Abascal chiede le dimissioni di Sánchez e Puente e chiede che l’incidente di Toledo sia chiarito fino in fondo

Abascal chiede le dimissioni di Sánchez e Puente e un’indagine completa dell’incidente ferroviario di Urda, che centra il suo comizio ad Ávila.

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Il presidente di Vox, Santiago Abascal, ha chiesto questo giovedì le dimissioni del capo del Governo e del titolare dei Trasporti, Pedro Sánchez e Óscar Puente, e che il sinistro ferroviario di Urda (Toledo) "si indaghi fino in fondo" e "si faccia giustizia".

Abascal è intervenuto in un comizio ad Ávila che si è aperto con "La muerte no es el final", l'inno in ricordo dei caduti delle Forze Armate, come omaggio ai settanta deceduti nell'incidente, una tragedia che ha incentrato completamente il suo discorso.

Davanti a circa 500 persone, il leader di Vox ha definito il sinistro come "ingiusto ed evitabile" e ha chiesto "che si chiariscano le responsabilità e si faccia giustizia", insistendo sulle dimissioni di Sánchez e "Óscar Muerte", che ha descritto come "coppia sinistra".

Ha sottolineato che "sono 120 morti in un anno in incidenti ferroviari" e si è chiesto "perché non si sono ancora dimessi il ministro dei Trasporti e il presidente, quella coppia sinistra che è dietro l'assunzione di decisioni di molti aspetti della nostra politica che stanno degradando le nostre istituzioni", rimarcando che nutre per loro un "disprezzo infinito".

Abascal ha ricordato lo slogan di "fermare il fascismo" impiegato dalla sinistra per le elezioni generali del 29 novembre e ha ironizzato che "fermare un treno è chiedere troppo a questi corrotti e traditori".

Critiche al Governo per la gestione dell'incidente

In un altro momento del suo intervento, ha denunciato "la fretta disgustosa" con cui, a suo giudizio, il Governo si è affrettato a "indicare un povero uomo, un lavoratore" che "hanno lasciato esposto", respingendo di nuovo la versione ufficiale basata sull'"errore umano" per spiegare il sinistro.

Ha chiesto che "bisogna indagare fino in fondo su cosa è successo, ad Adamuz, a Toledo, nell'alluvione di Valencia, nel blackout e in tutti i crimini che questo Governo mafioso ha commesso contro il suo popolo". Già mercoledì, dopo l'incidente, Abascal aveva accusato l'Esecutivo di cercare "un capro espiatorio, un capro espiatorio" per giustificare quanto accaduto a Urda e aveva invitato a "non credere" alla versione del Governo.

Secondo il dirigente di Vox, "non è un errore umano, né tecnico, è un crimine contro gli interessi della Spagna", attribuendo quanto accaduto al "frutto di pagare ragazze di compagnia" e di aver lasciato l'ex ministro José Luis Ábalos e il suo allora consigliere Koldo García, oggi in prigione per corruzione, alla guida del Ministero dei Trasporti.

Continuità della campagna e messaggio politico

Abascal ha difeso che il suo partito non abbia sospeso la precampagna durante i tre giorni di lutto ufficiale decretati dopo l'incidente. Ha assicurato che "non siamo qui per fare politica come stanno dicendo, ma per fare giustizia, non tacceremo mai e non ammetteremo che ci zittiscano".

Ha segnalato che sono presenti "per manifestare il nostro lutto, la nostra rabbia e il nostro ricordo emozionato e la solidarietà con le famiglie di quegli spagnoli che se ne sono andati in modo così ingiusto, per annunciare il nostro impegno assoluto a non riposare finché gli spagnoli non si sentano al sicuro nella propria patria, sicuri di tornare a salire su un treno e protetti dalle loro istituzioni".

Per chiudere l'atto, Abascal ha ribadito i tre pilastri del messaggio di Vox in vista delle elezioni generali del 29 novembre: priorità nazionale, deregolamentazione e riduzione fiscale e "rimigrazione" degli immigrati illegali e di quelli legali che delinquano o vivano degli aiuti sociali.