Fenin propone quattro misure per rafforzare la tecnologia sanitaria: acquisto pubblico per valore, industria competitiva, autonomia strategica e meno IVA

Richiede che, almeno, il 50% dei criteri di aggiudicazione dei contratti pubblici siano legati alla qualità e all'innovazione

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La Federazione Spagnola delle Aziende di Tecnologia Sanitaria (Fenin) vuole che la tecnologia sanitaria occupi un posto centrale nei programmi dei partiti politici e nelle priorità del prossimo Governo. Il suo segretario generale, Pablo Crespo, ha presentato in conferenza stampa questa mattina quattro proposte per migliorare la qualità e la sostenibilità del sistema sanitario, rafforzare la competitività dell'industria e evitare che la fiscalità diventi un ostacolo per i pazienti.

L'iniziativa, come ha ricordato, "arriva in un momento di incertezza politica, con progetti normativi in sospeso e sfide assistenziali crescenti, come l'invecchiamento della popolazione, la cronicità, le liste d'attesa e le difficoltà di accesso all'assistenza sanitaria". Di fronte a questo scenario, Crespo ha difeso che l'incorporazione di innovazione tecnologica, una maggiore sfruttamento dei dati sanitari e la trasformazione digitale sono elementi necessari per migliorare i risultati in salute.

"La sanità è una priorità. Una delle chiavi dello Stato del benessere è la salute", ha sottolineato il rappresentante di Fenin, che ha riconosciuto il lavoro svolto sia dal Governo che dalle comunità autonome per modernizzare il parco tecnologico e facilitare l'accesso all'innovazione. Tuttavia, considera che c'è ancora strada da fare e che è necessario procedere con maggiore rapidità.

Le quattro proposte di Fenin

La prima misura consiste nel promuovere un acquisto pubblico basato sul valore, in cui il prezzo non sia il fattore determinante. Così, si propone di modificare la Legge sui Contratti del Settore Pubblico affinché almeno il 50% dei criteri di aggiudicazione siano legati alla qualità e all'incorporazione di innovazione. Crespo ha sottolineato che il progetto di legge sui farmaci e prodotti sanitari, che era in fase di elaborazione, prevedeva di limitare al 20% il peso dei criteri economici, un orientamento che, a suo avviso, permetterebbe di avanzare verso un'appalto che tenga maggiormente conto del valore clinico e assistenziale della tecnologia.

La seconda proposta cerca di garantire la competitività e la fattibilità dell'industria della tecnologia sanitaria. A tal fine, la federazione reclama che si recuperino meccanismi di indicizzazione dei contratti pubblici, attualmente disindicizzati dal 2015, affinché le aziende possano affrontare l'aumento dei costi di produzione senza compromettere i loro investimenti, l'occupazione o la capacità di fornire tecnologia al sistema sanitario. Propone anche di sviluppare un piano specifico per il settore, denominato Piano Protec, che riconosca lo sforzo imprenditoriale nella ricerca e sviluppo, l'installazione di impianti di produzione e la transizione ambientale.

La terza iniziativa si concentra sulla autonomia strategica e l'industrializzazione: Fenin insiste sul fatto che la Spagna mantiene un saldo commerciale negativo nella tecnologia sanitaria e dipende dai mercati internazionali per rifornirsi di prodotti essenziali. Per questo motivo, propone un piano governativo che attragga investimenti, favorisca l'installazione di centri di produzione, distribuzione e ricerca, e ampli le capacità industriali e logistiche nazionali.

Infine, la quarta misura propone di ridurre la fiscalità dei prodotti sanitari. Secondo Crespo, l'85% è tassato all'aliquota generale dell'IVA del 21%, nonostante si tratti di prodotti che considera di prima necessità. L'associazione chiede di abbassare tale imposta per facilitare l'incorporazione della tecnologia nel sistema pubblico e ridurre i costi che affrontano i pazienti nel settore privato. Crespo ha stimato in oltre 1.300 milioni di euro all'anno l'IVA che paga il sistema sanitario pubblico, risorse che, a suo avviso, potrebbero essere destinate a investimenti e innovazione se si riducesse il carico fiscale.

Un settore con impatto sanitario ed economico

Fenin giustifica queste proposte per il ruolo che svolge la tecnologia sanitaria sia nell'assistenza ai pazienti che nell'economia. Secondo i dati esposti da Crespo, il settore genera 12.600 milioni di euro di valore aggiunto lordo diretto. Un altro dato rilevante è che ogni euro investito in esso produce altri 1,27 euro nell'economia spagnola. Inoltre, le aziende destinano circa il 7% del loro fatturato all'innovazione, guidando rispetto ad altri settori industriali.

