Il TSJA ratifica sei anni di carcere per aver aggredito sessualmente sua cugina minorenne a Jaén

Il TSJA conferma sei anni di prigione e 25.000 euro di indennizzo a un uomo per aver aggredito sessualmente sua cugina di 14 anni a Puente de Génave.

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Il Tribunale Superiore di Giustizia dell'Andalusia (TSJA) ha ratificato la pena di sei anni di carcere inflitta dall'Audiencia di Jaén a un uomo come responsabile di un reato di aggressione sessuale contro la sua cugina di secondo grado, un'adolescente di 14 anni.

I fatti hanno avuto luogo durante la notte tra il 5 e il 6 luglio 2021 in un terreno abbandonato del comune jiennense di Puente de Génave (Jaén). La decisione in appello, alla quale ha avuto accesso Europa Press, respinge completamente sia il ricorso presentato dalla difesa del condannato sia quello presentato dall'accusa privata, esercitata dalla madre della minore. In questo modo, l'alto tribunale andaluso conferma la sentenza pronunciata nell'ottobre 2024 dalla Sezione Seconda dell'Audiencia di Jaén.

La sentenza di primo grado considera accertato che l'imputato si trovava in detta località insieme a sua cugina, che si trovava lì in vacanza. Con l'intenzione di soddisfare i suoi impulsi sessuali, l'uomo la sottopose a diverse condotte di carattere sessuale.

Dopo quanto accaduto, la minore incontrò un amico comune, al quale raccontò tra le lacrime ciò che era successo. A seguito dell'aggressione, la vittima ha avuto bisogno di assistenza terapeutica specializzata per presentare sintomatologia ansioso-depressiva e autolesiva.

Nel suo ricorso, la difesa ha sostenuto che fosse stato violato il diritto a un processo con tutte le garanzie a causa dell'intervento nel dibattimento di un'assistente sociale che non risultava inizialmente nella proposta di prova peritale.

Il TSJA scarta questo argomento constatando che la difesa non ha mostrato opposizione né ha formulato alcuna riserva al momento dell'udienza orale. Inoltre, il tribunale sottolinea che la ratifica della perizia psicologica da parte di una sola professionista risulta pienamente valida e sufficiente.

Il tribunale andaluso nega anche che sia stata lesa la presunzione di innocenza, valutando che la dichiarazione della minore è "convincente e veritiera", mantiene coerenza in tutte le sue fasi ed è rafforzata dalla testimonianza dell'amico che l'ha soccorsa immediatamente, dal referto medico del pronto soccorso e dalle relazioni emesse dall'Istituto di Medicina Legale. Allo stesso modo, respinge l'applicazione per analogia dell'esenzione di responsabilità per prossimità di età, non ravvisandosi in alcun momento il consenso della vittima.

In parallelo, l'accusa particolare chiedeva di ampliare l'ordine di allontanamento dai 200 metri fissati nella sentenza a un perimetro di 500 metri e che si apprezzasse l'aggravante di prevalimento, sostenendo che l'imputato si era preso cura della minore fin da quando era piccola.

Il TSJA respinge queste richieste ritenendo che la distanza concordata sia adeguata per impedire qualsiasi contatto e che non sia stata accreditata né descritta nello scritto di accusa una base fattuale che consenta di applicare l'aggravante di superiorità.

La Sala mantiene inoltre a 25.000 euro l'indennizzo fissato al condannato a titolo di responsabilità civile per i danni morali causati, respingendo sia la pretesa della difesa di ridurre tale importo sia quella dell'accusa particolare di elevarlo fino a 40.000 euro.

La decisione del TSJA non è ancora definitiva e contro la stessa è possibile proporre ricorso per cassazione dinanzi al Tribunal Supremo.