Il Ministero degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione ha dato nuove istruzioni ai consolati affinché certifichino i casi di coloro che hanno acquisito la nazionalità spagnola ai sensi della nota "legge dei nipoti", dopo aver attestato la loro condizione di discendenti di esiliati e che, come precisato dalla Corte Suprema, conservano il diritto di voto nonostante le misure cautelari emesse.
Fonti del dipartimento guidato da José Manuel Albares hanno indicato a Europa Press che sia il Ministero che la rete di uffici consolari all'estero "rispetta scrupolosamente quanto la normativa prevede in materia di nazionalità e di iscrizione nel censimento elettorale".
Allo stesso modo, hanno sottolineato che si osserva "con le istruzioni che, nell'ambito delle loro competenze, emettono rispettivamente il Ministero della Presidenza, Giustizia e Relazioni con le Corti e l'Ufficio del Censimento Elettorale", assegnato alla Commissione Elettorale Centrale (JEC).
Affari Esteri ricorda che, allo stesso modo in cui i consolati hanno applicato l'istruzione emessa nel dicembre 2022 dall'allora direttrice generale di Sicurezza Giuridica e Fede Pubblica, Sofía Puente, dopo l'entrata in vigore della Legge sulla Memoria Democratica —che ha flessibilizzato i requisiti per ottenere la nazionalità e ha aperto la via anche a coloro che non erano discendenti diretti di esiliati—, ora procederanno ugualmente conformemente a quanto concordato dalla JEC.
L'organismo elettorale ha assunto questo lunedì il criterio stabilito dalla Corte Suprema sul diritto di voto delle persone naturalizzate in virtù della cosiddetta "legge dei nipoti" (una disposizione della Legge sulla Memoria Democratica del 2022). L'alta corte ha sospeso il loro diritto di partecipazione alle urne fino a quando non venga emessa una sentenza definitiva, salvo nei casi in cui sia stato attestato in modo veritiero l'origine in esiliati della guerra civile e del dopoguerra.
La JEC trasmette ad Affari Esteri l'emissione di certificati
In questo contesto, la JEC ha richiesto alla Direzione Generale degli Spagnoli all'Estero e degli Affari Consolari del Ministero degli Affari Esteri di ordinare ai responsabili dei Registri Consolari l'emissione dei certificati attestativi per coloro che hanno ottenuto la nazionalità e hanno presentato la documentazione che dimostra la loro condizione di discendenti di esiliati ai sensi della legge.
Secondo altre fonti diplomatiche citate da Europa Press, Esteri si è limitato a distribuire l'auto della JEC agli uffici consolari, senza aggiungere istruzioni aggiuntive, e ha comunicato che sarà fornito un modello di certificato che dovranno emettere ora per i nuovi cittadini discendenti di esiliati.
L'obbligo di emettere questi certificati, requisito affinché questi nuovi cittadini spagnoli possano esercitare il voto nelle prossime convocazioni elettorali, comporterà un aumento del carico di lavoro nei consolati, specialmente in quelli situati nei paesi dell'Iberoamerica, dove sono ancora in attesa di elaborazione centinaia di migliaia di domande di nazionalità ai sensi della Legge sulla Memoria Democratica.
Da Esteri non hanno precisato se verranno rafforzati gli organici per poter accelerare la gestione dei nuovi certificati. In ogni caso, si ricorda che la sospensione delle iscrizioni nel CERA e l'esigenza di attestare la condizione di discendente di esiliato ha carattere temporaneo ed è condizionata alla sentenza definitiva della Corte Suprema.
In vista del fatto che il prossimo anno si svolgeranno sia elezioni generali che autonome, il Governo ha insistito nel chiedere alla Corte Suprema di risolvere al più presto questa questione, rimproverando inoltre che le misure cautelari comportano una discriminazione per parte della cittadinanza spagnola privandola del suo diritto costituzionale al voto.
Secondo quanto rivelato a fine aprile da Albares durante una visita in Messico, fino al 31 marzo 2026 circa 2,4 milioni di persone avevano manifestato la loro intenzione di richiedere la nazionalità spagnola, delle quali erano già stati ricevuti 1,2 milioni di fascicoli. Di essi, "545.000 erano già stati approvati, di cui 306.500 erano stati iscritti nel Registro Civile consolare".