L'industria fornisce tecnologie per la diagnosi, il monitoraggio e il trattamento dei pazienti, presenti negli ospedali e in altri dispositivi assistenziali. Per Fenin, la sua capacità di innovazione può contribuire a rispondere alle sfide di un sistema che dovrà assistere una popolazione sempre più numerosa e invecchiata. Crespo ha ricordato che la Spagna si avvicina ai 50 milioni di abitanti e che una persona su cinque supera già i 65 anni, un gruppo di età che richiede un maggiore consumo di risorse sanitarie.

La federazione sottolinea anche la dimensione sociale del settore: il 46% dell'occupazione che genera è femminile e il 3% corrisponde a persone con disabilità. Dal suo punto di vista, questi indicatori rafforzano l'argomento che la tecnologia sanitaria non deve essere affrontata unicamente come una spesa, ma anche come una fonte di attività economica, occupazione e capacità di risposta assistenziale.

La competitività, tuttavia, è condizionata dal contesto internazionale. Crespo ha segnalato le difficoltà nelle catene di approvvigionamento, le restrizioni nell'accesso alle materie prime e l'aumento dei costi dell'energia e di produzione. In questo scenario, considera che mantenere i contratti pubblici senza meccanismi di aggiornamento può ostacolare l'investimento e la capacità delle aziende spagnole di competere in altri mercati.

In relazione all'indicizzazione, il segretario generale di Fenin ha sottolineato che paesi come Italia, Francia e Germania dispongono di meccanismi che consentono di aggiornare i contratti pubblici. La federazione ritiene che queste formule favoriscano la concorrenza e contribuiscano ad attrarre tecnologia. Non propone, quindi, di copiare un unico modello europeo, ma di identificare le pratiche che meglio si adattano alle caratteristiche del sistema spagnolo.

L'organizzazione richiede anche che l'industria della tecnologia sanitaria riceva un trattamento specifico nella politica industriale. Crespo ha sostenuto che il settore ha esigenze diverse da quelle dell'industria farmaceutica, sia per i suoi processi di produzione sia per la sua catena del valore e le caratteristiche dei suoi prodotti. Per questo motivo, considera essenziale che tale differenziazione venga mantenuta nella regolamentazione futura.

Le domande in sospeso: bilancio politico, legislazione e relazione con i pazienti

Riguardo al bilancio dell'ultima legislatura, Crespo ha valutato il lavoro del Ministero della Salute e delle comunità autonome per modernizzare il parco tecnologico e migliorare l'accesso all'innovazione. Ha anche riconosciuto la disponibilità del Ministero ad ascoltare le proposte del settore. Tuttavia, ha lamentato che alcuni progetti normativi positivi non siano stati approvati e ha chiesto che vengano ripresi nella prossima fase politica.

Tra le priorità in sospeso ha citato i cambiamenti legislativi necessari per favorire l'investimento e sfruttare il potenziale di tecnologie come la salute digitale, l'intelligenza artificiale e la robotica. In particolare, ha difeso che il progetto di legge sull'industria riconosca la tecnologia sanitaria come un settore strategico. Ha anche richiesto che venga approvato il progetto di decreto reale sulla pubblicità dei prodotti sanitari, che, come ha spiegato, permetterebbe di migliorare il modo in cui le aziende promuovono le proprie tecnologie.

Interrogato sulla possibilità che i cambi di governo rallentino questi progressi, Crespo ha sottolineato che le riforme sono necessarie indipendentemente da chi assuma le responsabilità politiche. A suo avviso, coloro che dirigono la politica sanitaria devono conoscere il settore, ascoltare i propri rappresentanti e comprendere il contributo di tutti gli attori che partecipano al sistema.

Riguardo alla relazione tra l'industria, i professionisti sanitari e i pazienti, ha difeso la collaborazione tra le organizzazioni che rappresentano ciascun gruppo. Fenin, ha spiegato, cerca di ascoltare le loro esigenze e sviluppare soluzioni che aiutino a risolvere problemi clinici e a migliorare l'assistenza. Tuttavia, ha sottolineato che ogni gruppo deve rappresentare i propri interessi con indipendenza e rispetto istituzionale, anche se tutti condividono l'obiettivo di offrire una sanità di maggiore qualità.

Crespo ha anche difeso che la regolamentazione dei prodotti sanitari continui a differenziarsi da quella dei farmaci. Anche se entrambi i settori contribuiscono a migliorare la salute, ha sottolineato che i loro processi di fabbricazione, le catene del valore e le caratteristiche sono diversi. Come esempio, ha fatto notare che le tecnologie sanitarie non hanno equivalenti generici negli stessi termini di determinati farmaci. Per questo motivo, considera che applicare loro approcci normativi differenziati consente di sfruttare meglio il potenziale di entrambe le industrie.