Il campeggio installato nella Puerta del Sol dopo la manifestazione per lo sfratto di Maricarmen ha aperto un nuovo fronte, questa volta tra il Ministero dell'Interno e il Comune di Madrid. Centinaia di persone continuano questa domenica nella piazza per esigere al Governo l'approvazione del cosiddetto "decreto Maricarmen", ma la discussione ha smesso di concentrarsi unicamente sull'abitazione: entrambe le amministrazioni ora dissentono su chi ha la responsabilità di agire di fronte all'occupazione dello spazio pubblico e, nel caso, chi dovrebbe ordinare o eseguire uno sfratto.
Il Comune ha espresso la sua "sorpresa" e "indignazione" e accusa la Delegazione del Governo di una "assoluta negligenza e abbandono di funzioni". Secondo la versione municipale, la situazione attuale è conseguenza del fatto che le forze statali non hanno controllato adeguatamente la fine della manifestazione di sabato e hanno permesso che alcuni partecipanti tornassero a Sol e installassero tende. L'Interno, al contrario, sostiene che il campeggio si svolge per ora in modo pacifico e differenzia tra la gestione ordinaria dello spazio pubblico, dove attribuisce competenze alla Polizia Municipale, e un eventuale scenario di disordini pubblici in cui potrebbe intervenire la Polizia Nazionale.
Circa 500 persone hanno passato la notte a Sol
La disputa amministrativa arriva dopo che circa 500 persone, secondo i dati trasmessi dalla Delegazione del Governo a Europa Press, hanno passato la notte di sabato a domenica nella Puerta del Sol. Durante la notte si sono installate circa un centinaio di tende, sebbene il Sindacato degli Inquilini abbia assicurato che i propri calcoli elevavano a oltre mille il numero di persone che avevano partecipato in qualche momento al campeggio. La mobilitazione si è sviluppata fino ad ora senza incidenti rilevanti.
La protesta è iniziata dopo la manifestazione di sabato, che ha riunito 25.000 persone secondo la Delegazione del Governo e circa 300.000 secondo il Sindacato degli Inquilini, una differenza molto considerevole tra le due stime. La marcia era partita precisamente da Sol alle 18.30 e si è conclusa di fronte al Congresso dei Deputati. Successivamente, gruppi di manifestanti sono tornati nella piazza e hanno iniziato a organizzare il campeggio per mantenere la pressione fino al Consiglio dei Ministri di martedì, quando chiedono che l'Esecutivo approvi nuove misure per l'abitazione.
Il Comune accusa la Delegazione di "guardare dall'altra parte"
Il Governo municipale di José Luis Martínez-Almeida considera che la responsabilità principale spetti alla Delegazione del Governo a Madrid, perché è l'autorità governativa competente sulle manifestazioni comunicate e sulle azioni relative al mantenimento dell'ordine pubblico. Fonti municipali sostengono inoltre che la Polizia Nazionale si sia ritirata da determinate posizioni quando hanno iniziato a essere installati i tendoni e chiedono di chiarire se quella ritirata sia stata una decisione del delegato del Governo, Francisco Martín.
Il Comune collega anche l'accampamento con lo sviluppo della manifestazione precedente e sostiene che alcuni gruppi avrebbero transitato per luoghi diversi da quelli comunicati inizialmente. Da lì accusa il Ministero dell'Interno di aver lasciato che una protesta temporanea si trasformasse in un'occupazione continuata della piazza. "Il controllo dell'ordine pubblico e il diritto di manifestazione spettano alla Delegazione del Governo", sostiene il Comune, che esige che si "ripristini la normalità in Puerta del Sol il prima possibile".
La versione municipale tratta così l'accampamento come un prolungamento della manifestazione di sabato. Il Ministero dell'Interno introduce, tuttavia, una distinzione diversa: una volta terminata la marcia comunicata, ciò che esiste in Sol è anche unoccupazione dello spazio pubblico, ambito in cui la Polizia Municipale dispone di competenze amministrative e di vigilanza.
Le competenze sono suddivise
La legislazione permette di comprendere perché entrambe le amministrazioni trovino argomenti per difendere le proprie posizioni, ma anche perché risulti troppo semplice attribuire tutta la competenza a una sola di esse. La Legge Organica che regola il Diritto di Riunione stabilisce che le riunioni e manifestazioni in luoghi di transito pubblico devono essere comunicate all'autorità governativa e che questa può proporre modifiche di percorso, data o durata quando esistono motivi fondati di rischio per l'ordine pubblico. Spetta anche a quell'autorità ordinare la dissoluzione in casi concreti, come quando si verificano alterazioni dell'ordine pubblico con pericolo per persone o beni.
Ma la stessa normativa non stabilisce che una concentrazione debba dissolversi automaticamente per il semplice fatto di non essere stata comunicata o di prolungarsi oltre una convocazione iniziale. La legge fissa presupposti specifici per ordinare una dissoluzione, tra cui che la riunione sia illecita penalmente o che si verifichino alterazioni gravi dell'ordine pubblico.
Allo stesso tempo, la Legge Organica delle Forze e Corpi di Sicurezza attribuisce alle polizie locali funzioni di polizia amministrativa collegate a ordinanze municipali, vigilanza di spazi pubblici e collaborazione con le Forze e Corpi di Sicurezza dello Stato nella protezione di manifestazioni e grandi concentrazioni quando richieste. Questo significa che il Comune conserva anche competenze sull'uso della via pubblica, mobilità, ordinanze e vigilanza municipale.
