La vicepresidente seconda del Governo e ministra del Lavoro, Yolanda Díaz, ha chiesto questo venerdì una riforma integrale del sistema ferroviario spagnolo per garantire che la sicurezza dei passeggeri sia la priorità principale. La dirigente ha difeso che la rete ferroviaria debba essere "100% pubblica" e ha mostrato la disponibilità affinché si indaghi su tutto il necessario per chiarire quanto accaduto dopo gli incidenti di Adamuz (Córdoba) e Urda (Toledo).
Díaz ha chiesto di ricostruire il modello ferroviario per garantire una mobilità sicura e sostenibile, con una rete pubblica "che non sia soggetta agli interessi delle privatizzazioni". La sua proposta arriva dopo i due incidenti ferroviari che hanno lasciato 115 vittime in Spagna durante quest'anno e che hanno aperto un dibattito sulla sicurezza delle infrastrutture e sulla gestione del trasporto.
Díaz difende di indagare ciò che è necessario dopo gli incidenti ferroviari
La vicepresidente ha espresso il suo sostegno affinché si indaghino le circostanze che circondano gli incidenti e le possibili responsabilità che ne derivano. La sua posizione coincide con l'apertura di nuove indagini da parte della Procura Europea sul possibile uso fraudolento di fondi comunitari destinati alla linea ad alta velocità Madrid-Sevilla.
Tuttavia, per il momento non è stata accertata una relazione tra le presunte irregolarità oggetto di indagine e le cause dei sinistri ferroviari.
La ministra ha insistito sulla necessità di rivedere il funzionamento del sistema ferroviario spagnolo e rafforzare la sicurezza degli utenti, sostenendo un modello in cui l'interesse pubblico prevalga sui criteri economici delle aziende private.
Un modello ferroviario pubblico e incentrato sulla sicurezza
La proposta di Díaz apre anche il dibattito sulla partecipazione di operatori privati al trasporto ferroviario. Attualmente, l'infrastruttura ferroviaria di interesse generale è gestita principalmente da Adif e da Adif Alta Velocidad, entrambe entità pubbliche, mentre nei servizi commerciali ad alta velocità competono Renfe, Ouigo e Iryo.
La vicepresidente punta su un sistema che garantisca la mobilità sostenibile e la sicurezza dei passeggeri senza che, a suo giudizio, le decisioni sul servizio ferroviario dipendano dagli interessi delle privatizzazioni.
Le sue dichiarazioni avvengono tre giorni dopo le dimissioni di Óscar Puente da ministro dei Trasporti, dopo essersi presentato al Congresso per spiegare le circostanze dell’incidente di Urda, in cui morirono 69 persone.