezcano Ministro de Exteriores
Perú Carlos Espá Garcés-Alvear* Ministro de Exteriores
Uruguay Mario Lubetkin* Ministro de Exteriores
Venezuela Oliver Blanco Ministro de Exteriores

Nota: l'Ecuador ha annunciato la partecipazione di Roberto Kury, sebbene le informazioni spagnole abbiano inizialmente attribuito la guida della sua delegazione alla Vicepresidenza. Il Nicaragua non ha identificato pubblicamente a quale dei suoi cocancilleres invierà.

Paraguay sarà rappresentato dal suo ministro degli Affari Esteri, Rubén Ramírez Lezcano, dopo che il presidente Santiago Peña ha annullato il 2 novembre il suo viaggio a Madrid. La Presidenza paraguaiana ha confermato che il ministro degli Esteri avrebbe guidato la delegazione.

L'agenda del Vertice Iberoamericano: dal Teatro Real al Palacio Real

Gli incontri preparatori e le prime riunioni istituzionali inizieranno martedì 3 novembre, quando Felipe VI riceverà i presidenti di Cile, Honduras, Guatemala e Costa Rica. La giornata include anche il Foro Digitale Iberoamericano e il XVI Incontro Imprenditoriale Iberoamericano, due appuntamenti legati ai lavori del vertice.

Mercoledì 4 novembre, il Teatro Real ospiterà l'inaugurazione ufficiale, mentre Las Ventas sarà teatro della chiusura dell'incontro imprenditoriale. La sera, Felipe VI offrirà una cena al Palacio Real ai dirigenti e alle delegazioni partecipanti.

La sessione principale si terrà giovedì 5 novembre nella Galleria delle Collezioni Reali, dove i rappresentanti dei paesi membri esamineranno i documenti preparati durante gli incontri ministeriali e tecnici. Lo stesso giorno è previsto un incontro del re con il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres.

L'agenda di alcune delegazioni continuerà venerdì 6 novembre, con eventi come la consegna del Premio Fórum Europa 2026 e un incontro bilaterale di Felipe VI con il presidente boliviano, Rodrigo Paz.

Per garantire la sicurezza dei partecipanti e delle sedi ufficiali, le autorità hanno preparato un dispositivo di oltre 3.200 agenti, accompagnato da misure speciali di protezione durante gli spostamenti delle delegazioni.