Associazioni di giudici e pubblici ministeri progressisti etichettano come eccessiva la sospensione del voto ai nazionalizzati per la legge sui nipoti

Giudici e pubblici ministeri progressisti criticano come sproporzionata la sospensione cautelare del voto ai nazionalizzati per la nota come legge dei nipoti.

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Giudici e Giudici per la Democrazia e l'Unione Progressista dei Pubblici Ministeri hanno espresso questo sabato la loro "profonda preoccupazione" di fronte alla decisione della Corte Suprema di sospendere in via cautelare il diritto di voto a coloro che hanno ottenuto la nazionalità spagnola ai sensi della disposizione della Legge sulla Memoria Democratica, conosciuta come 'legge dei nipoti', una misura che considerano sproporzionata poiché incide direttamente su un diritto fondamentale.

In una nota congiunta, entrambe le associazioni mostrano il loro rispetto istituzionale nei confronti dell'alto tribunale, ma si uniscono al criterio difeso dalla magistrata María Alicia Millán Herrandis nel voto particolare dissenziente rispetto alla sentenza maggioritaria della Sezione.

Sottolineano che le misure cautelari concordate dalla Suprema Corte, su istanza di Vox e Iustitia Europa, estendono i loro effetti elettorali sull'istruzione emessa nel 2022 dal Ministero della Giustizia per applicare la 'legge dei nipoti', un testo che, ricordano, non è stato impugnato "direttamente né indirettamente" in questo procedimento.

Entrambe le organizzazioni avvertono inoltre che la Suprema Corte sta privando del diritto costituzionale di voto persone che "sono spagnole in virtù di atti definitivi, emessi dagli organi competenti secondo la normativa vigente" e che lo fa senza che il gruppo interessato "sia stato parte nel processo e senza che sia stato effettuato un esame individualizzato della loro situazione".

Differenza di trattamento tra spagnoli

Secondo la risoluzione, queste persone non potranno votare fino a quando la Suprema Corte non emetterà sentenza, salvo che dimostrino di essere discendenti di esiliati per motivi politici. A giudizio dei giudici e dei pubblici ministeri progressisti, questa eccezione "dipende da una certificazione" che gli interessati "non possono richiedere", il che provoca "una differenza di trattamento tra persone spagnole di origine a seconda della via attraverso cui hanno ottenuto la nazionalità, circostanza che richiede una particolare cautela dalla prospettiva del principio di uguaglianza".

L'oggetto centrale delle associazioni si concentra sulla "proporzionalità" della decisione, dato che influisce "sull'esercizio di diritti fondamentali". Ricordano che, mentre "il rischio" che percepisce la Suprema Corte "si proietta su processi elettorali futuri e ancora non convocati", il "danno che provoca la sospensione è, invece, immediato e concreto".

"Quando una misura cautelare limita diritti fondamentali di un numero molto elevato di persone, risulta necessario che la ponderazione venga effettuata con un rigore particolarmente intenso", ribadiscono nel loro comunicato.

Mettono anche l'accento sul fatto che l'esistenza di criteri contrastanti, anche all'interno della stessa JEC, evidenzia una "controversia interpretativa legittima" che, a loro avviso, deve "essere risolta nel giudizio di merito, con piena contraddittorietà e con tutte le garanzie".

Non fare partigianeria con il censimento

In questo scenario, confidano che la procedura, che ha trattazione preferenziale, "si risolva con la massima celerità possibile e, in ogni caso, prima che possa essere convocato qualsiasi processo elettorale", come ha richiesto anche il Governo.

Richiedono, inoltre, che i dubbi sull'adeguatezza alla legge dell'istruzione del Ministero della Giustizia vengano incanalati attraverso i meccanismi previsti e esigono dalle amministrazioni coinvolte che forniscano "informazioni chiare e accessibili" alle persone interessate dalla sospensione del voto, e che il dibattito venga affrontato "con serenità", evitando di trasformare "il censimento elettorale né le persone interessate in oggetto di confronto partitico".

"Giudici e Giudici per la Democrazia e l'Unione Progressista dei Pubblici Ministeri riaffermano il loro impegno per l'integrità dei processi elettorali e, con uguale fermezza, per la garanzia effettiva del diritto di voto di tutte le persone che possiedono la nazionalità spagnola", conclude la nota.

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