Pertanto, la discussione non si risolve semplicemente con la domanda se "spetti" alla Polizia Nazionale o alla Polizia Municipale. Un'eventuale intervento dipenderebbe da quale azione concreta si intende realizzare, dalla situazione nella piazza, dalle norme che si stanno applicando e dal coordinamento tra le due amministrazioni.
Interno differenzia tra accampamento e alterazione dell'ordine pubblico
La posizione di Interno si basa proprio su quella separazione. Finché la concentrazione rimane pacifica e non ci sono incidenti di ordine pubblico, fonti del dipartimento ritengono che non spetti attivare automaticamente un intervento della Polizia Nazionale. Lo scenario potrebbe cambiare se si verificassero scontri, rischi per persone o beni o altre circostanze che influenzano la sicurezza dei cittadini.
Fino a questa domenica, le informazioni disponibili descrivono un ambiente tranquillo. I manifestanti hanno installato tende, organizzato provviste e mantenuto attività legate alle loro rivendicazioni abitative, mentre la Polizia Nazionale, la Polizia Municipale e altri corpi hanno vigilato sull'ambiente. Non sono stati comunicati incidenti gravi durante la prima notte.
Questa assenza di alterazioni è rilevante perché la Legge Organica 9/1983 stabilisce che l'autorità governativa deve procedere alla dissoluzione di una riunione quando si verificano determinate circostanze, ma non trasforma automaticamente ogni concentrazione non prevista in una situazione che richieda un intervento poliziesco immediato.
Il Comune recupera il precedente del 15-M
Il Consistorio ha fatto ricorso al 15-M del 2011 per discutere l'interpretazione di Interno. Dopo la prima manifestazione di Democrazia Reale Ora, un gruppo di persone è rimasto a Sol e ha iniziato a installare un accampamento. Durante la notte del 17 maggio, la Polizia Nazionale e la Polizia Municipale hanno partecipato a un'operazione per sgomberarlo dopo che il Comune ha richiesto la collaborazione della Delegazione del Governo. Quella intervento si è concluso con un arrestato e un agente ferito.
Il precedente serve al Comune per ricordare che la Delegazione del Governo ha partecipato direttamente allora alle decisioni sull'accampamento e che le due polizie hanno agito congiuntamente. Tuttavia, il 2011 non offre nemmeno un'equivalenza perfetta con la situazione attuale. Dopo quel primo sgombero, migliaia di persone sono tornate a Sol e hanno ricostruito il campo, che è rimasto per settimane. Quando la Giunta Elettorale Centrale ha ritenuto che le concentrazioni durante la giornata di riflessione elettorale fossero contrarie alla legislazione elettorale, il Governo di José Luis Rodríguez Zapatero ha deciso infine di non ordinare un intervento della polizia per disperderle.
Pertanto, il 15-M mostra precisamente la complessità della questione: c'è stata una prima azione congiunta, ma poi il Governo ha scelto di non sgomberare di nuovo nonostante la controversia giuridica e politica. Non esiste una regola automatica secondo la quale l'esistenza di tende a Sol obblighi sempre a intervenire la Polizia Nazionale.
Una lotta istituzionale mentre continua la protesta
Mentre Comune e Interno discutono sulle loro competenze, il Sindacato degli Inquilini vuole mantenere l'accampamento almeno fino a martedì, quando si terrà il Consiglio dei Ministri. L'organizzazione chiede che l'Esecutivo approvi il cosiddetto "decreto Maricarmen", un pacchetto di misure che intende rafforzare la protezione contro gli sfratti e modificare diversi aspetti della regolamentazione degli affitti.
Il caso di Maricarmen Abascal, sfrattata questa settimana a 87 anni dall'abitazione di Retiro in cui aveva risieduto per più di sette decenni, ha servito da detonatore per una mobilitazione che già trascende la sua situazione particolare. Il Sindacato intende che la protesta continui fino a ottenere una risposta dal Governo e ha richiesto cibo, acqua, stuoie e sacchi a pelo per coloro che rimarranno nella piazza.
Il dibattito ora è chi deve agire e quando
Il conflitto tra le amministrazioni aggiunge una nuova dimensione politica al campeggio. Il Comune sostiene che la Delegazione ha permesso che la protesta si trasformasse in un campeggio permanente e richiede che l'Interno intervenga; l'Interno distingue tra ordine pubblico e gestione dello spazio urbano e sostiene che una concentrazione pacifica non giustifica da sola un intervento della Polizia Nazionale.
La legislazione distribuisce funzioni tra entrambe le amministrazioni: la Delegazione ha competenze centrali sul diritto di riunione e sull'ordine pubblico, mentre il Comune e la sua Polizia Municipale intervengono nella sorveglianza degli spazi pubblici e nel rispetto delle ordinanze locali.
Con il campeggio ancora attivo e senza incidenti gravi, il conflitto rimane per ora sul terreno politico e istituzionale. La prossima decisione rilevante potrebbe arrivare prima ancora di un eventuale sgombero: martedì 29 settembre, quando il Governo dovrà decidere se portare al Consiglio dei Ministri alcune delle misure abitative richieste da coloro che continuano a essere installati in Puerta del Sol.