L’Amministrazione concorsuale di Tubos Reunidos ha reso pubblico un rapporto in cui sostiene che la procedura concorsuale del gruppo debba essere considerata "fortuita", poiché non ravvisa motivi per dichiararla "colpevole".
Se il Tribunale di primo grado di Vitoria-Gasteiz (Plaza numero 7) conferma questa proposta, si intenderà che la situazione di insolvenza della società è dovuta a fattori di mercato o alla sfortuna, e non a una gestione "fraudolenta, intenzionale o gravemente negligente".
In tale scenario, gli amministratori verrebbero esonerati dall’obbligo di rispondere con il proprio patrimonio personale per i debiti non pagati della società, e non sarebbero loro imposti divieti a dirigere altre imprese né perderebbero i diritti di riscossione che eventualmente potessero vantare.
Come indica Tubos Reunidos sul proprio sito web, dopo aver analizzato gli antecedenti e i fatti più rilevanti, e dopo uno studio dettagliato, l’Amministrazione concorsuale ha elaborato un rapporto motivato e supportato documentalmente. In esso propone di qualificare come "fortuito" sia il concorso di Tubos Reunidos, S.A. sia gli altri due procedimenti concorsuali che riguardano le altre società del Gruppo, poiché non si verifica alcuno dei presupposti che consentirebbero la sua qualificazione come colpevole.
L’amministratore concorsuale ha esaminato la contabilità e le decisioni adottate nei due anni precedenti la dichiarazione del concorso, senza riscontrare sottrazione di beni né simulazione di una situazione patrimoniale falsa; né gravi irregolarità nella contabilità o doppia contabilità; né inesattezze rilevanti nella documentazione presentata al tribunale; né un ritardo deliberato e manifesto nella richiesta del concorso al fine di aggravare la crisi.
Nell’ambito del diritto concorsuale spagnolo, la considerazione di "fortuito" implica che gli amministratori restino liberi da responsabilità legale ed economica, poiché si intende che la chiusura o il fallimento rispondono a un rischio imprenditoriale legato al contesto economico e non a "una trappola o a una grave negligenza imprenditoriale".