Il ministro degli Affari Esteri, José Manuel Albares, terrà incontri con vari responsabili comunitari per sondare i tempi, le procedure e la fattibilità politica delle misure annunciate da Pedro Sánchez al Congresso.
L'agenda include incontri con la commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, e con il commissario per gli Affari Interni e le Migrazioni, Magnus Brunner. Il viaggio si protrarrà per due giorni e contempla anche contatti con l'Alta Rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, e con il commissario per il Commercio, Maroš Šefčovič.
Il obiettivo politico è trasformare il confine meridionale spagnolo in una questione europea e rafforzare la presenza di Ceuta e Melilla nelle istituzioni e nelle politiche comunitarie.
Un seggio stabile nel Comitato Europeo delle Regioni
Una delle proposte consiste nel garantire una rappresentanza stabile di Ceuta e Melilla nel Comitato Europeo delle Regioni, l'organo consultivo che riunisce rappresentanti autonomici e locali degli Stati membri.
La Spagna attualmente dispone di 21 posti. Diciassette corrispondono alle comunità autonome e i quattro restanti sono assegnati a rappresentanti municipali proposti dalla Federazione Spagnola dei Comuni e delle Province.
Il Governo sta valutando di riservare in modo permanente uno o due di questi posti per Ceuta e Melilla. La misura non richiederebbe di riformare i trattati europei, ma sì di raggiungere un accordo interno sulla composizione della delegazione spagnola e di contare sulla FEMP.
Questa è, a priori, l'iniziativa che presenta un percorso istituzionale più semplice.
Più Frontex e fondi europei per il confine
Albares affronterà con il commissario Magnus Brunner la risposta comunitaria alla crisi migratoria e la richiesta spagnola di supporto economico e operativo.
Il Governo intende rafforzare la partecipazione di Frontex a Ceuta e ottenere aiuto europeo per il controllo delle frontiere, l'assistenza ai migranti e la gestione delle domande di asilo.
La Commissione Europea si aspetta che la Spagna chiarisca quali necessità intende coprire con i fondi di emergenza e quali funzioni assumerebbero gli agenti di Frontex ed Europol.
Brunner ha già avuto lunedì una conversazione con il ministro della Politica Territoriale e responsabile del monitoraggio della crisi di Ceuta, Ángel Víctor Torres. Il commissario ha definito il contatto “buono e costruttivo” e ha sottolineato che la protezione delle frontiere esterne e i rimpatri sono priorità per Bruxelles.
La possibile entrata nell'Unione Doganale
La seconda grande proposta è studiare l'incorporazione di Ceuta e Melilla nell'Unione Doganale europea.
Le due città sono integrate nell'Unione Europea, ma rimangono al di fuori del suo territorio doganale e godono di un regime economico e fiscale specifico. L'eventuale incorporazione faciliterebbe la circolazione commerciale con il resto del mercato comunitario, anche se potrebbe obbligarle a rivedere alcune delle loro attuali esenzioni e riduzioni tariffarie.
Per questo motivo, il Governo non propone ancora un'adesione immediata. Prima dovrà analizzare con le autorità di Ceuta e Melilla quali vantaggi otterrebbero e quali benefici fiscali potrebbero perdere.
La modifica necessiterebbe del sostegno degli Stati membri dell'UE.
Il cammino più complesso: diventare regioni ultraperiferiche
La Spagna vuole anche esplorare il riconoscimento di Ceuta e Melilla come regioni ultraperiferiche dell'Unione Europea, una categoria di cui già gode le Canarie. Questo statuto permetterebbe di accedere a una maggiore cofinanziamento europeo e di conservare regimi economici, fiscali e doganali adattati alle caratteristiche territoriali di entrambe le città.
La procedura sarebbe più lunga. Richiederebbe una proposta della Commissione Europea, la consultazione al Parlamento Europeo e l'approvazione unanime dei Ventisette, oltre a modificare il Trattato sul Funzionamento dell'UE.
Attualmente hanno questa considerazione le Canarie; le regioni portoghesi delle Azzorre e Madeira, e vari territori francesi, tra cui Guadalupa, Martinica, Guiana Francese, Riunione e Mayotte.
Una risposta politica alla crisi di Ceuta
L'iniziativa arriva dopo l'entrata massiccia di migranti registrata alla fine di luglio e la controversia sull'operato del Marocco durante le ore critiche.
Sánchez ha affermato giovedì scorso al Congresso che non esistono “evidenze solide” che permettano di concludere che le autorità marocchine hanno pianificato o eseguito l'entrata. Il Governo ha sì riconosciuto un'azione anomala delle forze di frontiera del paese vicino durante parte della crisi.
La strategia di Albares cerca che la protezione di Ceuta e Melilla cessi di essere affrontata unicamente come una questione bilaterale tra Spagna e Marocco e diventi parte delle politiche di frontiera, commerciali e territoriali dell'Unione Europea.