Il Governo ha inviato questo giovedì a audizione pubblica, mediante trattazione d'urgenza, il progetto di decreto reale che fissa i requisiti di sostenibilità energetica, ambientale, di resilienza e di sovranità digitale per i centri di dati, secondo quanto ha segnalato il Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica.
Il testo, che potrà ricevere osservazioni da oggi fino al 4 settembre, prevede che i centri di dati dovranno coprire con nuova generazione rinnovabile, e in modo orario, almeno l'80% dell'elettricità che consumano nel corso del loro funzionamento.
Il progetto è stato elaborato congiuntamente dai Ministeri per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica; Economia, Commercio e Impresa; e Trasformazione Digitale e Funzione Pubblica, dopo che il Consiglio dei Ministri ha approvato martedì scorso la sua trattazione per via d'urgenza.
Con questa regolamentazione si intende ordinare il dispiegamento di centri di dati di fronte al forte aumento di progetti in studio, garantendo alti standard per offrire sicurezza giuridica e favorire l'arrivo di investimenti.
Per progettare la norma, l'Esecutivo ha analizzato i problemi emersi in altri paesi, come Irlanda, Singapore, Paesi Bassi o Stati Uniti, e considera che ora sia il momento giusto per anticiparsi alla regolamentazione e evitare quei rischi.
La proposta include obblighi in materia di resilienza e sovranità digitale, tra cui che l'operazione del centro e il controllo dei dati associati a tale operazione ricadano in entità soggette al diritto dell'Unione Europea. Include anche requisiti di sostenibilità ambientale ed energetica, come il consumo di energia rinnovabile di nuova installazione e il rispetto di criteri di efficienza energetica e di uso dell'acqua.
L'obiettivo è che queste installazioni si adeguino agli standard più rigorosi di efficienza idrica ed energetica, mentre si rafforzano la sovranità digitale, tecnologica e la capacità di calcolo.
Sebbene la Spagna disponga di una Strategia di Intelligenza Artificiale (IA) che prevede circa 2,5 gigawatt (GW) di capacità di calcolo per il 2030, che richiederebbero tra 3,5 GW e 4 GW di domanda elettrica, le richieste e i permessi per questo tipo di infrastrutture superano ampiamente quel orizzonte. La posizione geografica del paese, il suo clima e il potenziale rinnovabile hanno favorito che, dal 2021, siano stati concessi più di 12 GW di diritti di accesso e connessione alla rete.
La norma stabilisce i requisiti per impianti superiori a 1 MW di potenza elettrica, considerate quelle di maggiore impatto territoriale, idrico e ambientale, con l'obiettivo che la Spagna possa selezionare i centri di dati che apportano maggiori benefici con il minor impatto possibile.
PENALIZZAZIONI CRESCENTI PER INADEMPIMENTI
Nel settore energetico, e seguendo la logica già applicata alla produzione di combustibili rinnovabili di origine non biologica e all'idrogeno rinnovabile, il progetto introduce l'obbligo che i centri di dati consumino energia rinnovabile per un minimo dell'80%, fino a quando la generazione rinnovabile supererà il 90% del 'mix' elettrico.
Questo consumo dovrà essere aggiuntivo: ogni nuovo megawatt (MW) di domanda elettrica dovrà essere supportato da un nuovo MW di potenza rinnovabile installato nei 18 mesi precedenti all'avvio del 'data center', sia tramite autoconsumo che attraverso contratti di compravendita di energia a lungo termine (PPA).
La fornitura sarà verificata ora per ora, in modo che, in ogni ora di operazione, almeno l'80% dell'elettricità utilizzata dovrà provenire da generazione rinnovabile prodotta nella stessa fascia oraria.
Inoltre, i progetti di centri di dati che richiedono accesso alla rete elettrica dovranno dimostrare di soddisfare queste condizioni per ottenere i diritti di accesso e connessione.
Il mancato rispetto dei requisiti comporterà sovrattasse crescenti sui costi e pedaggi corrispondenti e, in ultima istanza, la perdita del diritto di accesso. Con questi incrementi si compenserà il sovraccosto che il mancato rispetto degli obblighi di aggiuntività e correlazione oraria del consumo rinnovabile possa trasferire al sistema e, quindi, alla bolletta elettrica.
CONDIZIONI PER L'ACCESSO ALLA RETE ELETTRICA
I progetti di 'data centers' attualmente in fase di elaborazione disporranno di sei mesi per adattarsi alle nuove condizioni e attestare il loro rispetto — tre mesi se sono in attesa di un concorso di accesso alla rete — oppure potranno rinunciare ai diritti di accesso e connessione senza l'esecuzione delle garanzie.
Data l'elevata consumo di acqua ed energia di queste infrastrutture, si stabilisce che dovranno adeguarsi ai migliori livelli di efficienza energetica e idrica dell'etichettatura europea specifica per centri di dati, che è in fase di sviluppo dalla Commissione Europea e si prevede che entri in vigore entro un anno.
La proposta di decreto reale prevede che, una volta attivo tale etichettatura, si richieda il livello più alto della norma europea, la categoria 'A', sia in efficienza energetica che in efficienza idrica.
Nel capitolo di resilienza e sovranità digitale, si fissano obblighi come che l'operazione del centro e il controllo dei dati legati a tale operazione ricadano in entità soggette al diritto dell'UE, che i dati, metadati e registri trattati come parte dell'operazione rimangano nel territorio comunitario e che si supervisionino in modo efficace gli accessi da paesi terzi.
DICHIARAZIONE RESPONSABILE DI CUMPLIMENTO DELLA SOVRANITÀ DIGITALE
Trasformazione Digitale e Funzione Pubblica sarà il dipartimento incaricato di verificare il rispetto di questi requisiti, la cui violazione può derivare infine nella perdita dei diritti di accesso e connessione alla rete elettrica.
In questo modo, tutti i centri di dati che superano una determinata soglia dovranno presentare una dichiarazione responsabile in cui si impegnano a rispettare i criteri di sovranità digitale stabiliti.
Inoltre, i 'data center' che intendono ospitare informazioni di qualsiasi Amministrazione Pubblica o relative alla sicurezza nazionale dovranno impegnarsi formalmente a che tali dati non escano dall'Unione Europea (UE).
Tutti i centri di dati con una potenza superiore a 500 kilowatt (kW) saranno obbligati a inviare ogni anno al Ministero guidato da Sara Aagesen le informazioni relative alla loro efficienza energetica e alla loro sostenibilità, per la pubblicazione. Quelli che superano 1 MW dovranno aggiungere se si adeguano alle migliori pratiche raccolte nell'ultima versione del codice di condotta europeo sull'efficienza energetica dei centri di dati e dettagliare il modo in cui lo fanno.