Junts vuole riaprire la negoziazione sulla casa appena un giorno dopo aver provocato, insieme a PP e Vox, la caduta dei due decreti approvati dal Governo. La portavoce della formazione catalana al Congresso, Miriam Nogueras, ha invitato questo sabato il PSOE a sedersi di nuovo a negoziare prendendo come punto di partenza il testo alternativo che il suo partito ha consegnato venerdì alla ministra Isabel Rodríguez. "Dipende da loro", ha affermato in un'intervista a RAC1, dove ha difeso che esiste margine per raggiungere un accordo se i socialisti accettano di rivedere il loro approccio.
La chiamata arriva dopo una delle sconfitte parlamentari più rilevanti dell'Esecutivo in materia di abitazione. Il Congresso ha respinto questo venerdì i due reali decreti legge promossi da PSOE e Sumar: il primo è caduto per 178 voti contro 172, con PP, Vox, Junts e UPN contrari, mentre il secondo, dedicato al rinnovo automatico di determinati contratti di affitto, non ha ottenuto maggioranza. Le norme includevano misure sulla protezione contro gli sfratti, affitti, fiscalità e limitazioni a determinate operazioni di grandi investitori.
Nogueras: "Spero che il PSOE si sieda di nuovo"
Nogueras sostiene che i decreti presentati dal Governo erano, a giudizio di Junts, "mal formulati, mal scritti, giuridicamente non applicabili" e potevano finire per aggravare alcuni dei problemi che intendevano risolvere. Si tratta della valutazione politica e giuridica della formazione catalana, mentre l'Esecutivo ha difeso durante il dibattito che le sue misure erano applicabili e frutto di mesi di negoziazione con i gruppi. "Spero che il PSOE si sieda di nuovo. Questo vorrà dire che ha voglia di lavorare su questa soluzione", ha sottolineato la portavoce di Junts.
La dirigente ha inoltre respinto le accuse che Junts sia responsabile di bloccare le misure di protezione in materia di abitazione e ha detto di essere "stanca di questa campagna permanente" di coloro che, secondo lei, "demonizzano" la sua formazione per mantenere posizioni diverse da quelle del Governo. Nogueras considera che il dibattito è sempre più condizionato dallo scenario elettorale e ha affermato che PSOE, PP e il resto delle forze hanno già "l'occhio più puntato sulla campagna".
Un decreto alternativo di 59 pagine
Junts ha consegnato questo venerdì al Governo un bozza di 59 pagine che presenta come alternativa ai testi respinti. Il suo punto di partenza è diverso da quello dell'Esecutivo: la formazione sostiene che buona parte della crisi residenziale deriva dalla scarsità di offerta e afferma che la protezione delle famiglie vulnerabili deve essere finanziata principalmente con risorse pubbliche, evitando di trasferire questi costi ai piccoli proprietari.
Tra le misure proposte appare una proroga straordinaria concordata dei contratti di abitazione principale, per periodi annuali e fino a un massimo di due anni. In alternativa, proprietario e inquilino potrebbero firmare un rinnovo o un nuovo contratto con un affitto almeno del 5% inferiore a quello precedente. A differenza del secondo decreto del Governo, tale proroga non sarebbe automatica se non esiste accordo tra le parti.
Il testo include anche una deduzione temporanea nell'IRPEF per gli affitti di abitazione principale durante 2026 e 2027: i contribuenti con una base imponibile uguale o inferiore a 33.007,20 euro potrebbero dedurre il 15% delle somme pagate. Junts propone inoltre incentivi fiscali per trasferire abitazioni vuote a amministrazioni o enti pubblici destinati a abitazione sociale, un IVA ridotto del 5% per determinati edifici residenziali di nuova costruzione e modifiche nella protezione dei debitori ipotecari.
La disputa sui fondi di investimento
Uno dei maggiori punti di attrito tra Junts e il Governo riguarda le misure destinate ai cosiddetti "fondi avvoltoio". L'Esecutivo ha difeso che il suo primo decreto introduceva limitazioni agli acquisti speculativi e ha affermato durante il dibattito di aver incorporato gran parte delle richieste avanzate da Junts. La formazione catalana lo nega e sostiene che il testo permetteva ancora determinate operazioni di fondi di investimento.
La deputata di Junts Marta Madrenas, una delle negoziatrici del partito, ha respinto questo venerdì in RAC1 che il Governo avesse incorporato il 90% delle sue proposte e ha citato come esempio il meccanismo progettato per limitare determinate acquisizioni al di sotto di una percentuale del valore dell'immobile. A giudizio di Junts, quella formula non comportava un divieto generale degli acquisti effettuati da fondi. Il Governo ha difeso, invece, che il pacchetto offriva protezione agli inquilini e limitava operazioni speculative senza ritirare abitazioni dal mercato.
Il PSOE assicura che è disposto a negoziare
Dal PSOE, Montse Mínguez ha difeso che i socialisti sono disposti a mantenere aperta la negoziazione, ma ha messo in discussione gli argomenti utilizzati da Junts per rifiutare i decreti. La portavoce ha sostenuto venerdì su RAC1 che i testi erano stati elaborati anche con la formazione catalana e ha qualificato di "scuse" alcune delle ragioni addotte per votare contro.
Durante il plenaria, la ministra Isabel Rodríguez aveva offerto a Junts di approvare il primo dei decreti e di tramitarlo immediatamente dopo come progetto di legge urgente, il che avrebbe permesso di introdurre emendamenti durante il suo passaggio per il Congresso. Junts ha rifiutato quella soluzione e ha mantenuto il suo voto negativo, mentre Patxi López ha difeso che il PSOE non ritirerebbe dei testi che, secondo quanto sostenuto, "funzionano".
La casa si incrocia con la riflessione elettorale di Sánchez
Il nuovo tentativo di Junts di aprire conversazioni arriva inoltre in un momento di incertezza politica. Dopo aver perso le due votazioni di venerdì, Pedro Sánchez ha annunciato un periodo di riflessione durante il fine settimana per decidere i suoi prossimi passi, incluso se optare o meno per anticipare le elezioni generali. Non esiste per ora una decisione annunciata.
Nogueras ha messo in relazione entrambi i dibattiti e ha proposto al PSOE due strade: negoziare il nuovo decreto o, secondo le sue parole, continuare con una strategia orientata a eventuali elezioni. "Dipende da loro decidere se vogliono dare una soluzione a una situazione di emergenza o vogliono continuare a alimentare un racconto che è una menzogna e vogliono elezioni", ha affermato.
Il movimento lascia così aperta una nuova fase della negoziazione appena 24 ore dopo il fallimento parlamentare. Junts ha già messo un testo alternativo sul tavolo e il PSOE afferma di mantenere la sua disponibilità al dialogo, ma le differenze continuano a essere rilevanti su questioni come il rinnovo dei contratti, il ruolo dei proprietari privati, l'intervento sui fondi di investimento e la ripartizione del costo delle politiche di protezione sociale. Il prossimo passo dipenderà da se entrambe le formazioni torneranno a sedersi a negoziare mentre Sánchez decide quale direzione prendere il Governo dopo la sconfitta di venerdì.