Cosa propone Irene Montero e con chi vuole presentarsi: le chiavi della sua candidatura

La eurodeputata di Podemos ufficializza questo sabato la sua intenzione di disputare la presidenza del Governo con una candidatura "nettamente di sinistra" e "il più ampia possibile"; abitazione, salari, riduzione dell'orario, pacifismo e clima saranno i principali assi, anche se le alleanze rimangono aperte.

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Irene Montero da questo sabato un passo decisivo verso le elezioni generali del 2027. L'eurodeputata e segretaria politica di Podemos presenterà a Madrid le basi della sua candidatura alla presidenza del Governo con l'intenzione di guidare uno spazio di sinistra che vada oltre la formazione viola, anche se non esiste ancora un accordo chiuso sui partiti che lo integrerebbero.

L'atto, previsto sotto lo slogan "Pace, casa, lavoro", servirà per trasformare in progetto elettorale un'aspirazione che Montero aveva reso pubblica più di un anno fa. Ione Belarra le aveva già chiesto nell'aprile del 2025 di guidare la candidatura di Podemos alle prossime generali. Ora, l'ex ministra dell'uguaglianza vuole presentarsi come un'alternativa capace di ricostruire uno spazio situato a sinistra del PSOE.

La questione fondamentale, tuttavia, continua a non avere risposta: con chi si presenterà? Podemos parla di una candidatura "il più ampia possibile", ma mantiene il suo veto a Movimento Sumar e, allo stesso tempo, da mesi esplora un avvicinamento politico con Gabriel Rufián e altri settori della sinistra.

Abitazione: che l'affitto non si mangi lo stipendio

Il primo grande asse sarà l'abitazione, uno dei principali problemi che Podemos intende porre al centro della campagna.

La formazione propone di intervenire con maggiore intensità sul mercato per ottenere "prezzi giusti" per l'affitto e evitare che il pagamento di un'abitazione assorba una parte sproporzionata dei redditi delle famiglie. Tra le proposte anticipate c'è quella di approfondire la regolamentazione dei prezzi, una questione che Podemos ha trasformato durante tutta la legislatura in uno dei suoi principali punti di pressione sul PSOE.

La strategia si collega inoltre con lo slogan scelto per lanciare la candidatura: "casa" come uno dei tre elementi che Podemos considera fondamentali per recuperare votanti di sinistra.

Salario minimo di 1.800 euro e lavorare meno

Il secondo blocco sarà incentrato sull'occupazione e sui salari. Montero difenderà una nuova riduzione dell'orario lavorativo senza perdita di stipendio e propone di aumentare progressivamente il salario minimo fino a 1.800 euro.

Podemos vuole presentarlo come un passo aggiuntivo dopo gli incrementi del SMI e della riforma del lavoro sviluppati negli ultimi anni, ma con un approccio più ambizioso di quello sostenuto finora dal Governo.

La candidatura utilizzerà l'idea di "lavorare meno per vivere meglio" come uno dei suoi cinque grandi principi.

I primi progressi pubblicati prima dell'atto non coincidono completamente sull'obiettivo esatto della riduzione dell'orario di lavoro: alcune informazioni puntano verso 35 ore settimanali, mentre RTVE raccoglie un'impostazione iniziale di avanzare verso le 37. La concretizzazione dovrà essere fissata nel programma che Montero andrà sviluppando in vista delle generali.

Abbassare il costo della vita

Il terzo fronte sarà il potere d'acquisto. Podemos intende collegare l'aumento dei prezzi degli immobili, degli alimenti e di altri beni di prima necessità con quello che considera una crescente concentrazione di ricchezza.

La candidatura promette misure per ridurre il costo della vita e recuperare capacità di acquisto, anche se non è ancora stato presentato un programma elettorale completo con gli strumenti fiscali o normativi concreti che verrebbero utilizzati.

Questa sfumatura risulta importante: ciò che Montero presenta questo sabato sono i grandi assi politici della sua candidatura, non ancora un programma definitivo per le elezioni del 2027.

Meno spesa militare e più soldi per i servizi pubblici

Il termine "pace" sarà probabilmente uno degli elementi che più differenziano Montero dal PSOE e da altre forze di sinistra.

Podemos rifiuta l'aumento della spesa militare e sostiene che una maggiore parte delle risorse pubbliche venga destinata a sanità, istruzione, politiche di conciliazione, cure e lotta contro la violenza di genere e l'emergenza climatica, invece di aumentare l'acquisto di armamenti.

La politica internazionale è diventata negli ultimi anni uno dei principali elementi di identità della formazione viola, specialmente per le sue posizioni su Gaza, Ucraina, la NATO e l'aumento della spesa per la Difesa.

Montero vuole trasferire quella posizione nella campagna e presentarsi come la candidata di uno spazio apertamente contrario all'escalation militare.

L'emergenza climatica completa le cinque grandi priorità annunciate. Podemos vuole combinare le politiche ambientali con una lettura sociale della transizione energetica, sostenendo che il costo delle misure non ricada principalmente su lavoratori e famiglie.

