Il sindaco di Badalona e capolista del PP per Barcellona alle elezioni generali, Xavier García Albiol, ha sostenuto questo lunedì che l’Esecutivo è "perso" dopo l’incidente di Urda e ha accusato il presidente del Governo, Pedro Sánchez, di voler ricorrere al ministro dei Trasporti, Óscar Puente, come "scudo politico" per eludere le responsabilità per quanto accaduto nel Ministero nel corso di questa legislatura.
In dichiarazioni ai media prima della riunione del Comitato Esecutivo Nazionale del PP, Albiol ha definito "temerarie" le parole di Puente sulla possibile chiusura del collegamento ferroviario tra Madrid e Barcellona. "Se è necessario adottare questa decisione, bisogna farlo senza generare preventivamente allarme tra i cittadini. Se si deve chiudere, si chiude e, se no, non devi spaventare la gente", ha sottolineato, rimproverando al ministro il modo in cui ha affrontato questo dibattito.
A suo avviso, queste affermazioni mettono in evidenza che i responsabili dell’Esecutivo "sono persi" e "non ne hanno idea", e ha collegato questo scenario alle conseguenze di "un utilizzo politico di Adif", l’azienda pubblica incaricata delle infrastrutture ferroviarie.
Sánchez, nel mirino per Adif e Transportes
Interrogato su una possibile dimissione del titolare dei Trasporti, Albiol ha indicato che ci sono situazioni in cui le responsabilità politiche sono "ovvie" e non dovrebbero richiedere ulteriori chiarimenti.
In questa linea, ritiene che l’uscita del ministro dovrebbe arrivare per decisione propria o per iniziativa del presidente del Governo, sebbene abbia accusato Sánchez di cercare di mantenerlo nell’incarico per non assumere lui stesso il costo politico. "Intende, a mio avviso, utilizzare Puente come scudo, come scudo politico, affinché la responsabilità non arrivi a lui", ha sottolineato.
Il dirigente del PP ha finito per indicare direttamente Sánchez come massimo responsabile di quanto accaduto in Adif e nel Ministero dei Trasporti durante la legislatura, ricordando che fu il presidente a scegliere i massimi incarichi e a porre alla guida di questi ambiti "persone che erano le meno raccomandabili del suo partito".