Il 98 % dei professori spagnoli afferma di aver individuato questa pratica tra i propri studenti e il 68 % si imbatte in essa almeno una volta a settimana, secondo il Rapporto sul Futuro dell’Istruzione di GoStudent
Il 71 % degli studenti spagnoli che utilizzano l’intelligenza artificiale (di seguito IA) per i propri compiti riconosce di aver consegnato contenuti generati da questi strumenti come se fossero propri. Lo rivela l’ultimo Rapporto sul Futuro dell’Istruzione di GoStudent, elaborato a partire da un’indagine condotta su 3.000 famiglie e studenti, e 300 docenti di sei paesi europei, che mette in evidenza il divario tra la rapida adozione di questa tecnologia nelle abitudini di studio e la sua insegnabilità nelle aule.
La tendenza contrasta con quella dell’Italia, dove il 43 % degli intervistati afferma di non aver mai presentato lavori generati dall’IA come se fossero propri. Lontano dall’essere una pratica occasionale, il 46 % degli studenti spagnoli ammette di farlo almeno una volta a settimana. Inoltre, quasi otto studenti su dieci (78 %) utilizzano già l’IA per svolgere i compiti scolastici, ma solo il 23 % ha ricevuto una formazione strutturata su come utilizzarla.
Il 56 % dei docenti spagnoli non ha fiducia che la maggior parte dei propri studenti possa redigere un tema completo da zero senza aiuti dell’IA, mentre il 58 % esprime la stessa preoccupazione rispetto al riassumere testi o appunti. In altre attività accademiche, il 48 % mette in dubbio che i propri studenti possano risolvere un problema matematico passo dopo passo senza questi strumenti e il 42 % dubita della loro capacità di sviluppare idee originali per un progetto creativo.
Per quanto riguarda l’individuazione della consegna di lavori fatti con l’IA, il 98 % conferma di essersi imbattuto in studenti che presentano lavori generati come se fossero loro. Inoltre, il 68 % afferma di rilevare questa situazione almeno una volta a settimana. L’82 % dei professori intervistati si sente in grado di identificare un lavoro generato dall’IA.
Mentre l’IA si incorpora alle abitudini di studio, la sua insegnamento formale resta minoritario. Secondo il rapporto, la formazione sull’IA in aula è limitata: il 36 % degli studenti indica che i suoi professori hanno semplicemente menzionato questa tecnologia in classe, senza dedicarle una formazione specifica, mentre il 37 % afferma di non aver ricevuto alcun tipo di insegnamento sull’IA.
"Ci troviamo ad affrontare la sfida di insegnare agli studenti a utilizzare l’IA senza perdere la capacità di pensare in autonomia. La tecnologia può aiutarli a risolvere dubbi ed esplorare nuove idee, ma non deve sostituire il processo di comprensione e di ragionamento delle risposte proprie. La priorità deve essere integrare l’IA in modo che rafforzi l’apprendimento, invece di trasformarla in una semplice stampella per portare a termine le attività più velocemente", afferma Felix Ohswald, CEO e cofondatore di GoStudent.