In questo modo, la candidatura si articolerà attorno a cinque concetti: abitazioni accessibili, riduzione del tempo di lavoro, miglioramento del potere d'acquisto, pace e azione climatica.

Si presenta per Podemos?

Montero è la principale dirigente politica di Podemos dopo Ione Belarra e la sua candidatura nasce dalla struttura del partito. Tuttavia, la formazione non ha ancora confermato che la scheda delle generali verrà presentata esclusivamente sotto le sigle di Podemos.

L'obiettivo dichiarato è costruire una candidatura più ampia.

Questo permette a Podemos di lanciare già la sua candidata senza chiudere preventivamente le negoziazioni con possibili alleati. Prima si presenta la leadership e il progetto politico; dopo arriverà la discussione sulle sigle, le liste e le coalizioni.

Gabriel Rufián appare nell'equazione

Uno dei nomi che più si è ripetuto negli ultimi mesi è quello del portavoce di ERC al Congresso, Gabriel Rufián.

Montero e Rufián hanno protagonizzato atti congiunti e hanno difeso pubblicamente la necessità di mobilitare e riorganizzare una sinistra indebolita elettoralmente. La stessa Montero arrivò a affermare in primavera che fare squadra con lui le sembrava "un'ottima idea" e successivamente difese che Podemos ed ERC potevano aiutare a promuovere uno spazio politico più ampio.

Questo non significa che esista una candidatura congiunta concordata.

ERC non ha approvato di unirsi a una piattaforma statale guidata da Montero, e qualsiasi partecipazione di Rufián dovrebbe risolversi all'interno del proprio partito. Per ora, l'avvicinamento è fondamentalmente politico e strategico.

Podemos mantiene il veto a Movimento Sumar

Il principale ostacolo per una candidatura unica di tutta la sinistra alternativa continua a essere la relazione tra Podemos e Movimento Sumar.

Le fonti di Podemos consultate da EFE segnalano che il veto al partito di Yolanda Díaz si mantiene attualmente, conseguenza del profondo scontro aperto dalla creazione di Sumar e dell'esperienza delle elezioni generali del 2023.

L'esclusione di Irene Montero da quelle liste è stato uno degli episodi che ha finito di rompere la relazione tra i due spazi.

Podemos finirebbe per abbandonare il gruppo parlamentare di Sumar mesi dopo e passare al Gruppo Misto.

Sumar, IU, Más Madrid e Comuns preparano un'altra candidatura

Mentre Montero avvia il suo progetto, Movimento Sumar, Izquierda Unida, Más Madrid e i Comuns lavorano in parallelo alla costruzione di un'altra candidatura per le generali.

Le quattro organizzazioni intendono definire durante questo autunno il loro progetto, il marchio elettorale e successivamente la persona che guiderà la lista. Per il momento mantengono la porta aperta affinché possano unirsi altre forze, inclusa Podemos.

La paradosso è evidente: entrambi i blocchi assicurano di voler una candidatura ampia, ma in questo momento avanzano separatamente.

La possibilità di ricostruire una coalizione simile a quella del 2023 dipenderà dal fatto se riusciranno a superare alcuni dissidi politici e personali che si sono accumulati nel corso degli anni.

Una campagna specialmente rivolta ai giovani

Un altro elemento distintivo sarà la strategia elettorale. Podemos vuole sfruttare specialmente la capacità di Montero di raggiungere elettori giovani attraverso i social media.

La formazione sottolinea che l'eurodeputata ha superato il milione di follower e considera che le piattaforme digitali saranno uno dei principali scenari di contesa politica di fronte alla crescita di Vox e di altri movimenti di destra radicale tra gli elettori più giovani.

Non si tratta unicamente di comunicazione. Podemos vuole trasformare i social in un'infrastruttura centrale di campagna per compensare un'organizzazione territoriale più indebolita rispetto a quella che aveva durante i suoi primi anni.

La battaglia per guidare la sinistra inizia prima delle elezioni

Le elezioni generali sono previste per 2027, ma la battaglia per ordinare lo spazio situato a sinistra del PSOE è già iniziata.

Irene Montero parte con un vantaggio: Podemos ha già una candidata mentre buona parte del resto dello spazio deve ancora decidere chi guiderà il suo progetto. Allo stesso tempo, porta con sé una difficoltà evidente: la formazione ha perso rappresentanza territoriale e attualmente dispone di una forza parlamentare molto inferiore a quella raggiunta da Unidas Podemos nei suoi anni migliori.

La candidatura che Montero presenta questo sabato cerca precisamente di invertire questa situazione.

La sua strategia può essere riassunta in due movimenti: recuperare un'identità di sinistra chiaramente differenziata dal PSOE e, allo stesso tempo, cercare di costruire attorno ad essa un'alleanza elettorale più grande di Podemos.

La prima è già definita. La seconda rimane completamente aperta. Rufián appare come possibile alleato, Movimento Sumar continua a essere vietato per ora e Sumar, IU, Más Madrid e Comuns preparano in parallelo il proprio progetto elettorale. Le negoziazioni dei prossimi mesi determineranno se le generali del 2027 arriveranno con una sinistra alternativa riunificata o nuovamente divisa in varie schede.

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