Il Tesoro aspira a raccogliere fino a 6.500 milioni nella prima asta di buoni del mese di novembre

Il Tesoro affronta la prima asta di lettere di novembre, in un contesto di tassi in rialzo e forte domanda delle famiglie per il debito pubblico.

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Il Tesoro Pubblico prevede di tentare di collocare questo martedì tra 5.500 milioni e 6.500 milioni di euro in una nuova asta di buoni a sei e dodici mesi, la prima operazione di questo tipo nel mese di novembre, secondo gli obiettivi comunicati dall'organismo dipendente dal Ministero dell'Economia.

Nella precedente asta di questo stesso strumento, il Tesoro ha aggiudicato 6.471 milioni di euro, collocandosi nella parte medio-alta del range previsto, e lo ha fatto incrementando la redditività offerta agli acquirenti.

In quell'occasione, i buoni a sei mesi sono stati aggiudicati con una redditività marginale del 2,798%, superiore al 2,641% dell'emissione precedente e al suo livello più elevato da novembre 2024.

Da parte sua, i buoni a dodici mesi sono stati collocati con un interesse marginale del 3,026%, superiore al precedente 2,846% e al suo livello massimo da luglio 2024.

In uno scenario segnato dagli aumenti dei tassi di interesse della Banca Centrale Europea (BCE) per contenere la ripresa dell'inflazione, il Tesoro ha progressivamente incrementato il rendimento che offre ai risparmiatori, soprattutto nei buoni, un formato di debito che è diventato particolarmente attraente per le famiglie.

Secondo gli ultimi dati della Banca di Spagna, le famiglie e le istituzioni private senza fini di lucro al servizio delle famiglie (Isflsh) hanno aumentato la loro esposizione ai buoni per il sesto mese consecutivo, fino a raggiungere in agosto 22.509 milioni di euro.

Un'altra asta di bond e obbligazioni questo giovedì

Inoltre, l'organismo pubblico ha in programma per questa settimana una seconda asta, in questo caso di bond e obbligazioni dello Stato, nella quale prevede di aggiudicare tra 4.750 milioni e 6.250 milioni di euro.

In concreto, saranno offerte obbligazioni dello Stato con una vita residua di 4 anni e 9 mesi, con cedola del 3,10%; obbligazioni dello Stato indicizzate all'inflazione della zona euro con una vita residua di 7 anni e 1 mese, con cedola dello 0,70%; obbligazioni dello Stato a 10 anni, con cedola del 3,40% e obbligazioni dello Stato a 15 anni, con cedola del 3,50%.

I tassi di interesse di riferimento per questa asta si collocano al 4,181% per le obbligazioni dello Stato a 10 anni; al 3,817% per le obbligazioni dello Stato a 15 anni; all'1,085% per le obbligazioni indicizzate all'inflazione della zona euro con una vita residua di 7 anni e 1 mese e al 2,949% per le obbligazioni con una vita residua di 4 anni e 9 mesi.

Dopo queste collocazioni, il Tesoro tornerà sui mercati il 10 novembre con un'asta di lettere a tre e nove mesi, alla quale se ne aggiungerà un'altra il 19 novembre, l'ultima del mese, di boni e obbligazioni dello Stato.

Piano di finanziamento del Tesoro per il 2026

Il Tesoro Pubblico contempla nuove esigenze di finanziamento di 55.000 milioni di euro per il 2026, la stessa cifra che per il 2025. Secondo il Ministero dell'Economia, la strategia di finanziamento sarà condizionata quest'anno dal buon andamento dell'economia spagnola e dalla disciplina di bilancio.

Dei 55.000 milioni di euro in emissioni nette previsti per questo esercizio, 50.000 milioni saranno destinati al debito a medio e lungo termine (boni e obbligazioni, debito in divise, prestiti e debiti assunti), mentre 5.000 milioni corrisponderanno a lettere del Tesoro, le stesse cifre del 2025.

In termini lordi, il volume totale delle emissioni raggiungerà quest'anno 285.693 milioni di euro, il 4,2% in più rispetto alla chiusura stimata per il 2025 (274.242 milioni di euro), aumento legato alle maggiori ammortizzazioni previste per il 2026.

Di tale importo lordo, 176.935 milioni di euro deriveranno da emissioni a medio e lungo termine, il 3,1% in più rispetto a quanto calcolato per il 2025 (171.514 milioni di euro), mentre per le lettere del Tesoro sono previsti 108.758 milioni di euro, quasi il 5,9% in più rispetto alla chiusura stimata dell'anno precedente (102.728 milioni di euro).