Il Fondo di Compensazione per le Vittime dell'Amianto compie questo venerdì il suo primo anno di funzionamento con una maggioranza di richieste che non hanno portato a indennizzi. L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha ricevuto 474 richieste e ha respinto o dichiarato inammissibili 344, il 72% del totale, mentre 106 hanno portato a un'indennità riconosciuta e pagata. Gli aiuti concessi ammontano a 6.344.794 euro, una somma che rappresenta circa un quarto dei 25 milioni di euro previsti per il fondo.
Il principale motivo segnalato dalle associazioni di persone colpite è l'esigenza di attestare preventivamente un'invalidità permanente derivante da una malattia professionale legata all'amianto. Secondo i dati del primo anno, 302 delle 474 richieste sono state dichiarate inammissibili per non aver soddisfatto questo requisito.
La regolamentazione stabilisce che l'INPS è l'organo incaricato di istruir e risolvere le richieste. Prima di chiedere l'indennizzo, le persone colpite devono ottenere inoltre un certificato delle patologie derivanti dall'esposizione all'amianto rilasciato dall'amministrazione sanitaria competente.
Il Decreto Reale 483/2025 stabilisce un termine massimo di sei mesi affinché l'INPS emetta e notifichi la risoluzione dall'entrata della richiesta nel suo registro. Se trascorre questo periodo senza una risoluzione espressa, la richiesta si intende respinta, sebbene l'Amministrazione mantenga l'obbligo di emettere una risoluzione.
Quattro malattie riconosciute dal regolamento
Il regolamento fissa le compensazioni in base a quattro patologie: mesotelioma, cancro ai polmoni, cancro alla laringe e asbestosi. L'importo si calcola prendendo come riferimento la pensione di invalidità permanente assoluta per malattia professionale e applicando diversi moltiplicatori a seconda della malattia.
L'indennizzo raggiunge tre volte quel riferimento nei casi di mesotelioma, due volte nel cancro ai polmoni, una volta e mezza nel cancro alla laringe e l'equivalente al riferimento per l'asbestosi. Il Governo ha inizialmente stimato le compensazioni in un intervallo tra 32.000 e 96.000 euro.
La legge che ha creato il fondo prevede come obiettivo la riparazione dei danni e dei pregiudizi sulla salute derivanti da un'esposizione all'amianto sia in ambito lavorativo che domestico o ambientale. Permette inoltre che gli eredi delle vittime possano accedere all'indennizzo nei casi previsti dalla normativa.
Le vittime chiedono di ampliare l'accesso
Le associazioni di persone colpite considerano che lo sviluppo normativo abbia ristretto l'ambito della legge. Tra le loro rivendicazioni figura l'ampliamento delle patologie incluse e l'eliminazione di determinate condizioni di accesso che, a loro avviso, escludono persone che hanno subito un'esposizione all'amianto ma non hanno il riconoscimento preventivo di un'invalidità permanente per malattia professionale.
Il Congresso ha già dibattuto modifiche al fondo. Una proposta di legge approvata nel 2025 ha sollevato, tra le altre questioni, l'ampliamento delle patologie contemplate e la revisione di alcuni dei requisiti stabiliti per accedere alle indennità.
Nel 2026 sono state registrate anche iniziative parlamentari per modificare il trattamento fiscale di queste indennità. Un emendamento presentato al Congresso propone di dichiararle esenti dall'IRPEF per evitare che il pagamento dell'indennità aumenti la tassazione delle persone beneficiarie nell'esercizio in cui ricevono il pagamento.
Il primo anno di funzionamento lascia così un fondo con 474 domande trattate, 106 indennità pagate e 344 pratiche senza indennità riconosciuta. L'evoluzione delle richieste e delle iniziative parlamentari determinerà se il sistema manterrà questi criteri o finirà per incorporare cambiamenti nei requisiti di accesso.