La Corte Suprema ha deciso di porre fine alle indagini aperte contro l’eurodeputato e leader di Se Acabó la Fiesta (SALF), Luis 'Alvise' Pérez, per la diffusione nel suo profilo X di una presunta prova di coronavirus attribuita al presidente della Catalogna, Salvador Illa, che si è rivelata falsa. L’alta corte conclude che non esistono “sufficienti indizi” per richiedere un’autorizzazione al Parlamento Europeo in relazione a questi fatti.
In un’ordinanza a cui ha avuto accesso Europa Press, il giudice istruttore, Javier Hernández, spiega di non aver trovato indizi di un reato di falsità “con la minima consistenza” richiesta per chiedere l’autorizzazione e procedere verso l’imputazione di 'Alvise'. In parallelo, però, la Corte Suprema ha invece richiesto l’autorizzazione alla Eurocamera per una presunta provocazione a disordini nell’ambito di una protesta agricola nel 2024, tramite il suo canale Telegram.
Per quanto riguarda le possibili ingiurie, Hernández conclude che la condotta attribuita all’eurodeputato non ha raggiunto la soglia di “umiliazione, grave disprezzo o screditamento” richiesta per attivare la via penale, anche se lascia aperta la possibilità di ricorrere alla giurisdizione civile per difendere il diritto che si ritenga leso.
L’istruttore sottolinea, nonostante ciò, che escludere la via penale “non vuol dire, e men che meno, che Salvador Illa non abbia il diritto di proteggere il proprio onore e di reagire contro condotte che ledono ingiustamente la sua fama o la sua stessa considerazione”.
“Quello che affermo è che in questo caso la via penale non è quella adeguata”, aggiunge il magistrato, che precisa inoltre che questa risoluzione può essere impugnata sia dinanzi a lui stesso sia dinanzi alla Sezione per il Diritto Penale della Corte Suprema.
Una volta archiviata questa parte, la Corte Suprema mantiene aperte cinque cause contro 'Alvise', per le quali ha già richiesto le corrispondenti autorizzazioni: una per presunta finanziamento illegale della sua formazione politica; un’altra per presunto accanimento nei confronti della fiscal delegata dei reati d’odio a Valencia, Susana Gisbert; un’altra per presunto accanimento e rivelazione di segreti relativi ai due eurodeputati eletti insieme a lui nelle liste di SALF; un’altra per presunte coercizioni nei confronti dell’ex sindaco di Algeciras (Cadice) José Ignacio Landaluce, e un’ultima per presunti disordini pubblici collegati a messaggi diffusi durante una protesta agricola.
La Suprema chiede l’autorizzazione per presunta provocazione a disordini
In relazione a quest’ultima causa, la giudice Carmen Lamela, incaricata delle indagini per presunta istigazione al disordine pubblico, ha presentato una richiesta di autorizzazione al Parlamento europeo per poter proseguire il procedimento penale.
Il processo è stato avviato lo scorso mese di luglio per un presunto delitto di disordine pubblico derivato da messaggi diffusi nel suo canale Telegram con “richiami reiterati all’occupazione, al blocco e al collasso” di diversi punti durante le proteste agricole di febbraio 2024, come ha esposto Lamela nel momento in cui ha avviato la causa.
In un nuovo’ordinanza, a cui ha avuto accesso la stessa agenzia, la giudice istruttrice osserva che le pubblicazioni “consentono, in via provvisoria e ai soli fini della richiesta di autorizzazione, di valutare che i fatti oggetto di indagine non si limitano all’espressione di una critica politica, all’adesione a una protesta sociale o alla mera convocazione di una mobilitazione settoriale, ma incorporano richiami concreti al taglio di vie pubbliche”.
E anche “al collasso delle città, al blocco degli accessi e dei centri logistici e al coordinamento di azioni collettive con attitudine a incidere gravemente sull’ordine pubblico, raccogliendo espressioni relative alla necessità di sfruttare l’insufficienza di forze di polizia, mantenere il coordinamento e la perseveranza e sostenere picchetti e blocchi”.
La giudice sottolinea inoltre che i fatti oggetto di indagine non hanno alcun legame con opinioni o voti espressi da 'Alvise' “nell’esercizio delle sue funzioni di deputato del Parlamento europeo”, poiché i messaggi sarebbero stati diffusi tra il 6 e il 10 febbraio 2024, cioè prima che acquisisse formalmente la condizione di eurodeputato.