La campagna "Lascia la Tua Traccia", promossa dalla Sociedad Española de Medicina de Urgencias y Emergencias (SEMES) insieme a Gilead Sciences, ha permesso di individuare 3.262 nuovi diagnosi di HIV nei servizi di Urgenza dopo aver effettuato 366.429 sierologie, il che corrisponde a circa un caso ogni 100 test effettuati.
Dal canto di SEMES, spiegano che questi dati, che rappresentano circa il 20 per cento delle nuove infezioni da HIV identificate nel complesso del Paese, rafforzano il ruolo dei servizi di Urgenza come punto chiave per scoprire un’infezione che, in molti pazienti, può passare inosservata.
Si stima che ogni diagnosi precoce eviti tra 2 e 4 contagi aggiuntivi, per cui si calcola che, durante i 5 anni e mezzo di funzionamento del programma, sarebbero state prevenute tra 6.524 e 13.048 nuove infezioni da HIV. In Spagna, circa il 7,5 per cento delle persone che vivono con il virus non sa ancora di essere infetta.
Nel primo semestre del 2026, "Lascia la Tua Traccia" è riuscita a identificare 255 persone con HIV che ignoravano la propria situazione, il che si tradurrebbe nella possibile prevenzione fino a 1.020 nuove infezioni.
Il progetto si sviluppa in una vasta rete di ospedali che comprende strutture situate sia nelle grandi città sia nelle aree rurali. Con il coinvolgimento di 185 servizi di Urgenza di 16 comunità autonome e la partecipazione di oltre 360 professionisti sanitari, si calcola che il programma abbia raggiunto una copertura della popolazione dell’82,2 per cento in Spagna, secondo una revisione raccolta in "Frontiers in Public Health".
Inoltre, 70 servizi di Urgenza di 11 comunità hanno introdotto modifiche nelle cartelle cliniche elettroniche per automatizzare gli avvisi, in modo che il medico di urgenza riceva un’alert quando si trovi di fronte a un quadro clinico compatibile con l’HIV che richieda di valutare l’indicazione per il test. Questa implementazione in diversi tipi di centri consente di adattare la strategia di screening alle realtà assistenziali con risorse e necessità molto diverse.
«Ogni consultazione è un’opportunità per individuare un’infezione da HIV che il paziente può ignorare, anche se si reca in Pronto Soccorso per un altro motivo. Se ci sono indizi di una possibile infezione, offrire il test può fare la differenza. La nostra responsabilità è incorporare questa prospettiva nella pratica quotidiana e facilitare l’accesso delle persone diagnosticate alle cure di cui hanno bisogno», afferma Juan González, coordinatore del Gruppo INFURG-SEMES e del programma «Deja Tu Huella».
Il ruolo dell’Infermieristica nella rilevazione dell’HIV
La partecipazione attiva dei team Infermieristici può risultare determinante per potenziare l’identificazione dei casi di HIV nell’assistenza di routine del Pronto Soccorso. Un’esperienza sviluppata in diversi servizi della Catalogna ha evidenziato che, dopo aver impartito una formazione specifica su come sospettare un’infezione non diagnosticata e quando richiedere la sierologia, è aumentato il numero di pazienti a cui è stato effettuato il test, con un incremento superiore al 20 per cento.
«L’Infermieristica deve unirsi a questa strategia. Il suo contatto continuo con il paziente permette di riconoscere indizi che consigliano di offrire il test e di attivare la coordinazione con il team. Per sfruttare questa capacità, abbiamo bisogno di una formazione specifica e di una partecipazione definita nei protocolli e nella coordinazione del programma», ha dichiarato Tato Vázquez, presidente di SEMES.